Anteprima

Reanimal

di: Simone Cantini

Dopo un primo assaggio avvenuto durante il Tokyo Game Show 2024, Reanimal è tornato nuovamente scena con una demo rinnovata e più consapevole, presentata da THQ durante l’edizione 2025 della fiera giapponese. Se l’anno scorso Tarsier Studios aveva lasciato intravedere le fondamenta del suo nuovo incubo, concentrandosi sugli aspetti più frenetici della produzione, quest’anno ha scelto di mettere sul piatto una porzione più subdola ed oscura, una porzione più ragionata ma non per questo meno inquietante e che ha deciso di puntare con forza sulla componente cooperativa del titolo atteso nel 2026.

Per visualizzare i video di terze parti è necessario
accettare i cookie con finalità di marketing.

L’unione fa la forza

La nuova build di Reanimal abbandona la tensione della fuga mostrata l’anno scorso, in cui la nostra coppia di protagonisti era braccata da un mostruoso aracnide umanoide, per abbracciare un ritmo più lento e inquietante. I due protagonisti – ancora piccoli, ancora silenziosi – si muovono in ambienti decadenti e disturbanti, alla ricerca di indizi e di amici scomparsi. Non c’è una minaccia diretta a tormentarli, ma il senso di pericolo è costante, insinuato nei suoni ovattati, nei movimenti impercettibili, nei dettagli che sembrano fuori posto. È un orrore che non urla, ma sussurra. E lo fa attraverso elementi a tratti sfuggenti, appena accennati, ma che quando scelgono di manifestarsi mettono in mostra una visceralità disturbante come solo Tarsier Studios ha dimostrato di essere in grado di tradurre sullo schermo.

Le meccaniche cooperative, già introdotte nel 2024, sono ora più fluide e naturali. I due personaggi collaborano per superare ostacoli ambientali, aprire passaggi e risolvere piccoli enigmi. Il gioco supporta sia il single player con switch tra i protagonisti, sia la co-op locale e online. Naturalmente, al booth presente al TGS 2025, è stato possibile giocare unicamente in compagnia dell’IA, ma già questa demo ha mostrato una buona responsività, con la nostra piccola compagna che si è sempre dimostrata pronta a reagire ai nostri stimoli, sia diretti che indiretti.

Nuovi incubi

A colpire nel segno è stata, senza dubbio, la direzione artistica generale, che pur non rinunciando alle atmosfere sperimentate in Little Nightmares, si è dimostrata capace di premere con violenza sul pedale dell’acceleratore: la decadenza carnale di questo cupo mondo è palpabile sin dai primi istanti, ed il creature design scorto in questo breve frangente ha saputo toccare le giuste corde dell’inquietudine. Tra creature striscianti, corpi squartati ed un misterioso uomo in grado di viaggiare attraverso i cadaveri, gli elementi per tenere sin da adesso sulla corda i giocatori sembrano davvero esserci tutti. Nella demo, queste grottesche presenze restano sullo sfondo, ma la loro influenza si sente ovunque: negli oggetti, nelle ombre, nei suoni. È come se il mondo stesso fosse malato, e i protagonisti ne stessero esplorando i sintomi.

Questa nuova demo non cerca di spaventare con salti o inseguimenti, ma con l’attesa. È un’esperienza più meditativa, più atmosferica, che punta tutto sull’immersione e sul non detto. E funziona. Reanimal non è solo un successore spirituale di Little Nightmares, ma una creatura nuova, che cammina sulle sue zampe e non ha fretta di mostrarsi del tutto.