The invite – Il piacere è tutto nostro
di: Andrea CamprianiVabbè, ormai ci siamo sono ricominciate anche le Squole, si torna alla routine, al limite ogni tanto…
accettare i cookie con finalità di marketing.
Metti una sera apericena
Oh, questa è la sinossi ridotta all’osso di preciutto e non di The Invite – Il piacere è tutto nostro (remake di film spagnolo Sentimental diretto da Cesc Gay nel 2020): Angela (Olivia Wilde) e Joe sono una giovane coppia di San Francisco con figlia che qui non vediamo in quanto a dormire da amica con mamma single, lei casalingua non disperatissima ma con velleità artische, lui insegnante di musica in un College che non è la rinomata Berkley, e sono messi così.
Angela vede bene alla zitta col marito di organizzare una cena coi vicini diversamente silenziosi specie nelle effusioni notturne, coppia più matura di loro formata da Piña (Penélope Cruz) terapeuta di coppia e “Hawk” (Edward Norton) ex pompiere in pensione, diversamente ben visti anzitutto da Joe che, di ritorno da una giornata di lavoro diversamente gratificante, vorrebbe solo gustarsi il fiero pasto e riposarsi, che ha letteralmente tutto sul groppone. Dolori, soprattutto.
Orgia on my mind
The invite è il terzo film da regista di Olivia Wilde che qui si divide la scena con altri 3 ottimi attori sostanzialmente tutto girato in un solo interno e sì, personalmente vedendo le protagoniste ci si spera da subito, dai.
Gli sviluppi della vicenda sono chiari da subito, ma qui non è l’originalità della trama, quanto appunto dialoghi serrati, chimica tra i personaggi, la recitazione dei singoli e una cura anzitutto della fotografia a fare elevare il tutto. C’è chi ha scomodato maestri alla Allen su tutti, io non mi spingo a tanto, ma tant’è che il film sia dedicato a Diane (ndr Keaton, verosimilmente, ahinoi recentemente scomparsa musa Alleniana per antonomasia). Di sicuro da Wilde a Wild (ndr Oscar) il passo è immediato con un suo celebre aforisma citato: “Bisognerebbe essere sempre innamorati. È per questo che non ci si dovrebbe mai sposare”.
Tutti i nodi vengono al pegging
Si ride, e non poco a più riprese in The Invite, senza oltretutto neanche lesinare qualche frangente più drammatico, il tutto ben reso dalla recitazione dei singoli che possono contare su una edizione italiana con voci ultrarodate su tutte quelle di Simone Mori su Rogen e Massimiliano Manfredi su Norton, cui fanno da perfetto contraltare Chiara Colizzi sulla Cruz ed Emanuela D’amico sulla Wilde.
A24 non a caso a livello internazionale distribuisce un ennesimo titolo meritevole che oltretutto scorre via liscia come l’olio in un’oretta e quarantasette di una storia di coppie potenzialmente come tante altre,realistica. Unica regola aurea da rispettare sempre: mai murare a secco, sarebbe male (par.) e non ci si presenta mai e poi mai invitati a casa altrui a mani vuote. Bordolesi sempre l’ideale.