Cinema Recensione

L’agente segreto

di: Andrea Campriani

Quella agli armamenti, ai cosìddetti beni rifugio in economia, le stesse Olimpiadi invernali, per non parlare di quella alla imminente edizione degli Oscar, per citare una celebre massima di Albertone Sordi: “Ma ‘ndo corete tutti?”

Per visualizzare i video di terze parti è necessario
accettare i cookie con finalità di marketing.

O agente…

Non è un vocativo, bensì l’inizio del titolo originale in portoghese de L’agente segreto diretto da Kleber Mendonça Filho con Wagner Moura protagonista qualora non fosse ancora chiaro dal trailer di cui sopra e l’immagine sotto.

Avrete senz’altro notato che non ho anticipato neanche il nome del personaggio che l’interprete brasiliano ormai globalmente noto per aver interpretato Pablo Escobar in Narcos (senza contare, tra gli altri, quei gioielli di Elysium di Neill Blomkamp e Civil War di Alex Garland). Vi basti sapere che la nostra storia si svolge con ripetuti flashback (ndr al 1974) e flashforward ai giorni nostri, anzitutto nel 1977, con la dittatura militare brasiliana pienamente in corso.

Chega de saudade

Basta tristezza! Prendo spunto da uno dei più celebri brani di bossa nova per rimarcare qui anzitutto che non si tratta di spionaggio, col titolo che casomai richiama il telefilm omonimo con Jean Paul Belmondo che viene omaggiato all’interno de L’agente segreto, così come Lo squalo  di Spielberg

Non crediate però che si tratti neanche di un film telefonato, se non per quanto riguarda le scelte obbligate per far comunicare allora i personaggi, tra cui segnalo i qui presenti sbirri oltremodo corrotti come si conviene soprattutto per l’epoca comandati dal sedicente Dr. Euclides (Robério Diógenes) col figliastro Arlindo (Italo Martins), il figlio Sergio (Igor De Araújo)…

Per non parlare del suocero del nostro protagonista Alexandre (Carlos Francisco), sua figlia Fàtima (Alice Carvalho), Hans (il compianto mitico Udo Kier qui al suo “canto del cigno”), Dona Sebastiana (Tânia Maria)… tutto in una storia che si muove anzitutto in qualche migliaio di km in territorio carioca  tra San Paolo e Recife nello Stato del Pernambuco, dai 70ies ad oggi.

(S)quali? (S)quelli

Quanti personaggi, nemmeno il nome del protagonista, una trama nemmeno accennata… sicuramente state pensando che L’agente segreto sia un’ennesima spy story intricatissima, con interessi in ballo e personaggi vieppiù voltafaccia.

Vero, ma solo in parte, ed è questo il principale pregio di questo gran film, volutamente lacunoso, seppur forte di un cast veramente pazzesco (ottima anche l’edizione italiana a partire dal solito impeccabile Stefano Crescentini su Moura), come del resto anche l’altro gioiello che ho preferito quello tratto da storia vera Io sono ancora qui. L’agente segreto ha la sua forza proprio nel ricostruire la storia, meticolosamente come raramente si vede a partire dalla cartellonistica delle metropoli, al trucco e parrucco con persone non mi stanco mai di ribadirlo in questi casi dai fisici ancora di serie, donne in primis, quindi non la verità storica in astratto, quanto parte della vita dei personaggi e con loro il ridare un’idea del contesto di quegli anni definiti non a caso bizzarri, con da una parte la dittatura che arriva fino al 1985 e dall’altra comunque le strade piene di persone a festeggiare il celebre Carnevale con tanto di scene splatter, non solo per le citazioni filmiche, gambe mutilate serial killer, colonna sonora ad hoc… dai correte anche voi a guardarlo in incognito o meno.