Hardware-Test

Razer BlackShark V3 Pro

di: Ivan Caregnato

Il prodotto in oggetto è stato testato nella variante Xbox, per circa una settimana, su Xbox, PS5, Mac e iPhone. Ci sono tre varianti sul mercato: Xbox, PS5 e PC e l’unica cosa che differenzia questi prodotti è il colore presente sull’archetto: verde per la versione Xbox, blu per PS5 e nero per PC. Sono assolutamente utilizzabili su tutti e tre i dispositivi, senza perdere alcuna feature esclusiva. Rendo inoltre subito chiara una cosa: se siete delle pippe clamorose e in media passano 10/15 secondi dal respawn a quando vi uccidono (e manco sapete chi è stato) beh no…non cambierà molto la vostra situazione utilizzando queste cuffie.

Razer BlackShark V3 Pro rappresenta la terza generazione della linea BlackShark, con un salto qualitativo importante rispetto ai modelli precedenti, soprattutto in termini di qualità audio, versatilità di connessione e funzioni avanzate per il gaming competitivo.
Pensato per e-sports e uso multi-piattaforma, integra audio spaziale THX su PC, compatibilità Tempest 3D Audio su PlayStation e Windows Sonic su Xbox, con possibilità di passare dalla modalità wireless a quella Bluetooth senza interruzioni.

Discendenti dirette delle fortunatissime BlackShark V2, lanciate grossomodo 5 anni fa e ancora attuali per caratteristiche, le V3 hanno il difficile compito di non farle rimpiange ma piuttosto dare buoni motivi per fare l’upgrade. Sul piatto Razer ha quindi messo due pezzi da 90: latenza record e ANC. Basteranno?

 

Come suonano

Il cuore del V3 Pro sono i driver TriForce Titanium da 50 mm in bio-cellulosa di seconda generazione, che combinano leggerezza del diaframma e rigidità strutturale per una risposta in frequenza più precisa e naturale. Suonano molto bene, sia usate con i videogiochi che con il cellulare via bluetooth, peccato che in questa modalità il supporto a livello di codec sia limitato a SBC e AAC, quindi niente audio lossless.
Razer ha incluso 12 preset EQ sviluppati da giocatori professionisti, modificabili e salvabili direttamente nella memoria interna della cuffia (fino a 9 profili on-board), così da mantenere le impostazioni personalizzate anche senza utilizzare Razer Synapse. Non mi addentro nella disamina di questi preset, quantomeno quando abbinati ai giochi per i quali sono pensati, ma se la vostra intenzione è quella di ascoltarci musica beh, statene alla larga. Anche l’impostazione di default dedicata al caso tende ad enfatizzare troppo gli alti: molto meglio utilizzare il profilo piatto/flat, o trovare quello che più vi aggrada giocando con le bande all’interno dell’app gratuita Razer Audio.
Il supporto all’audio spaziale garantisce poi una percezione tridimensionale dell’ambiente di gioco, con precisione direzionale molto utile in certi titoli (capire da dove arriva il rumore dei passi nemici o delle ricariche delle armi molto spesso fa la differenza). Su PC il risultato è entusiasmante grazie al supporto THX 7.1.4, su console l’effetto c’è ma non così marcato. Su Xbox è previsto il supporto a Windows Sonic ma sono riuscito ad utilizzarle anche con Dolby Atmos e DTS, entrambi selezionabili all’interno delle impostazioni dell’accessorio.

 

La vera differenza sulla carta la fa però la nuova tecnologia wireless a 2.4Ghz sviluppata da Razer: ben 10ms di latenza. Tradotto in parole povere: di meno non è possibile fare o, per lo meno, il vostro orecchio non potrebbe coglierne la differenza. E’ un dato impressionante nel momento in cui la concorrenza può offrire, in generale, prestazioni 2-3 volte più lente. Merito come detto del nuovo dongle Hyperspeed che, inaspettatamente, non è la solita chiavetta USB ma bensì necessita di essere collegato ad un cavo USB-C. L’unica spiegazione è che Razer abbia pensato fosse una buona idea posizionarlo a vista verso le cuffie per garantire una connessione senza interferenze ma nell’atto pratico, specie se si vuole usare queste cuffie con Steam Deck o Switch, il risultato è un orribile “coso” penzolante dalla console. Anche su dispositivi fissi non è facile posizionarlo e mantenerlo stabile, anche perché il filo tende a muoverlo per peso specifico maggiore. Avrebbe forse avuto senso una superficie più aderente rispetto alla gomma antiscivolo presente che fondamentalmente serve solo a non rigare la superficie dove viene appoggiato. Vabbè, stupidaggini a fronte del risultato raggiunto in termini di performance. Chapeau.

