Quello che la pioggia non dice
di: Sakura CantiniSe state cercando un manga con combattimenti spettacolari, urla sovrumane o poteri magici, posate subito questo volume. Se invece la vostra attività preferita è fissare il vuoto fuori dalla finestra mentre fuori diluvia, possibilmente con una tazza di tè che si sta raffreddando e una leggera crisi esistenziale in corso, congratulazioni: Quello che la pioggia non dice è il vostro nuovo manifesto spirituale. Izumi Okaya scrive per noi, quelli che trovano conforto nel grigio.
Una semplice vita
Al centro di Quello che la pioggia non dice c’è Ame, una donna che non urla la propria presenza al mondo, ma lo attraversa con una discrezione quasi poetica. In lei non troviamo la classica eroina determinata, bensì uno specchio in cui riflettersi: è fatta di dubbi, di attese e di quella sottile confusione tipica di chi sta ancora cercando il proprio posto nel puzzle della vita adulta. Ame è una protagonista “trasparente” in cui è facilissimo identificarsi. Non ha risposte pronte e non corre verso un obiettivo epico; cerca solo di capire come stare al mondo.
Attorno a lei ruota una serie di figure secondarie che non servono a spingere la trama, ma ad arricchire l’atmosfera. Sono amici, colleghi o semplici passanti che portano con sé frammenti di realtà quotidiana.
Impermeabile o ombrello?
Lo stile di Izumi Okaya è davvero particolare perché è pulitissimo. Non usa mille sfumature o troppi dettagli neri che appesantiscono la pagina; al contrario, usa pochissime linee, ma messe esattamente nel punto giusto. Quando guardi le vignette, hai una sensazione di grande ordine e pace, come se l’autrice avesse pulito tutto il superfluo per lasciarti vedere solo l’essenziale.
Le facce dei personaggi sono disegnate con pochi tratti, ma riescono comunque a trasmettere bene quello che provano, che sia un po’ di tristezza o un leggero sorriso. Anche le case, le stanze e le strade della città sembrano quasi “leggere”. Non c’è quel caos tipico di molti altri fumetti; qui tutto è calmo.
Leggere Quello che la pioggia non dice è come fare un lungo respiro profondo. È un fumetto delicato e malinconico, ma non deprimente. Le incertezza di Ame, il modo in cui essa ha molteplici dubbi sulla vita e cerca risposte facendosi leggere dagli altri, ma anche la capacità di fare da specchio per essi, la rendono una protagonista diversa dalle altre lette di solito. L’autrice ci ricorda che non dobbiamo per forza correre o avere tutto sotto controllo; a volte, restare a guardare la pioggia è l’unico modo per ritrovarsi.