Red Dunes Games – Lineup TGS 2025
di: Simone CantiniTra gli appuntamenti che hanno caratterizzato la mia incursione al Tokyo Game Show 2025, uno dei più interessanti e ricchi di sorprese è stato quello che ha visto protagonista Red Dunes Games. Con lo studio degli Emirati Arabi Uniti avevo avuto un brevissimo e fuggevole incontro durante la precedente edizione della kermesse giapponese, ma nel corso di un solo anno i passi in avanti registrati sono stati davvero molteplici. In primis spicca la partnership con ACQUIRE, la storica casa nipponica a cui si deve la serie di Tenchu: un segnale importante, che dimostra l’abilità e la volontà dello studio di ampliare i propri orizzonti, sia attraverso un pacchetto di produzioni proprietarie, sia fungendo da tramite grazie agli strumenti di distribuzione e pubblicazione.
Durante la mia permanenza presso il booth presente in fiera, mi è stata offerta la possibilità di testare tre produzioni in dirittura d’arrivo, pronte a debuttare nel corso dei prossimi sei mesi, e che si sono dimostrate tutte estremamente interessanti.
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Tra fusa e pennelli
Il primo titolo che ho potuto testare con mano è Princess of the Water Lilies, un delizioso platform 2D con elementi puzzle, in procinto di debuttare a brevissimo su PC, per poi approdare anche su console. Ispirato all’estetica dello Studio Ghibli, il gioco realizzato dal piccolo team malaysiano Why Knot Studio ha per protagonista una tenera gattina che, risvegliatasi nel bel mezzo di una pittoresca e placida foresta, si troverà ad affrontare una pericolosissima e letale minaccia, desiderosa di distruggere questo ameno paradiso.
La demo disponibile in fiera mi ha permesso di sperimentare proprio l’incipit del gioco, così da prendere confidenza con le meccaniche alla base di questa avventura: come prevedibile, il felino protagonista potrà correre e saltare all’interno dei vari stage, ma sarà anche chiamato a risolvere alcuni piccoli enigmi ambientali, sfruttando le sue fusa. La porzione in questione richiedeva di sfruttare questa pelosa abilità per attivare il potere rimbalzante di alcuni funghi, oppure far muovere questi improbabili trampolini per raggiungere sporgenze altrimenti fuori dalla nostra portata. Niente di troppo complesso, sia chiaro, ma le sensazioni restituite sono risultate senza dubbio molto positive.
Naturalmente, viste le precise e importanti fonti di ispirazione, a colpire nel segno è stato principalmente il comparto visivo, che può vantare una grafica interamente realizzata a mano, caratterizzata da linee morbide e colori delicati, accompagnati da animazioni di pregevolissima fattura. A voler proprio essere pignoli, ho trovato un po’ troppo scarno (per non dire assente) il tutorial iniziale, dato che alcune meccaniche vengono lasciate alla libera scoperta del giocatore (confesso di aver chiesto, a un certo punto, dove dovessi andare, visto che mi ero imbattuto in un piccolo easter egg che non portava a nulla di concreto), ma sicuramente si tratta di una precisa scelta del team.
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Burattino senza fili
Salutati boschi e felini, la situazione è bruscamente cambiata non appena il pad si è incrociato con Nightmare Circus, un action con visuale isometrica decisamente differente sia per mood che per meccaniche. Nel gioco vestiremo i panni di un mastro burattinaio che, dopo essersi fermato a dormire in un villaggio per sfuggire a un violento temporale, si risveglierà tramutato in una delle sue amate marionette. Sconvolto dall’accaduto, si ritroverà a dover attraversare un reame da incubo nel tentativo di scoprire cosa sia successo a lui e agli altri membri della compagnia itinerante.
Caratterizzato da toni decisamente più cupi rispetto a Princess of the Water Lilies, il titolo sviluppato dai thailandesi di FairPlay Studios si è rivelato immediatamente il mio preferito del terzetto, vuoi per il gameplay che lo caratterizza, vuoi per il suo riuscitissimo stile grafico, capace di mescolare elementi tenerissimi e un mood cupo in salsa burtoniana, decisamente azzeccato e coerente.
Il focus della produzione ruoterà attorno alle capacità belliche del nostro burattino, che potrà contare su un trittico di attacchi (leggero, medio, pesante) per sbarazzarsi delle prevedibili minacce che gli sbarreranno il cammino. Peculiare sarà una precisa meccanica che, una volta recuperati i fili del nostro alter ego, ci permetterà di legare tra loro i nemici, così da stordirli e renderli temporaneamente più vulnerabili ai nostri colpi. Si tratta di un gimmick immediato da padroneggiare, ma anche estremamente utile, visto come si è sin da subito dimostrato ben costruito attorno al level design generale. Non mancheranno, come prevedibile, anche altre capacità, come quella di sfruttare una sorta di rampino per oltrepassare baratri e fossati. Tra MOB aggressivi e una boss battle molto divertente, Nightmare Circus è entrato di diritto, senza riserve, nella mia wishlist.
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Fiat Lux!
A chiudere l’incontro con le uscite targate Red Dunes Games ci ha pensato il brawler cooperativo LightSup!, in cui un massimo di quattro giocatori (all’uscita solo in locale, con l’online che dovrebbe essere implementato in seguito) potranno unirsi nella lotta per riportare la luce nel magico regno di Lumineia. Il titolo, realizzato dai thailandesi di BugBlio Studio, catapulta questo sgangherato gruppo di buffissimi guerrieri all’interno di piccole mappe generate in maniera procedurale, dove spetterà a loro condurre all’uscita dei particolari altari luminosi.
A mettere i bastoni tra le ruote ci penseranno orde di bellicose creature, che faranno di tutto per impedire ai protagonisti di portare a termine la missione. Ciascun personaggio selezionabile avrà a disposizione moveset unici, in aggiunta alle immancabili skill peculiari soggette a cooldown. Nel corso dei match sarà possibile variare il loadout a disposizione, saccheggiando i potenziamenti fatti cadere dai nemici sconfitti. Non mancheranno anche bivi nel corso della progressione, che si promette sempre differente a ogni round e che, se completato, permetterà di ottenere potenziamenti permanenti da mantenere anche nelle run successive.
Simpaticissimo e colorato, LightSup! si è dimostrato un titolo immediato e molto accessibile che, per sua natura, offre il meglio di sé in compagnia di un gruppo di amici affiatato. Per quanto non certo originalissimo come concept, il gioco si è rivelato molto divertente e ben costruito, e pur essendo io una persona refrattaria alle esperienze cooperative, mi sono ritrovato ad apprezzare la partita disputata in compagnia di uno dei membri del team di sviluppo, che mi ha fatto compagnia in occasione della prova.
L’esperienza al Tokyo Game Show 2025 ha confermato quanto Red Dunes Games stia rapidamente diventando un attore rilevante nel panorama videoludico internazionale. La varietà e la qualità delle produzioni presentate (dalla poesia visiva di Princess of the Water Lilies, all’oscurità affascinante di Nightmare Circus, fino all’energia cooperativa di LightSup!) testimoniano una visione editoriale chiara e ambiziosa. Collaborazioni strategiche, come quella con ACQUIRE, e il supporto a team emergenti asiatici non possono che lasciare intravedere un futuro decisamente luminoso per la compagnia.