Concludiamo con l’altra novità rispetto alle V2: l’ANC. E’ molto strano trovare questa tecnologia in questo tipo di cuffie, dato che solitamente sono già ben isolate dai rumori esterni tramite padiglioni pensati allo scopo. La regola viene confermata anche in questo caso: al netto dei suoni più bassi che vengono filtrati benissimo dall’ANC, per il resto dei suoni non troverete grosse differenze abilitandolo o meno. Le voci vicine continuerete a sentirle, piuttosto vedo più utile utilizzare la modalità Ambient per udire meglio i rumori esterni che vengono portati in cuffia tramite il microfono.

Come sono fatte

Iniziamo subito con il dire che no, non ci sono luci RGB. Siete contenti? Vi dispiace?
Le Razer BlackShark V3 Pro sono cuffie che, appena impugnate, trasmettono subito una sensazione di solidità. La struttura è in plastica rigida di buona qualità, con inserti metallici nei punti più delicati, come le cerniere dell’archetto. Lo stesso è ben imbottito e rivestito in Flowknit, un tessuto morbido e traspirante che si abbina alla pelle sintetica dei padiglioni. Dentro, la memory foam è spessa e si adatta bene alla forma della testa e delle orecchie, e dovrebbe mantenere il comfort anche dopo ore di gioco. Personalmente, forse per colpa del periodo estivo, questo comfort dopo 30/40 minuti è venuto un po’ a mancare, percependo oggettivamente “caldo” sulle orecchie. Del resto miracoli non se ne possono fare: sono pur sempre delle cuffie chiuse.
Il design è quello classico della serie BlackShark, ispirato ai caschi da pilota di elicottero: linee pulite, niente luci RGB appariscenti e giusto un tocco di colore sulle cuciture dell’archetto (verde, blu o nero a seconda della versione, come già spiegato). Sono disponibili in due colori: nere e bianche. I padiglioni hanno una forma ovale e possono ruotare leggermente (15 gradi mi pare) per adattarsi meglio al viso, cercando di sigillare il suono senza creare troppa pressione. In effetti la pressione è abbastanza leggera e, a meno che non si abbia una testa molto larga, avrebbe forse garantito un isolamento ancora migliore dai rumori esterni se fosse stata più “spinta” (in tutti i sensi).

 

Novità, seppur minore, della serie sono le coperture esterne (frontalini), magnetiche e rimovibili: sembra una cosa di poco conto ma non lo è, in quanto oltre ad offrire la possibilità di personalizzare le cuffie acquistandone di nuovi aftermarket (al momento non ce ne sono in commercio), offrono un comodissimo accesso alle batterie, sostituibili in pochissimi secondi semplicemente svitando una vite. Bella trovata!

 

Sul piano pratico, i comandi sono distribuiti in modo intuitivo.

Sul lato sinistro si trovano:

  • Il pulsante di accensione e pairing Bluetooth.
  • Una rotella del volume facile da trovare al tatto, con resistenza e scatto quando la si gira.
  • Un tasto per disattivare il microfono, con un indicatore verde quando è attivo (inutile perché quando indossate non si vede)
  • La porta USB-C per la ricarica o l’uso cablato.

Sul lato destro invece:

  • Il tasto SmartSwitch, che permette di passare al volo tra le connessioni o cambiare profilo audio (con un LED che mostra la modalità impostata).
  • Una rotella secondaria che di default regola il bilanciamento tra chat e gioco su PC e Xbox, ma che su PlayStation controlla il ritorno del microfono (sidetone). Può anche essere impostata per regolare il rumore dei passi, indipendentemente dall’equalizzazione scelta.
  • Il pulsante dedicato all’ANC, per passare tra cancellazione totale del rumore, modalità Ambient e ANC disattivato.

