Pubblicata il 17/09/2009, a cura di
Evil_Sephiroth
Living online
Internet: un mondo oramai massificato e globalizzato; perfino paesi notoriamente poco liberali come la Cina hanno dovuto in questi ultimi anni cedere alla forza aggregativa della rete, seppur con censure e limitazioni.
Da quando la ragnatela è diventata alla portata di tutti abbiamo assistito alla nascita di veri e propri luoghi di incontro: dai vecchi C6 e mIRC al più noto Windows Live Messenger, sino ad arrivare all'apoteosi di Facebook, vera e propria piazza virtuale dove ognuno è libero di sbandierare i fatti suoi ai quattro venti.
Tale fenomeno di avvicinamento di persone non poteva non toccare l'universo dei giochi, sia per PC, dove il game cooperativo o competitivo al di là delle barriere territoriali è nato, sia su console in tempi recenti.
Dai multiplayer a schermo condiviso siamo passati alle battaglie e alle campagne in rete, in cui gruppi di persone si scontrano e si aiutano per raggiungere gloria e onore virtuali.
Ma in realtà non sono questi i giochi che fanno dell'incontro fra persone, culture e società diverse il loro punto cardine: tale primato e tale merito spetta agli MMORPG (Massive Multiplayer Online Role-Playing Game).
Tale tipologia di gioco può contare veramente moltissimi appartenenti alle sue fila, tutti con molteplici punti in comune, dei quali sicuramemte quello basilare è offrire a migliaia e migliaia di giocatori la possibilità di incontrarsi, conversare, sfidarsi e puntare alla conclusione della storia creata dalle case di sviluppo, tutto questo con persone reali e non con personaggi governati dalla cpu e dalle risposte programmate.
Nonostante questo sia un obiettivo fisso e ben delineato, esistono innumerevoli approcci con cui le software house hanno tentato di riuscire nel loro intento.