RGB-Pi 2 e ReplayOS
di: Ivan CaregnatoFinalmente è tra noi l’erede dell’adattatore RGB-Pi, RGB-Pi 2 per l’appunto, che come il suo predecessore permette di sfruttare i vecchi televisori a tubo catodico (o CRT) con i moderni Raspberry Pi 5. La tanta attesa sarà stata ripagata?
Tanto per iniziare: ma perché mettere in piedi tutta sta cosa per giocare su un CRT? Se vi siete fatti questa domanda, o siete troppo giovani per aver visto un CRT dal vivo, oppure mi ritrovo a spiegarvi l’ovvio: i giochi sviluppati prima dell’avvento della PS3 (quindi prima della HD ERA) erano disegnati avendo in mente come funzionava uno schermo a tubo catodico, sfruttandone quindi le caratteristiche nel momento in cui venivano messi su schermo gli sprite. Ne risultava una immagine omogenea a coerente, talvolta un simil fotorealismo che se visto invece, come pixel puri, su LCD, perde del tutto l’effetto.
Si è ricorsi a scanlines artificiali, Shadow mask in grado di emulare i più famosi schermi dell’epoca, ma in realtà il vero effetto CRT lo si ha solo con un vero CRT.
Parlavamo di RGB-Pi 2 e la sua lunga gestazione. In effetti si è fatto aspettare parecchio questo prodotto: prima per lo sviluppo durato oltre 2 anni e, come se non bastasse, anche per la spedizione (praticamente un mese sono per spedire il prodotto, altri 15 giorni per farsi i chilometri che separano la Spagna dall’Italia).
Il precedente RGB-Pi altro non era che un adattatore IDE da piazzare direttamente sui GPIO del Raspberry Pi e terminava, dopo pochi centimetri, con una bella SCART pronta per essere collegata ad un televisione a tubo catodico. Il segnale veniva quindi trasformato da digitale ad analogico grazie da un integrato presente nella SCART, il tutto abbinato ad un software costruito su misura chiamato RGB-PI OS, sviluppato dal suo fido compare Rubén Tomás Alonso (RTA).
I pro erano tanti, i contro pochi (la lunghezza, anzi la “cortezza”, del cavo devo dire che era fin da subito un bell’impiccio) si sono iniziati a vedere appena Raspberry Foundation ha iniziato a gestire i flussi video in maniera differente. Conseguenza di questo, via GPIO il segnale RGB è limitato a 18 bit (introducendo color banding, quindi bande di gradazione di colore differenti al posto di sfumature, su contenuti a 24 o 32 bit) e la perdita dell’audio. Inizialmente su Raspberry Pi 5 si era anche persa anche la possibilità di gestire contenuti interlacciati ma fortunatamente questa caratteristica è stata reintrodotta, anche se con dei limiti in termini di stabilità e qualità dell’immagine.
aTg ha quindi creato da zero questo nuovo adattatore che, a differenza del precedente, dovrebbe essere a prova di futuro: si pone infatti a valle della catena, precisamente come terminale del cavo HDMI. E’ fondamentalmente una presa SCART dotata di due ingressi: un MINI HDMI per l’ingresso video/audio ed un jack da 3.5mm da usare come uscita audio verso un impianto HIFI oppure per collegarci il Sync di pistole LightGun come il GunCon2, supportato con dei driver (opensource) dedicati e sviluppati dallo stesso team di RGB-Pi. La plastica che avvolge il prodotto è fatta via stampa 3D e riporta il logo che da sempre accompagna questo progetto. Arriva in una scatola sempre di plastica stampata (sarebbe stato preferibile un bel cartoncino, ecologicamente parlando) con all’interno il prodotto e un dépliant che ne illustra i vari usi (singolo o doppio monitor, con o senza uscita audio verso HIFI e collegamento con LightGun).
Tornando a noi, potenzialmente questo RGB-Pi 2 potrebbe essere compatibile con qualsiasi software esistente sulla scena (tra i più famosi, giusto per fare due nomi, Recalbox e Batocera); in realtà la vera forza del progetto, come per il precedente, è l’integrazione con il software abbinato: non più RGB PI OS, bensì ReplayOS.
