007 First Light inizialmente doveva avere più agenti 00 come protagonisti
di: Luca Saati007 First Light avrebbe potuto avere un’impostazione molto diversa da quella finale. Secondo lo sceneggiatore Michael Vogt, il progetto iniziale puntava a un’esperienza più corale, con più agenti 00 protagonisti della storia, anziché concentrarsi quasi esclusivamente su James Bond.
In un’intervista, Vogt ha spiegato che le prime missioni del gioco creano volutamente una sorta di “falsa promessa”.
“Durante la sequenza di addestramento, facciamo credere che sarà un’opera corale, con tutti gli agenti 00 che collaborano, come accade in Slovacchia. Poi però ribaltiamo tutto quando la maggior parte di loro muore, e Bond diventa l’ultimo sopravvissuto”.
Lo sceneggiatore ha rivelato che, nelle prime fasi di sviluppo, l’idea era proprio quella di mantenere questo approccio per tutta l’avventura:
“Nella mia proposta iniziale stavamo davvero considerando un gioco in cui diversi agenti lavoravano insieme per tutta la durata”.
La missione in Slovacchia rappresenta anche un punto di svolta per il personaggio. Dopo quegli eventi, Bond diventa più serio e consapevole, mentre il tono generale del gioco si sposta leggermente verso l’action-adventure, con più spazio per umorismo, fascino e dinamismo.
“Abbiamo aumentato un po’ la componente comica e il carisma. Volevamo che fosse un’esperienza aspirazionale: è un ragazzo giovane, quindi non è ancora diventato cinico”.
Vogt ha inoltre chiarito che Bond non conclude la storia come un agente disilluso. Al contrario, è lui a influenzare l’ambiente intorno a sé, arrivando persino a cambiare il MI6.
“Matura sicuramente, ma non diventa cinico. È lui che trasforma gli altri: Greenway vive un arco di redenzione grazie a lui, e anche Isola diventa più umano”.
Secondo lo sceneggiatore, questa visione è coerente con il personaggio: Bond cambia poco, ma sono le persone intorno a lui a evolversi.