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Activision, il settore QA approva un contratto sindacale

di: Luca Saati

I lavoratori del settore Quality Assurance di Blizzard negli studi di Albany (New York) e Austin (Texas) hanno approvato a larga maggioranza un nuovo contratto sindacale con la società madre Microsoft, segnando un passo importante per i diritti dei dipendenti nel settore videoludico.

Secondo quanto comunicato dal sindacato Communications Workers of America (CWA), l’accordo garantisce “tutele durature sul posto di lavoro” e rappresenta il terzo contratto sindacale interno a Microsoft, dopo quelli raggiunti con i dipendenti di ZeniMax nel giugno 2025 e con Raven Software nell’agosto dello stesso anno.

La contrattazione, avviata nel maggio 2023, copre oltre 60 lavoratori in diversi ruoli legati al controllo qualità e avrà una durata di tre anni. Tra le clausole figurano aumenti salariali garantiti, norme rafforzate sull’uso dell’intelligenza artificiale e dell’IA generativa, garanzie sul riconoscimento dei crediti nei giochi pubblicati, misure per l’inclusione dei lavoratori con disabilità, tutele per i lavoratori immigrati e restrizioni al crunch obbligatorio.

In un momento in cui i licenziamenti stanno colpendo duramente la nostra industria, oggi compiamo un altro grande passo verso un futuro migliore per i lavoratori dei videogiochi a tutti i livelli”, ha dichiarato Brock Davis, analista QA di Blizzard Albany e membro del CWA Local 1118. “Per i tester, questo contratto offre salari dignitosi, maggiore sicurezza sul lavoro e regole chiare sull’uso dell’intelligenza artificiale”.

Anche Matt Gant, analista senior di Blizzard Austin e membro del CWA Local 6215, ha commentato positivamente: “Dopo quasi vent’anni nel settore dei videogiochi, è gratificante collaborare con i miei colleghi per ratificare un contratto equo che rende possibile vedere una carriera duratura in questo mestiere. Questo accordo ci assicura un ambiente di lavoro migliore, stipendi più alti, benefit ampliati e tutele nei casi di licenziamento, preservando la stabilità e il rispetto del ruolo dei tester per le generazioni future”.