Nato dalle fondamenta del precedente, anche in questo caso si è deciso di prendere solo i concetti del precedente e svilupparlo da 0, lato codice, introducendo tantissime novità. E’ sempre un progetto gestito dal solo RTA che ha impiegato circa 2 anni di sviluppo per rilasciarlo, gratuitamente (ma per le beta bisogna pagare, scelta che a me personalmente non piace per nulla), all’interno del suo Patreon. Il cuore è rappresentato dal motore DynaRes 2.0, in grado di comunicare con RGBPI2 dinamicamente per presentare a video l’aspetto di forma corretto e la risoluzione giusta per avere quella che viene definita come “rappresentazione pixel perfect” dei vari giochi compatibili. Questo significa che a video avrete sempre ed esattamente quello che era stato pensato originariamente dagli sviluppatori, senza introduzione di lag significativo. Ovviamente il refresh del monitor e la risoluzione, in alcuni casi, necessiterebbero di soluzioni particolari (vedesi MK2 che aveva, lato arcade, un monitor decisamente particolare), ma se avete un comune televisione consumer vedrete semplicemente la porzione di schermo che vi viene permessa (quindi, riassumendo, un overscan).
L’aspetto di ReplayOS è spartano e si limita all’essenziale: poco ma che funzioni bene. Ovviamente ora c’è tutto il tempo per introdurre altre feature, anche se per ora RTA (che, ribadiamo, lavora da solo) si sta focalizzando sulla risoluzione dei primi bug.
L’esperienza complessiva risulta ottima: ci sono dei bug che generano del flickering nelle immagini e lato audio ma il team è già al lavoro per risolverli a stretto giro. L’update potrebbe essere più semplice da gestire, mentre in questo momento costringe l’utente a cancellare il contenuto della MicroSD, programmare con la nuova immagine e riconfigurare tutto daccapo: non stiamo parlando di ore di lavoro, specie lato configurazione, ma è qualcosa che nel 2026 dovrebbe essere gestita in maniera differente. Io ho optato per salvare le ROM all’interno del disco NVME (consigliatissimo se dovete far girare ISO di Naomi, DC o Saturn) e tenere solo il SO nella SD. Non essendo supportato nativamente da Raspberry Pi 5, ho optato per un nuovo prodotto lanciato da Argon40, l’Argon One V5 (versione con supporto a 1 disco, trovate qui la nostra recensione). Altra soluzione sarebbe quella di usare un disco USB oppure una condivisione di rete NFS. Non c’è al momento supporto per RetroNAS, motivo per cui non potete utilizzare le sue condivisioni di rete con ReplayOS.
La compatibilità e la mappatura dei tasti dei controller collegati è inoltre garantita dall’appoggio nativo al progetto SDL_GameControllerDB che contempla al suo interno oltre 700 pad e dispositivi di controllo presenti sul mercato. Se il vostro non è tra questi, vi basterà inizialmente mapparlo tramite l’utility a menù e poi all’interno del gioco (o editando i file di configurazione). Io ho scelto, giusto perchè ne avevo uno inutilizzato in casa, di utilizzare l’8BitDo USB Wireless Adapter 2. Vi raccomando, per la piena compatibilità, di utilizzare il firmware 1.07: utilizzando le versioni successive, l’esperienza non è delle migliori.
All’interno di ReplayOS trovate poi la possibilità di personalizzare la posizione dello schermo, visualizzare più o meno categorie di macchine emulate ma non è permesso impostare le credenziali per il WIFI o decidere a che clock far girare il Raspberry: per farlo, dovete andare a modificare specifici file presenti all’interno della SD, collegandola al vostro PC. Saranno due i dischi che vedrete, uno dedicato alle impostazioni di ReplayOS e l’altro a quelle di Debian, dove gira il frontend. Per i più smanettoni l’accesso via SSH permette poi l’installazione di altri pacchetti o altre personalizzazioni, ovviamente non supportate in alcun modo da RTA. Parlando di supporto, il team lo offre via Discord e Telegram, anche se spesso dentro quest’ultimo si trovano commenti scritti per lo più in spagnolo, non essendoci un canale dedicato alle varie lingue parlate. Per segnalare problemi, invece, si deve usare GitHub, aprendo un issue.
La compatibilità con il romset MAME 0.285, al momento che scriviamo, è buona e a livello di performance non avrete problemi a riprodurre titoli un tempo impensabili come Virtua Racing (Model1), Virtua Fighter 2 (Model2, anche se con qualche bug audio presente anche su PC), Killer Instict 2 etc. Appena uscirà poi un eventuale Raspberry Pi 6, ci sarà sicuramente da divertirsi con qualche altro titolo AAA (qualcuno ha detto Model3??)…
Tirando le somme, devo ammettere di aver particolarmente atteso questo prodotto, nonostante il vecchio cavo funzioni tutt’ora (e funziona pure su RPi5 e ReplayOS, con dei limiti ovviamente): l’inizio pare ottimo, il futuro è tutto da scrivere.
RGB-Pi 2 è in vendita sullo store di MORTACA al prezzo, nel momento in cui è scritto questo articolo, di 50€. Per info, il sito ufficiale è il seguente https://www.rgb-pi.com/