Razer Raiju V3 Pro
di: Ivan CaregnatoRazer, noto marchio leader nel mercato degli accessori gaming per PC e console, ha presentato recentemente il suo nuovo controller dedicato alla Playstation 5. Fortunatamente noi abbiamo avuto l’onore ed il piacere di testarlo con una settimana di anticipo. Eccovi quindi le nostre impressioni.
Raiju V3 Pro ai miei occhi ricorda fin da subito il fantastico Wolverine V3 Pro, uscito da poco per Xbox e PC. Lo tenta di ricordare già dal nome, altrimenti perché chiamarlo V3 Pro quando un V2 non è mai uscito?
Lo fa anche per caratteristiche: i materiali impiegati sono pressoché identici, le tecnologie pure, tanto è vero che se non fosse per gli analogici simmetrici vi direi di andarvi direttamente a leggere l’articolo precedente e di prendere pari pari quello che era il mio pensiero al riguardo. Ma non lo posso fare, perché ahimè il Wolverine resta il “King of the Hill”, rafforzato dall’uscita per PC della versione con 8K di polling (che poi a che servono 8.000Hz???). Quindi parliamo un po’ di questo prodotto…
Controller dedicati agli e-sport su PS5 non ce ne sono molti, quindi era tanta la curiosità legata a questo prodotto.
Razer non ha corso rischi ed ha messo sul piatto tutte le tecnologie da top di gamma ereditate dai precedenti prodotti.
Innanzitutto due analogici, simmetrici, alimentati da tecnologia TMR (Tension Magnetic Resistance): non sono Hall Effect ma una versione più evoluta, più precisa e che soprattutto consuma molto meno elettricità. Il risultato è che il drift dei comandi è un lontano ricordo, quindi aspettiamoci anche una longevità decisamente superiore anche rispetto al controller Edge che invece monta i soliti controlli meccanici. Questi comandi hanno la leva intercambiabile a seconda dei gusti del giocatore e dell’ambito di applicazione: in dotazione troviamo anche una leva concava più alta e una convessa corta, a seconda che si prediliga rispettivamente la precisione o i movimenti veloci. Questi stessi comandi hanno poi una funzionalità chiamata Sensitivity Clutch che permette, una volta abilitata, di far pervenire al gioco movimenti meno ampi dell’analogico rispetto a quanto avviene in realtà: l’ambito di applicazione è quello dove sono necessari movimenti precisissimi e stabili, come in uno shooter quando si usa un fucile a distanza.
Non di soli analogici si vive ma serve anche altro: ecco quindi ben 4 comandi dorsali (rimovibili, se sgraditi, tramite un cacciavite a corredo), completamente programmabili (via Synapse su PC, dato che su PS non esiste app dedicata, oppure via mobile o semplicemente usando i tasti azione sul pad).
Fanno capolino vicino agli L1/2 e R1/2 anche altri due tasti, detti bumper, utili con la famosa presa ad uncino tanto in voga, anch’essi completamente programmabili.
R1 ed R2, come da anni, hanno la funzionalità meccanica e software (Razer Pro HyperTriggers) per accorciare la corsa dei dorsali analogici fino a renderli fondamentalmente altri due tasti simil mouse click, come lo sono tutti gli altri. Parliamo, specie per i 4 principali, di tasti definiti mecha-tattili in PBT: non mi stancherò mai di dirlo ma la sensazione che restituiscono durante il gioco è una cosa difficile da spiegare, da quanto appagante.
Discorso a parte merita sicuramente il D-PAD, qui presentato in una variante abbastanza originale e ripresa sempre dal Wolverine: è infatti sospeso rispetto al resto del pad e alimentato da microswitch sempre precisi e programmabili anche per gestire i comportamenti dovuti a pressioni simultanee, sempre da Synapse. L’unica cosa con cui scontrarsi è un po’ la scomodità di dover raggiungere un punto posto più in altro della superficie del pad, ma credo sia solo una questione di abitudine. Nel Wolverine , dati gli stick asimmetrici, non si avvertiva questo.
Completano il corredo il pad tattile (che durante la prova non ha sempre risposto in maniera egregia ai miei solleciti, probabile difetto di gioventù), il tasto PS ed il tasto azione, utile per attivare combo specifiche o per programmare i tasti dorsali e bumper. E’ fortunatamente presente anche l’uscita audio tramite jack da 3.5mm.
I materiali impiegati sono decisamente premium, è in vendita in due colorazioni (tutto nero o nero e bianco) e le impugnature sono rivestite in materiale gommoso antiscivolo.
Assieme al pad trovate nella confezione un bel case per il trasporto, manuale, un dongle USB da usare su console e PC per il collegamento wireless (con polling a 250Hz wireless su PS5 e 2.000Hz cablato su PC) e un cavo di 2 metri per la connessione cablata. Il cavo non è il solito che ho trovato negli ultimi prodotti Razer, quindi rivestito di maglia anti-intreccio, ma uno semplice di gomma. Peccato. Presenti, come già scritto ma lo ricordo, le levette per personalizzare i comandi analogici, cacciavite e levette di ricambio (o coperture, nel caso non li vogliate) per i 4 tasti dorsali programmabili.
La batteria ha una durata dichiarata di 36 ore, ma su questa non posso esprimermi dato che non sono riuscito a scaricarla completamente. Non ci sono led, se non quello di stato, in ogni caso non RGB programmabile.
Raiju V3 Pro è esteticamente molto bello (al netto di quella protuberanza presente dove si inserisce il cavo USB, francamente un pugno nell’occhio) e nell’uso sempre preciso. Più che difetti, rispetto al Wolverine V3 Pro, ha delle mancanze che minano un po’ l’esperienza complessiva e l’immersività del giocatore. Innanzitutto non potete accendere la console usando il pad, almeno in modalità wireless. Non è colpa di Razer, ma di Sony che non permette l’accesso a questa funzione se non agli accessori prodotti direttamente.
Il pad non ha supporto alle tecnologie classiche dei DualSense, come quella dei trigger adattativi, microfono, speaker e neanche al feedback aptico…anzi, a dirla tutta, non ha proprio il supporto ad alcun tipo di rumble! Del resto questo va tutto a vantaggio del peso complessivo dell’articolo, che raggiunge a stento i 260gr, però…
A conti fatti trattasi di un ottimo prodotto ma con delle rinunce: dipende tutto da voi il dar loro il peso che meritano. Se giocate prevalentemente su PS5, il Raiju V3 Pro è sicuramente superiore al controller Edge, necessitaste di un paragone, mentre se giocate prevalentemente sul PC allora non posso che oggettivamente evidenziare come il Wolverine V3 Pro gli sia superiore su tanti aspetti, visto anche il prezzo abbastanza simile tra i due prodotti.
Raiju V3 Pro è disponibile in due varianti di colore al prezzo di 209,99€