DLC

NiOh 3 – Rivolta Infernale

di: Simone Cantini

Il 2026 è stato particolarmente ricco di titoli davvero soddisfacenti per il sottoscritto, con ancora alcune piccole bombe da sganciare negli ultimi mesi che ci apprestiamo a vivere. E no, non sto parlando di GTA, visto che per quanto mi riguarda l’anno si chiuderà con l’arrivo di Phantom Blade Zero. Guardandomi indietro, per quanto ci sia ancora da giocare, non posso che considerare NiOh 3 uno dei giochi che mi ha maggiormente soddisfatto e divertito in questo lasso di tempo. In fondo, la recensione parla per me e non servono certo altre parole per sottolineare come attendessi con ansia l’arrivo di Rivolta Infernale, il primo DLC dedicato all’ottimo lavoro svolto da Team Ninja e Koei Tecmo. Parliamo di un’espansione che non rivoluziona certo quanto già stravolto dallo studio giapponese, ma che dimostra comunque quanto questo universo abbia ancora moltissimo da dire. Imprecazioni annesse…

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Ritorno al futuro

Le vicende narrate in Rivolta Infernale sono, come prevedibile, immediatamente successive alla conclusione di NiOh 3. Takechiyo è stato proclamato shogun in seguito alla chiusura definitiva dei Crogioli, ma pare non essere ancora giunto il momento di deporre le armi. In seguito all’apparizione in sogno di uno spirito, il protagonista del gioco viene spedito qualche anno avanti nel futuro, più precisamente durante la rivolta contro lo shogunato del periodo Keian (1651). Inutile dire come ai tumulti sociali si sia aggiunta la ricomparsa delle pericolose voragini vomita yokai e che, tanto per cambiare, spetterà a noi rimettere a posto le cose. E così, tra vecchie e già note conoscenze e un complotto oscuro con al centro le solite pietre Amrita, il DLC ci catapulterà in una mappa bellissima e nuova di zecca, che tra esplorazione, missioni principali e task secondari ci terrà impegnati almeno per una quindicina di ore. Ovviamente a patto di essere sufficientemente abili a tenere testa agli ostacoli che Team Ninja ha in serbo per noi.

Per quanto come sempre estremamente funzionale e a tratti sommessa, la sceneggiatura di Rivolta Infernale si lascia apprezzare soprattutto per il modo in cui alimenta il mistero che la avvolge. Questo è dovuto anche alla peculiare natura non autoconclusiva dell’espansione che, dopo aver disseminato qualche stuzzicante sassolino lungo la strada, si interrompe sul più bello, rimandando l’epica conclusione del tutto al secondo add-on. A fare da corollario al tutto ci penserà, pertanto, tutta una serie di missioni secondarie non certo esorbitanti come numero, ma che sapranno ricompensarci con sfide degne di questo nome. A volte pure troppo. Ma in fondo che NiOh sarebbe senza un po’ di sano sacramentare con il pad in mano?

Non puoi toccarmi!

L’inedita mappa non è l’unica novità introdotta da Rivolta Infernale, così come non lo è la manciata di yokai mai affrontati prima che incroceranno le loro zanne con le nostre lame. La new entry più macroscopica e impattante, difatti, riguarda proprio gli strumenti di offesa a nostra disposizione, che si arricchiranno con la coppia Hoko e Scudo (in versione Samurai e Ninja, con tanto di doppio skill tree dedicato). Si tratta di un setup in grado di modificare sensibilmente l’approccio agli scontri, dato che baseranno la loro efficacia sulla capacità di deflettere gli assalti avversari, oltre che di colpire anche dalla distanza. Ovviamente sarà necessario tarare la nostra memoria muscolare attorno a tali peculiari meccaniche prima di poter sprigionare il pieno potenziale, ma i soliti tutorial renderanno indubbiamente meno ripido questo processo. L’introduzione funziona e si amalgama a dovere all’oramai rodata routine ludica, segno evidente di come la fantasia bellicosa di Team Ninja sia tutt’altro che esaurita.

Un estro creativo che trova terreno fertile anche nelle nuove minacce che ci sbarreranno la strada e che, sebbene presenti in numero non certo esorbitante, godono di un’ottima caratterizzazione, in particolar modo per quanto riguarda i boss. Questo va di pari passo con un tasso di sfida tutt’altro che morbido, anche per coloro che hanno completato agilmente la campagna principale di NiOh, che si troveranno davanti ad un’impennata dell’impegno richiesto non certo trascurabile. Anche per un personaggio come la mia personalissima Takechiyo (che era stata livellata a dovere), l’impatto con l’area iniziale è stato davvero spiazzante, nonostante mi trovassi un paio di livelli sotto il valore consigliato dalla missione principale del DLC (si consiglia il livello 156). E anche andando avanti, dopo aver metabolizzato a dovere la lezione, sono comunque emersi alcuni lievi squilibri della curva della difficoltà, anche se questa è un po’ una costante della serie.

Laddove tutto ha funzionato alla perfezione è nella qualità del level design di questa distorta versione della Edo del periodo Keian, in virtù di una mappa semplicemente splendida e dall’estensione considerevole. La costruzione del mondo di gioco rappresenta una, se non la maggiore, vetta raggiunta dalla serie: i vari ambienti che la contraddistinguono, oltre ad essere tutti visivamente molto ispirati e profondamente differenti tra di loro, sono impreziositi da una geografia che premia e incentiva come non mai l’esplorazione. Passaggi segreti, scorciatoie e architetture distorte contribuiscono a rendere viva e affascinante la macchina di morte di Team Ninja, che tra navi distrutte, caverne letali e città marcescenti, saprà sempre come attentare alla nostra vita. Appagando però i nostri occhi. A voler proprio essere pignoli, si potrebbe criticare una certa incoerenza tra i vari biomi, dato che l’area abbandona l’univoca coerenza stilistica dei vari periodi storici vista nella campagna principale. Si tratta di una scelta però comprensibile, dettata dalla necessità di dover diversificare giocoforza un singolo ambiente di gioco: volendo stupire in uno spazio unico, si è fatta di necessità virtù.

Rivolta Infernale si conferma un tassello prezioso nella nuova era di NiOh, un’espansione che non punta a reinventare quanto già rifinito con cura da Team Ninja, ma che riesce comunque a rilanciare la corsa con idee solide, una mappa straordinaria e un livello di sfida che non fa sconti a nessuno. È un contenuto che pretende attenzione, pazienza e sangue freddo, ma che sa anche ripagare con momenti di pura esaltazione, grazie a un design ispiratissimo e a un rinnovato arsenale capace di cambiare davvero il modo di affrontare gli scontri. Pur con qualche sbavatura nella curva della difficoltà e una struttura narrativa volutamente sospesa, Rivolta Infernale dimostra che l’universo di NiOh 3 ha ancora molto da raccontare e da far sudare. Se questo è solo il primo passo verso la conclusione dell’arco narrativo, allora non resta che prepararsi: la seconda espansione promette di essere il vero campo di battaglia finale. E, conoscendo Team Ninja, sarà meglio arrivarci pronti a sacramentare ancora un po’.