DLC

DOOM: The Dark Ages – Revelations

di: Simone Cantini

C’è un sottilissimo filo rosso che unisce il capostipite della serie e DOOM: The Dark Ages – Revelations, l’ultimo (per ora?) tassello della leggendaria saga partorita da id Software. Il collante che lega questi due momenti così lontani tra loro, sia temporalmente che ludicamente, è la coniglietta Daisy, ancora di salvezza e molla detonante della furia di Flynn Taggart, AKA Doomguy, AKA lo Slayer. Il DLC in questione, difatti, ci permetterà di sviscerare un momento cruciale della storia di questo silenzioso, ma letale, eroe, chiudendo per il momento il cerchio attorno al nuovo corso della serie. Parliamo di un add-on capace di superare ed integrare a dovere i piccoli passi falsi compiuti nella campagna principale originale, configurandosi come una delle esperienze più riuscite e galvanizzanti del reboot in questione. Che state facendo ancora qua a leggere? Correte a giocarlo!

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Vai all’inferno! Letteralmente

La fine di DOOM: The Dark Ages aveva visto lo Slayer trionfare sul principe infernale Ahzrak, non prima di aver sbudellato anche il subdolo Kreed, il vescovo traditore al soldo del Khan Maykr. E Revelations riparte proprio da dove il massacro si era interrotto, con un regno infernale nel caos e pesantemente indebolito, che non aspetta altro che il colpo di grazia per essere distrutto definitivamente. Eppure, per quanto le ombre della vittoria aleggino sull’umanità, l’ascesa del favore dello Slayer ha finito per indebolire il culto che ha a capo proprio il Khan, non proprio felice di vedere ridotto il proprio potere. Deciso a sbarazzarsi di questa minaccia, non potrà fare altro che architettare un tradimento proprio ai danni dello Slayer, che finirà per rimanere intrappolato all’interno del Purgatorio, una volta intrapresa la missione finale. Spogliato delle sue armi e costretto a scendere a patti con un passato che non vuole smettere di tormentarlo, l’uomo potrà contare unicamente sull’aiuto dell’enigmatico Architetto, che gli indicherà in tre pietre l’unica possibilità di fuga da questo luogo di dannazione. E le circa 6 ore necessarie a completare questa mini campagna ruoteranno proprio attorno al reperimento degli oggetti in questione, prima di culminare in una devastante porzione finale in cui vecchi nodi verranno al pettine.

A livello narrativo, Revelations ci offre uno sguardo assai interessante sul background di quello che, ai tempi, era un anonimo doom guy, permettendoci di vivere anche momenti più contemporanei del suo percorso di crescita. Ovviamente, stiamo pur sempre parlando di DOOM, quindi non aspettiamoci chissà quale arzigogolato volo pindarico, ma per quanto molto elementare, tutto funziona alla perfezione. Chiuso il cerchio attorno alle vicende canoniche, il DLC non si risparmierà di offrire un bel po’ di materiale aggiuntivo, visto come si aprirà a nuovi livelli, sfide aggiuntive e una serie di boss opzionali da non prendere sottogamba. Insomma, si può davvero chiedere di più? Sì, ed il gameplay è qua proprio a coccolarci ulteriormente.

Vieni a me!

Lo so, nella recensione del gioco originale avevo mosso qualche critica al peculiare combat system sviluppato per l’occasione da id Software. Non avevo molto apprezzato la natura più compassata e impostata su elementi difensivi che ne avevano determinato la progressione, trovando il tutto un po’ in contrasto con il pedigree della serie. Ebbene, Revelations sembra quasi aver voluto ascoltare le mie pacate lamentele, superando simili criticità in una maniera in parte inaspettata, visto il modo in cui simili meccaniche sono ora calate nel contesto ludico. Il merito è da ritrovare nell’arma inedita introdotta nel DLC, la letale Lancia a Catena, uno strumento in grado di abbinare azioni passive e attive in maniera esemplare, oltre che di ampliare le capacità motorie dello Slayer.

Si parte con la possibilità di agganciare direttamente nemici lontani, per poi scagliarsi rapidamente contro di loro per colpirli. Un espediente in grado di rendere ancora più dinamici e funambolici i già frenetici scontri di cui la campagna è costellata, visto il modo in cui sarà possibile volare letteralmente da una parte e l’altra del campo di battaglia. Tale meccanica, inoltre, si applicherà anche a peculiari sporgenze, che saranno indispensabili per risolvere alcuni enigmi, oltre che per esplorare a dovere gli intriganti livelli di gioco. La lancia, però, potrà essere sfruttata anche per difendersi dai colpi nemici, sfruttando un meccanismo di parry che ci consentirà sia di respingere i proiettili verdi scagliati dagli avversari, sia di distruggere i loro scudi. Inutile dire come bilanciare questo binomio sia indispensabile per uscire indenni dai vari scontri. Ovviamente, come vuole la tradizione, la lancia potrà anche essere potenziata (investendo il platino che sarà possibile reperire direttamente o attraverso reliquie ben nascoste), così da migliorarne le capacità, ma anche per sbloccare nuovi attacchi.

One way ticket to hell… and back

Unite questo al canonico e divertentissimo gunplay della serie, e avrete ben chiaro come Revelations sia riuscito ad unire perfettamente l’anima classica vista nel reboot e in Eternal, con la natura più compassata e a tratti difensiva di The Dark Ages. Il risultato è l’esperienza più sfaccettata e completa di questo nuovo corso, che trova la sua perfetta sublimazione nell’orgia blastatoria che accompagna la progressione. Una progressione che non risulterà giocoforza lineare, ma che presenterà anche elementi in salsa metroidvania, grazie ad un corposo endgame che si sbloccherà una volta completata la campagna. Come anticipato, tornare sui propri passi ci metterà al cospetto di sfide e livelli inediti, il cui culmine saranno i vari boss che sarà necessario falciare, così da avere accesso all’ultimissima sorpresa che l’add-on ha in serbo per noi.

Il tutto calato all’interno di stage ispiratissimi e molto vari tra di loro, capaci di presentare alcune delle trovate visive più belle e interessanti della saga. Naturalmente in presenza anche di un design generale sempre molto ispirato, che non lesinerà aree segrete e bonus accessori da scovare e sbloccare. E questa magnificenza è resa possibile solo dalle capacità indubbie dell’id Tech, l’eccellente motore interno in grado di garantire tanto un colpo d’occhio sempre pregevole, quanto una fluidità impeccabile.

Giungere alla fine di DOOM: The Dark Ages – Revelations è stata un’esperienza alquanto agrodolce, soprattutto alla luce della situazione che ha investito id Software proprio nei giorni antecedenti al lancio del DLC. Difficile non pensare al futuro di questa serie alla luce del massiccio ridimensionamento subito dal team, soprattutto in presenza di un sestetto di cattivi appena accennati nell’espansione, che lasciano correre la fantasia ad un nuovo capitolo ancora più epico e devastante. Messi da parte i sentimenti, quello che resta è un add-on assolutamente imperdibile per tutti i fan, capace di rappresentare la summa ludica della nuova trilogia, non risparmiandosi anche di inserire una struttura metroidvania davvero interessante. L’introduzione della Lancia a Catena rappresenta una trovata indubbiamente riuscita e azzeccata, capace di garantire quella ventata di freschezza che non stona mai. E sono proprio questi i motivi per cui DOOM sarà sempre DOOM, ovvero il re indiscusso degli FPS single player. È morto il re? Viva il re!