ARC Raiders usa l’IA in modo molto interessante, per il CEO dello studio di Helldivers 2
di: Luca SaatiNegli ultimi giorni, ARC Raiders è finito nell’occhio del ciclone per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, secondo Shams Jorjani, CEO di Arrowhead Game Studios (Helldivers 2), le polemiche sarebbero state notevolmente esagerate. In una recente intervista rilasciata a The Game Business, Jorjani ha affrontato il tema dell’IA nello sviluppo videoludico, definendo l’approccio di ARC Raiders come “un caso d’uso molto interessante che, in realtà, migliora il gaming”.
La discussione si è accesa dopo una recensione di Eurogamer che ha penalizzato ARC Raiders proprio per le voci text-to-speech generate tramite IA. Jorjani ha tratteggiato un quadro più ampio, spiegando che “stiamo aspettando che i tribunali decidano cosa sia fair use e cosa no”. Secondo il CEO, il dibattito sull’intelligenza artificiale nell’industria si polarizza con facilità tra due estremi opposti. “Quasi ogni discussione sull’IA finisce sempre ai due lati estremi dello spettro”, ha sottolineato.
Jorjani ha poi citato l’esempio di Square Enix, che intende automatizzare il 70% dei processi di QA e debugging tramite IA entro il 2027, ma anche le preoccupazioni di chi teme per la propria professionalità a causa dell’automazione.
“O abbiamo gli executive di Square Enix che parlano di automatizzare il 77% delle attività QA, oppure sviluppatori che sentono il loro lavoro minacciato a livello esistenziale e quindi dichiarano che ‘tutta l’IA sia negativa’. Forse la realtà sta in una via di mezzo?”
Il CEO ha inoltre sottolineato quanto l’automazione sia già presente da anni nello sviluppo dei videogiochi:
“Ormai quasi tutti i giochi utilizzano middleware che automatizza processi che prima erano manuali. Paghiamo una licenza per usare software come Simplygon, e all’epoca non c’è stata questa grande indignazione per i posti di lavoro persi. La differenza è la scala con cui l’IA si sta diffondendo ora.”
Sulla questione delle voci generate in ARC Raiders, Jorjani è chiaro:
“Penso che sia un caso d’uso che rende il gaming migliore. Troviamo la soluzione sul piano dei diritti. Assicuriamoci semplicemente che le persone vengano retribuite per il loro lavoro: sicuramente esiste una via di mezzo.”