Rental Family – Nelle vite degli altri
di: Andrea CamprianiQuesti sono giorni in cui più che mai sono benealtrista come si suol dire con un termine insopportabile ma tant’è, e quindi anche per non trattare di quella roba che si ripete da decenni nella città dei fiori ligure, si tratta d’altro, e per finta…
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Captain Clearbraight
Leggi “Clirobraito” alla nipponica, poichè in Rental Family – Nelle vite degli altri protagonista assoluto è Philip Vandarploeug (Brendan Fraser) attore statunitense stabilitosi in Giappone e divenuto celebre appunto per lo spot di un dentifricio.
Non crediate però che il successo oltre al copricapo di cui sopra gli abbia dato alla testa, anzi il nostro arranca a trovare ulteriori lavori finchè non si imbatte appunto accidentalmente nella Rental Family, agenzia diretta da Shinji (Takehiro Hira) e dai colleghi di Philip, Aiko (Mari Yamamoto) e Kota (Kimura Bun) specializzata diciamo in performance limite, ma non fate queste facce.
I ruoli per Philip si fanno sempre più impegnativi, perchè il suo è un viaggio, in cui si richiede non solo mimesi, immedesimazione come a qualsiasi attore…
Empatia, questa ill.ma sconociuta al mondaccio d’oggi, specie nelle metropoli, e anzi Tokyo e in generale il Giappone che è ormai casa sua, diventano determinanti per lo sviluppo del suo personaggio, oltre agli interpretati qui.
Alpeis
Il titolo originale in greco (int.Alps) del filmone di quel geniaccio di Yorgos Lanthimos che ha sostanzialmente la medesima idea di soggetto di Rental Family e lascio solo il titolo originale perchè, tolti doppiatori professionisti, ribadisco da appassionato il no più categorico ai cosìddetti talent qui rappresentati da Neri Marcorè che doppia Fraser, scollato come poco in quanto appunto non doppiatore e fosse per me centellinato come attore, nascendo lui come showman televisivo.
La regia di Hikari è però quadrata come si suol dire, le location e gli interpreti tutti perfetti, a partire da Fraser che si riconferma qui, dopo l’ipercelebrato The Whale, un ottimo attore e per l’appunto versatile, in grado di passare in maniera sempre credibile da ruoli in commedia brillante a più impegnati.
Il film ha una durata ragionevole di un’ora e tre quarti ca. e in queste si esplora un’ampia gamma di emozioni, con tanto di componente dei Sigur Rós (Jónsi) in colonna sonora, senza però essere dalle parti di un gioiello recente diretto da un Maestro europeo come Perfect Days, probabilmente neanche con la pretesa di.
Titoli di coda
Rental Family sulle prime può spiazzare, ma non fermatevi al trailer.
La possibilità di vivere più vite che offre la valigia dell’attore è unica.
Approfittatene a maggior ragione e gustatevi in sala questo bel film.