The Mandalorian and Grogu
di: Andrea CamprianiNon fosse ancora chiaro ho ancora oltremodo l’amaro in bocca per il finale di The Boys. Con queste giornate figurarsi se riesco a rifarmi anche solo un minimo, in sala, che in questi giorni non becco neanche l’ennesimo blockbusteroooh
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A(nother) Star Wars Story
La Disney Studios. Con Lucasfilm. The Mandalorian and Grogu. A questo punto sicuramente vi aspetterete il recappone a la “tanto tempo fa in una galassia lontana…” oltretutto con le 3 stagioni già prodotte di The Mandalorian su Disney+ che con questa è stata inaugurata, ma tanto basti.
Direte: ma come, nemmeno una decina di righe di preambolo dopo almeno 7 anni di programmazione sui personaggi della storia, senza contare che si tratta di Star Wars©™®?!?
Non serve. Protagonisti qui sono appunto il cacciatore di taglie Mandaloriano Din Djarin (Pedro Pascal) e il suo inseparabile Grogu, come da titolo, o se preferite per intenderci Yodino perchè Baby Yoda non gli garba, “Marcellino” per gli amici.
Voto: episodio diesci
Boni, state boni. The Mandalorian and Grogu diretto da Jon Favreau inizia appunto in medias res come non mai, ma anticipo subito che si segue tranquillamente a sè, e senza scena post credit.
C’è inevitabilmente tanta, ma non invasiva cgi, il nostro Manda è per quasi tutto il film coperto dal proverbiale elmo, che serve anche per una scena di snodo, e il grosso del resto, a partire appunto dal tenerello Marcellino è tutto ricreato davanti a green screen. Bella Forza©™® direte, vero? Eh.
Il vecchio protegge il giovane
Il giovane protegge il vecchio. Questo è The Mandalorian and Grogu. Quanto di più lontano non solo dal capolavoro, ma anche dal migliore film di SW, che però di sicuro fa un salto nell’iperspazio almeno rispetto al dimenticabile Episodio IX.
Il film dura forse troppo, qualche taglio avrebbe giovato, ma ci sono indiscutibili aspetti positivi come ad esempio appunto la ricchezza della messa in scena, che non potrebbe essere altrimenti con i mezzi a disposizione della produzione faraonica di cui può contare, impreziosita da una colonna sonora nuovamente fotonica firmata da Ludwig Göransson che mette da subito le cose in chiaro con la riproposizione di nuovi temi, tra orchestrazioni classiche e sintetiche, perfettamente amalgamate con anche tracce folk ad hoc volendo, perchè nuovi sono i personaggi, nuove le storie. Last but not least una ottima edizione italiana curata da Carlo Cosolo con Andrea Mete perfettamente su Pedro Pascal in volto coperto e scoperto con tanto di scena molto divertente col suo babbo Marco (non vi svelo dove), Davide Perino… Spalancate, anzi smarmellate tutto. Per grandi e piccini, si rivede l’avventura, oltretutto più vicina addirittura ad Episodio VI. Si rivede finalmente Sigourney Weaver in una piccola ma convincente parte in volto dopo gli Avatar, e perfino da qui arriva forte e chiaro a Sir Ridley il messaggio. Occhio alla taglia e che la Forza©™® sia sempre con tutti noi.