 

Tutto è pensato per essere trovato e usato anche mentre si sta giocando, senza dover staccare lo sguardo dallo schermo, anche se a livello tattile non vi è molta differenza tra i tasti. Solo uno ha una texture riconoscibile, il resto va “memorizzato”.
Il peso di circa 367 grammi è indice del livello costruttivo del prodotto ma personalmente ho trovato generalmente un buon equilibrio tra imbottitura, pressione laterale e distribuzione del peso.

Come si connettono

Ci sono ben 4 modi per connettere queste cuffie, due wireless e due cablati. Le wireless, 2.4Ghz con dongle e Bluetooth possono essere usate anche contemporaneamente, quindi vi potete permettere il lusso di giocare e rispondere al telefono contemporaneamente, scegliendo pure il comportamento che dovranno assumere le cuffie in questo scenario. Un vero peccato, come già scritto, che il supporto BT preveda solo lo standard SBC e AAC.
Se invece preferite la connessione cablata, avete la possibilità di usarle via USB-C, solo su PC, oppure tramite jack audio da 3.5mm sfruttando l’adattatore in dotazione.

Microfono

Dopo aver provato un po’ queste cuffie ed essermi fatto una idea, come spesso faccio in questi casi mi sono collegato su Reddit per leggere un po’ di commenti del pubblico statunitense su questo prodotto. Gran parte degli interventi e delle domande erano incentrati unicamente sul come funzionasse il microfono, sintomo che ormai questo “accessorio” all’interno di un headset non sia più un optional ma una esigenza. In questo caso è stato progettato con una cura particolare: si tratta di un microfono rimovibile dotato di capsula HyperClear supercardioide da 12 mm, con sampling rate fino a 48 kHz (come nessun altro in commercio), montato su un braccetto flessibile che permette di posizionarlo esattamente davanti alla bocca, senza doverlo forzare. La scelta non è casuale: questa tipologia cattura principalmente la voce proveniente dalla parte frontale, riducendo in maniera significativa i rumori laterali e posteriori. In un contesto di gioco competitivo o streaming, significa che il suono della tastiera meccanica o il brusio ambientale vengono attenuati in modo efficace.

Il software Razer Synapse consente poi di applicare equalizzazioni dedicate alla voce, filtri di riduzione del rumore, normalizzazione automatica del volume e persino compressione leggera per uniformare la dinamica. Questo livello di personalizzazione è utile sia per il giocatore competitivo che per chi fa streaming o registrazioni occasionali.

Dal punto di vista fisico, il microfono si collega tramite un jack proprietario al padiglione sinistro. Questo lo rende facilmente sostituibile in caso di necessità, ma comporta anche un piccolo punto di attenzione: l’innesto non è tra i più robusti sul mercato, quindi è bene evitare di inserire o rimuovere il microfono con troppa fretta.

Non occupandomi di streaming e utilizzandolo esclusivamente all’interno della chat di gioco, mi astengo da qualsiasi commento tecnico al riguardo; diciamo che sulla carta ha tutte le caratteristiche che servono per essere un signor microfono, anche se ovviamente non siamo a livello di un microfono XLR professionale.

Autonomia e ricarica

Il V3 Pro offre fino a 70 ore di utilizzo wireless su PC e circa 48 ore su console. Sono numeri importanti, in ogni caso, ma su console si poteva lavorare un po’ di più per colmare questo gap che appare talmente grande da essere ingiustificato. L’attivazione dell’ANC e della doppia connessione può ridurre leggermente questi valori, ma le prestazioni restano superiori alla media della categoria. La ricarica avviene tramite USB-C con tempi contenuti (una carica completa per 70 ore di gioco richiede circa 4 ore, mentre 15 minuti di carica offrono circa 6 ore di gioco).

 

Conclusione

Il Razer BlackShark V3 Pro si posiziona come uno degli headset più completi per il gaming competitivo e l’uso trasversale tra piattaforme.
 Offre qualità audio di riferimento nella sua fascia, funzioni di personalizzazione avanzate e un set di feature pensato per chi vuole prestazioni di livello professionale. Il prezzo di listino di circa 270 € è in linea con le cuffie premium di pari livello, offrendo però a livello tecnico qualcosa di più.

Per ulteriori informazioni vi invito a visitare la pagina ufficiale del prodotto sul sito di Razer