Call of Duty: Black Ops 7 – Multiplayer Beta
di: Donato MarchisielloIl prossimo grande capitolo della longeva saga di Call of Duty è quasi arrivato e l’attesa è naturalmente alle stelle, anche se la competizione di Battlefield, uscito nelle scorse ore, si fa sentire forte. Treyarch e Raven Software tornano con un’ambientazione futuristica settata nel 2035, dove il combattimento è più intenso, tecnologicamente avanzato e veloce che mai. La beta aperta si è conclusa nei giorni scorsi, dando la possibilità a diversi utenti di testare sia il complessivo multiplayer competitivo che la ormai consolidatissima modalità zombi. Che aria tira, dunque, in quel di Call of Duty quando manca poco più di un mese all’uscita?
Partiamo dai numeri: l’open beta di Call of Duty: Black Ops 7 ha dato la possibilità all’utenza di testare sei mappe che faranno parte del gioco finale: The Forge, Exposure, Blackheart, Imprint, Toshin e Cortex. In generale, il feeling delle mappe è piuttosto classico, con tre “corsie” principali con più viuzze che si diramano in tutte le direzioni, utili per fiancheggiare o navigare verticalmente, e le aree ad hoc in cui è possibile saltare sui muri per raggiungere punti panoramici più alti sono uniche.
V’è comunque una filosofia specifica per ognuna d’esse: The Forge e Imprint, ad esempio, si sono dimostrate già più che pronte ad ospitare al meglio praticamente tutte le possibilità di fuoco, mentre Cortex è apparsa più studiata per gli scontri a medio raggio e “off killing”, se amate ad esempio modalità come Cattura la bandiera. Parlando dei game mode, la vera novità è stata, in questo senso, la modalità Overload, una sorta di mediazione tra i più classici punti di cattura e la modalità search and destroy. Si tratta sostanzialmente di spostare un dispositivo in zone nemiche temporanee, da catturare. La modalità, positivamente caotica, potrebbe divenire molto velocemente una delle preferite in assoluto della community, unendo un approccio sia tattico sia “furente” alla partita, in egual modo positivi.
Dunque, un bel po’ di carne in cottura per chi attende con ansia l’arrivo del nuovo capitolo della consolidata saga di shooting. Ebbene, com’è stata l’esperienza? La prima cosa che colpisce, è sicuramente la complessiva dinamicità e il sistema di movimento, fondato ovviamente sull’omnimovement introdotto l’anno scorso. Puoi tuffarti, scivolare e ruotare per farti strada nel combattimento, sparando all’impazzata in praticamente ogni direzione possibile. E’ anche possibile optare per dei doppi salti, i quali ci consentono rapide ascese rimbalzando consecutivamente su due muri attigui. Totale libertà, dunque, anche se Black Ops 7, nonostante resti frenetico e dinamico, sembra aver però “appesantito” l’intera esperienza, rendendo il ritmo di gioco più lento e ragionato.
Anche le armi, in generale, sono apparse un po’ più “addomesticate”, con un tempo di ricarica che è parso di base tendenzialmente più alto rispetto al passato (non troppo dissimile, in verità dagli standard di Modern Warfare). Per quanto concerne invece gli scontri a fuoco, il time to kill, tutto sommato, è rimasto paragonabile a quello dell’anno scorso (anche se probabilmente leggermente ridotto), non invalidando quindi integralmente le classiche strategie di abbattimento dei nemici.
Anche gli appassionati della modalità Zombi hanno avuto un assaggio del gioco in arrivo tramite la mappa Vandorn Farm. Si tratta di una piccola sezione della mappa più ampia di Ashes of the Damned, che sarà disponibile dopo il lancio. La modalità, nonostante limitata ad una singola mappa e pure “mutilata”, si è dimostrata sostanzialmente all’altezza. In generale, l’esperienza ha confermato gli standard classici del game mode: la mappa era piuttosto compatta, la qual cosa ha mantenuto il tenore dell’azione sostanzialmente alto e piuttosto dinamico. Vi sono tutte le “chincaglierie” classiche della modalità, tra caramelle gommose dai super poteri ed armi improbabili dagli effetti devastanti, oltre che un nugolo mostruoso (in tutti i sensi) di nemici.
Per quanto riguarda il lato più squisitamente tecnico, c’è poco da eccepire: Black Ops 7 è un gioco bello da vedere, confermando la lunga tradizione di cura estetica sopraffina della serie. In generale, gli ambienti appaiono piuttosto dettagliati e ricchi di elementi futuristici variegati, assieme alle armi che, nonostante il generale sguardo al futuro, conservano un feeling “realistico” evidente. Anche per quanto concerne le prestazioni, nulla da eccepire: il gioco è scorso fluidamente su Series X, non singhiozzando praticamente mai durante il nostro test. Anche a livello di infrastruttura, il matching è sempre risultato piuttosto fluido e l’attesa piuttosto corta (e stiamo comunque parlando di una beta). Non tutto però è ovviamente positivo: alcuni elementi futuristici dell’interfaccia utente, ad esempio, sono risultati “ingombranti”. Gli indicatori di punteggio e gli obiettivi si confondono un po’ con l’ambiente, soprattutto nei momenti frenetici, rendendo alle volte difficile capire cosa sta succedendo con un rapido colpo d’occhio.
Parliamo della questione cheater: nonostante le decine di video diffusi ed una situazione che sembrava “devastante”, in realtà la nostra esperienza sul campo, per quanto naturalmente limitata, non ha avuto in questo senso riscontri negativi. I match sono stati piuttosto equilibrati (nonostante qualche passo falso del matchmaking, alle volte un po’ troppo “ardimentoso” nel combinare i match) e, in generale, l’esperienza è stata generalmente più che accettabile nonostante fosse, a tutti gli effetti, una beta.
Cosa resta da dire? Black Ops 7 promette d’esser un titolo all’altezza del grande retaggio della serie. Una necessità più che virtù, specialmente quest’anno con l’uscita dell’acerrimo rivale della saga, Battlefield, ingombrante competitor dall’essenza completamente differente.