Onimusha: Way of the Sword – La prova prima della recensione
di: Simone CantiniA poco meno di un mese dal lancio di Onimusha: Way of the Sword, torno a parlare brevemente un’ultima volta dell’avventura del ciarliero Musashi, prima di esprimere il parere finale in sede di recensione. Negli scorsi giorni ho avuto modo di testare una nuova build della produzione Capcom presso gli uffici di Plaion, riuscendo a dare uno sguardo più approfondito ad alcune meccaniche non presenti nella demo rilasciata sugli store. L’incontro è stato decisamente positivo, e non ha fatto altro che confermare le già buone sensazioni che vi avevo riportato all’interno della precedente anteprima. Se il tutto dovesse essere confermato anche all’interno del codice review, ci troveremo tra le mani un ritorno quanto mai apprezzabile, capace di dimostrare ancora una volta lo smagliante stato di forma di Capcom.
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Demoni in città
La porzione di circa 3 ore Onimusha: Way of the Sword che ho avuto modo di testare prende il via laddove si chiudeva la demo, ovvero in seguito al serrato scontro con Ganryu. Dopo una brutale cinematica, che mette in mostra un misterioso uomo in bianco, la scena si sposta su Kyoto, in quello che risulterà come una sorta di hub. Da qui prendono il via tre distinte missioni, che hanno richiesto di richiudere delle brecce di negatività che hanno ammantato la città, ovviamente dopo aver vomitato abominevoli creature tra le sue strade. Parliamo di una mappa dalle dimensioni non certo ingenti, almeno per quanto visto, che oltre alle main quest proporrà anche piccoli incarichi secondari, utili per racimolare oggetti utili al potenziamento degli amuleti in possesso di Musashi (che forniscono dei peculiari buff).
Le missioni intraprese, tra cui una ambientata in una sorta di dimensione alternativa, sono tutte culminate con lo scontro con uno dei letali Genma, ovvero demoni decisamente potenti e in grado di dare del filo da torcere al nostro spadaccino. Si è trattato di 3 scontri molto differenti tra di loro per stile e moveset, che hanno messo in luce una buonissima caratterizzazione degli avversari. Il livello di difficoltà è risultato ben dosato, ostico ma mai troppo punitivo, grazie anche a generosi spazi di manovra per parate ed evasioni. Parliamo, indubbiamente, dei momenti più stimolanti e divertenti della prova, complice anche un character design delle creature davvero ben congeniato (bellissimo quello del subdolo Rasho-Gan).
Piccoli miracoli crescono
Al di là dei prevedibili scontri, la nuova demo Onimusha: Way of the Sword è servita a prendere confidenza con due meccaniche non ancora sperimentate, tra le quali spicca la presenza di un arco. Quest’ultimo, oltre al prevedibile ausilio in combattimento, torna indispensabile ai fini dell’esplorazione, data la possibilità di attivare peculiari interruttori posti in alcuni punti del mondo di gioco. L’arma è risultata ben amalgamata con il flow degli scontri, andando così ad ampliare il range bellico del buon Musashi. Il completamento di una missione, inoltre, ha permesso di mettere le mani su di un ulteriore potenziamento, incarnato da una sorta di mossa speciale, soggetta a fisiologico cooldown, in grado sia di distruggere gli scudi nemici che di causare ingenti danni. La prova mi ha inoltre permesso di accedere ad un’arena di allenamento, utile per ripassare le nozioni ludiche della produzione, ma anche per superare specifici task e riaffrontare i boss sconfitti, così da ottenere speciali ricompense.
Sul fonte del gameplay, la porzione testata ha messo in luce alcune somiglianze con il vecchio corso di Assassin’s Creed, che aveva già fatto capolino in occasione degli scontri con i gruppi di MOB, compassati come ai tempi di Ezio. L’influenza della saga Ubisoft è emersa nella natura della mappa, che si è aperta in seguito al completamento delle missioni affrontate, tra l’altro mettendo in mostra task accessori e punti di interesse. Resta da capire se al centro di tutto troveremo la sola Kyoto, oppure se ci sarà spazio per altre location.
A risultare in forma, pur senza i picchi visti negli ultimi Resident Evil, è risultato il comparto tecnico che, specialmente su PS5 Pro (dove ho svolto la prova), ha messo in mostra ancora una volta la bontà del RE Engine: tanto in modalità prestazioni che qualità, il gioco non ha mostrato il benchè minimo tentennamento, mantenendo sempre un impatto visivo di spessore. C’è stato anche modo di vedere il tutto in azione anche su Switch 2 e, per quanto non sia fan della piattaforma, non ho potuto che rimanere sorpreso del porting, che in effetti ha stupito anche il PR britannico della compagnia. Tralasciando il velleitario supporto ai motion controller (opzionale), tutto è apparso in forma quanto mai smagliante in modalità portatile: dal frame rate al livello di dettaglio generale, c’è solo da togliersi il cappello dinanzi alle prestazioni di Onimusha: Way of the Sword sulla console Nintendo. Un’ulteriore nota di merito va anche al comparto audio nostrano, che ha permesso di mettere in luce l’ottimo lavoro di caratterizzazione dei Genma, grazie a delle interpretazioni di spessore e capaci veicolare il pizzico di ironia che permea la produzione.
A conti fatti, questa nuova prova di Onimusha: Way of the Sword non fa che rafforzare l’idea di un ritorno costruito con cura, consapevolezza e una sorprendente solidità. Le tre ore passate tra Kyoto e le sue distorsioni hanno mostrato un progetto che non vive di sola nostalgia, ma che prova davvero a espandere la formula classica senza snaturarla: nuovi strumenti come l’arco, potenziamenti ben integrati, una struttura più aperta e una serie di boss fight che finalmente restituiscono quella tensione e quella teatralità che la serie merita. Capcom sembra aver trovato un equilibrio raro: rispettare la tradizione senza restare intrappolata in essa, modernizzare senza inseguire mode, rifinire senza stravolgere. E quando anche il comparto tecnico (su tutte le piattaforme, Switch 2 compresa) si presenta in forma così convincente, diventa difficile non intravedere un ritorno di peso all’orizzonte. Ora non resta che attendere il codice review per capire se questa promessa verrà mantenuta fino in fondo. Ma, per quanto visto, Way of the Sword ha tutte le carte in regola per riportare Onimusha nel posto che gli spetta: non come reliquia del passato, ma come serie ancora capace di dire la sua nel panorama moderno degli action.