Assassin’s Creed Unity è il capitolo più sottovalutato della serie, per un veterano di Ubisoft
di: Luca SaatiA distanza di 12 anni dal discusso debutto di Assassin’s Creed Unity, il veterano Ubisoft Jean Guesdon torna a riflettere su uno dei capitoli più controversi della saga, ammettendo che il progetto potrebbe aver “spinto troppe cose tutte insieme”.
In un nuovo approfondimento dedicato alla serie pubblicato su Retro Gamer, Guesdon ha spiegato come l’enorme ambizione tecnica abbia inciso pesantemente sul lancio del titolo.
“Purtroppo, il debutto di Unity è stato una grande sfida per diverse ragioni. Come accaduto con AC3 e AnvilNext, lo sviluppo è stato influenzato da nuove tecnologie incredibili: scala 1:1, interni esplorabili, folle immense, un sistema di parkour completamente nuovo e una componente multiplayer integrata”.
Secondo Guesdon, il problema principale è stato il tentativo di innovare su troppi fronti contemporaneamente.
“Spingere contenuti e tecnologia allo stesso tempo è sempre molto impegnativo, e questo capitolo forse ha cercato di fare troppo in una sola volta”.
Nonostante le difficoltà iniziali e i numerosi bug che hanno segnato il lancio, Guesdon difende il valore del gioco, definendolo “uno dei capitoli più sottovalutati della serie”.
Tra le idee più ambiziose di Assassin’s Creed Unity c’era infatti la possibilità di giocare in cooperativa online fino a quattro giocatori, un elemento che aveva attirato grande attenzione: un gruppo di assassini in grado di coordinarsi, infiltrarsi e completare missioni insieme rappresentava una novità significativa per il franchise.
Assassin's Creed Unity "is one of the most underestimated games in the series," says Ubisoft lead https://t.co/NADoTOzZG2
— GamesRadar+ (@GamesRadar) July 11, 2026