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Addio al fisico, al via il “blackout” PlayStation: utenti non giocheranno o compreranno per protesta

di: Donato Marchisiello

I fan di PlayStation sono passati dai commenti arrabbiati a una protesta coordinata vera e propria, organizzando un’azione concreta per inviare un messaggio diretto a Sony in relazione al suo annunciato abbandono del supporto fisico. Una scelta di Sony sicuramente dubbia ed estrema, di cui vi abbiamo parlato approfonditamente qui. La campagna chiede ai giocatori di abbandonare completamente la piattaforma per un periodo di tempo prestabilito, con i giocatori più appassionati che scelgono di rinunciare a giocare o utilizzare i servizi PlayStation nell’ambito del boicottaggio.

La protesta, nota come #PSBlackout, è stata organizzata da DoesItPlay, un gruppo della community focalizzato sulla conservazione dei videogiochi, insieme a diversi altri creatori. In un post precedente che annunciava il movimento, l’organizzatore ha dichiarato: “Vogliamo che i giochi fisici restino! Un futuro esclusivamente digitale senza diritti di proprietà e senza una legge a tutela dei consumatori è inaccettabile! Disconnettetevi, non giocate, non acquistate, disdite gli abbonamenti, diventate fantasmi, finché Sony non si renderà conto del suo errore! #PhysicalGamesMatter”.

Il boicottaggio è iniziato ufficialmente il 23 agosto, con gli organizzatori che inizialmente lo avevano presentato come un’iniziativa di una settimana. Dopo essere stata criticata per la brevità di quel periodo, DoesItPlay ha successivamente aggiornato i termini, dichiarando che il blocco non sarebbe durato una settimana fissa, ma “fino a quando Sony non si renderà conto del proprio errore”, estendendo la protesta a tempo indeterminato anziché concluderla dopo una sola settimana, indipendentemente dall’esito.

Ai partecipanti viene chiesto di evitare di accedere al PlayStation Network, di saltare qualsiasi sessione di gioco online e di astenersi dall’effettuare acquisti tramite il PlayStation Store su tutte le piattaforme Sony. Alcuni fan si sono spinti oltre, suggerendo la cancellazione in massa degli abbonamenti a PlayStation Plus come ulteriore modo per manifestare il proprio dissenso nei confronti della direzione intrapresa dall’azienda.

Una petizione correlata su Change.org, intitolata “Don’t Kill the Disc” (Non uccidete il disco), ha continuato a raccogliere consensi insieme al boicottaggio, superando le 347.000 firme. Ciononostante, le reazioni all’interno della comunità videoludica sono state contrastanti, con alcuni giocatori che si chiedono se un boicottaggio temporaneo possa avere un impatto significativo su una piattaforma con decine di milioni di abbonati paganti.