Odissea
di: Andrea CamprianiCaldo sempre più asfissiante, salvo pochi che trovino refrigerio sui monti, i più si recano notoriamente nelle località balneari. E insomma tutti al ma…
accettare i cookie con finalità di marketing.
In the woke of Poseidon
Nemmeno il tempo qui da me di scendere da cavallo aspettando le monte per metà agosto, che mi ritrovo a ragionare del più celebre equino (finto) della storia perchè, non fosse ancora chiaro qui si tratta dell’annunziato da dopo Oppenheimer del 2023, nientedopodomanidimenoche Odissea tratta dall’opera eterna attribuita ad Omero 3000 anni fa ca. e diretta appunto da Christopher Nolan. Protagonista Matt Damon nel ruolo del Re di Itaca, nonchè marito di Penelope (Anne Hathaway), babbo di Telemaco (Tom Holland)…
Oltre al nostro condottiero, uomo dal multiforme ingegno abbiamo tra gli altri: Eumeo (John Leguizamo); Agamennone (Benny Safdie), suo fratello Menelao (John Bernthal), Elena di Troia-Clitennestra (Lupita Nyong’o); Euriloco (Himesh Patel); Melanto (Mya Goth); Circe (Samantha Morton); Calipso (Charlize Theron); Antinoo (Robert Pattinson), la Dea Atena (Zendaya). Insomma, anche un gran crossover Marvel-DC volendo, ma qui si tratta di ben altro. Stavolta si ripercorrono gli eventi narrati da Omero nelle tre ore di durata del film.
The Ulisse identity
Odissea si avvale di un impianto monumentale, e questo si sa dalle prime notizie trapelate sul kolossal in questione. Qualcosa come 250 milioni di $ dichiarati di budget per girare appunto 3 ore di film in Imax che è ormai il ©™® di Nolan, ma i tratti distintivi della sua poetica come si dice anche in gergo cinematografico, li ritroviamo già dall’esordio The following o nello splendido Memento.
Location mozzafiato concentrate nel Mediterraneo nostrano peraltro tra Sicilia e isole greche a quanto è dato sapere. Costumi, interni curati, ma con un’estetica volutamente moderna, così come lo sono molte delle fisicità dei protagonisti perchè, se Ludwig Göransson ha composto una ennesima colonna sonora di livello, minimale come nemmeno il suo collega e collaboratore abituale di Nolan Hans Zimmer forse riuscirebbe, sfruttando tanti strumenti etnici, lo stesso non si può dire per come Nolan sceglie di raccontarci il poema omerico, pur non dimenticandosi mai i temi portanti dell’epica e la sua struttura, nella fattispecie per l’elemento catartico perchè stavolta Ulisse dall’inizio sfida il volere degli Dei, per sé e gli uomini che deve condurre in battaglia, e ne è pienamente responsabile. Il peso del mondo è sulle sue spalle che nemmeno Atlante.
Sfiga gli dei
Parafrasando il sottotitolo del film (ndr “sfida gli Dei”) Odissea riconferma quanto speravo ormai da mesi, e cioè che Nolan non avrebbe tirato via in particolar modo col suo progetto più ambizioso tra gli ambiziosi in carriera e ricordo in tal senso anche solo il suo film precedente: Oppenheimer.
Ritroviamo le peculiarità del cinema di Christopher Nolan cui ci ha abituati ormai da una trentina di anni di carriera, virtuosistica: grandi scene di massa, cura particolarmente maniacale per luci, al solito splendide riprese panoramiche e non, ottimo casting e questo dopo Oppenheimer che ho preferito a questo film, e sempre anzitutto nei “comprimari”. Il film può risultare distaccato, asettico, letteralmente anche fin troppo pulito in più di un punto stante il contesto e non dovrebbe esserlo, ma qui torniamo al punto: Nolan è un regista divisivo, da sempre. Al netto di aberrazioni rigurgitate pre uscita del film da troppi come il colore della pelle per personaggi di 3000 anni fa(!), facendo magari finta di niente che, per es. l’attore protagonista stesso, che ricordiamolo deve interpretare un naufrago e reduce di guerra abbia a più di cinquanta anni il fisico che nemmeno Capitan America dopo il siero del super soldato, che c’è chi nel cast ha fatto anche un cambio di sesso (ndr Page perfetto nel ruolo cruciale di Sinone)… senza contare il grosso delle fatiche di Ulisse e soldati, di pura fantasia coi mostri per cui giocoforza si sfrutta oggi cgi: rivedibile Polifemo e forse ancor più i Lestrigoni che fanno il paio, splendida invece a mio avviso la scena di mutazione suina con Circe così come la seguente con Tiresia&Co. meno le sirene in lontananza, nonchè Scilla e Cariddi un po’ troppo veloci seppur d’impatto. Insomma, per me con Nolan si passa dall’esaltazione a ogni visione anzitutto per un capolavoro in costume anche quello come The Prestige, a un filmone di guerra (tutta vera quella) quale Dunkirk, alla desolazione per l’inutilità cosmica di Interstellar, con tutto il resto in mezzo, Oppenheimer e da ora anche Odissea, compresi.
Cast ripeto in generale, al solito, in parte con ottime individualità a partire anche dall’edizione italiana con i fuoriclasse di Riccardo Rossi su Damon, Domitilla D’Amico su Hathaway, Simone D’Andrea su Bernthal e Stefano Crescentini su Pattinson. Non voglio girarci intorno ulteriormente, tanto la storia, non solo di Troia, è o dovrebbe essere nota, quindi è motivo ulteriore per gustarsi in sala questa trasposizione. Con Odissea Christopher Nolan dopo pandemia, guerre in corso, crisi sempre più nera dell’audio-visivo in genere… riporta nelle sale mondiali verosimilmente riempiendole (ndr vedremo a fine corsa del film ma i dati sulle prevendite sono già positivi a quanto pare) il pubblico e potenzialmente come non mai per lui paradossalmente di tutte le età, tutto questo il 16 luglio, dopo che altri blockbuster diciamo ancora in “alta stagione” nelle scorse settimane hanno floppato uno dietro l’altro. Un buon film per me nell’insieme. Un regista da clonare Christopher Nolan perchè appunto tra gli ultimi veri uomini di cinema in attività rimasti, specie della sua generazione. Stavolta non c’è neppure da “imbambolarsi”.