WWE 2K19 - Recensione

L’anno scorso di questi tempi mi predisponevo a scrivere la recensione di WWE 2K18 con una stretta al cuore ed un amaro in bocca che faticavo a contenere: Tante belle idee buttate nel cestino dei rifiuti per via di una realizzazione non all’altezza. Quest’anno i ragazzi di 2k e Yuke’s tornano e vogliono dimostrare di essere ancora i migliori nel creare giochi di wrestling!

Superplex!

Già dalla schermata d’avvio si nota come gli sviluppatori abbiano voluto dare una nuova impronta al gioco: ben fatta, chiara e intuitiva, ma quello che colpisce soprattutto è l’infinita carrellata di modalità che ci troveremo davanti, dalla semplice Esibizione al ritorno dello “Showdown” (qui chiamato Presentazione), all’immancabile WWE Universe e al Multiplayer oltre alla nuova 2K Torri…insomma, di carne al fuoco ce n’è parecchia.

Sicuramente a farla da padrone è la Carriera, vero cuore e centro di un gioco che vuol farci vivere l’esperienza del ring in ogni sua sfaccettatura. Durante la recensione di WWE 2K18 mi lamentavo di come la storia di questa modalità fosse molto raffazzonata: gli sviluppatori hanno colto le critiche (non solo le mie, ovviamente) e hanno sviluppato dei personaggi finalmente degni di tal nome. All’inizio di questa modalità ci troveremo a creare un nostro lottatore chiamato Buzz. Una volta fatto questo dovremo guidarlo sulla strada del successo partendo da una piccola federazione locale fino al grande esordio sui ring WWE. La storia è piena di colpi di scena, ottimi dialoghi e finalmente espressioni facciali coerenti con quanto stiamo dicendo, anche se le nostre scelte influiranno pochissimo sul corso della storia. In pieno stile GDR il nostro Buzz sarà dotato di un albero delle abilità che dovremo via via sviluppare grazie ai punti che guadagneremo vincendo i match principali e secondari.

Se l’anno scorso ci siamo lamentati del “backstage” della modalità carriera, troppo lento e saturo di bug, quest’anno gli sviluppatori hanno deciso di tagliare la testa al toro rimuovendolo totalmente e lasciando dei semplici HUB dove potremo sostenere dei dialoghi con altri lottatori che porteranno a match di secondo piano ininfluenti dal punto di vista della storia ma che ci faranno guadagnare soldi e punteggi. Gli scontri principali sono “pilotati”, nel senso che non rischieremo mai di perdere un titolo appena guadagnato, ma semplicemente in caso di sconfitta dovremo ripetere il match.

Passando poi alla modalità Showdown rivivremo la carriera di Daniel Bryan. La storia sarà inframezzata da parti raccontate dallo stesso Daniel con spezzoni di vecchi incontri ripresi anche dalla sua esperienza nelle fed indipendenti come la RoH, fino agli incontri principali in WWE. Ed è proprio basandosi su questi incontri che i nostri match dovranno vivere: infatti durante i combattimenti avremo degli obbiettivi da rispettare che ci permetteranno di risolcare, tramite delle scene che ricalcano al 100% gli scontri originali, i passi vissuti da Bryan durante la sua carriera coronata sia di successi che di sonore batoste.  Andando avanti nella storia sbloccheremo outfit storici sia per Bryan sia per i suoi avversarsi (tipo il mitico attire di John Cena degli esordi). Se poi ci si stufa di vestire i panni di un solo combattente, ci si può dedicare alla modalità WWE Universe dove indosseremo giacca e cravatta dei manager e booker WWE costruendo da zero ogni show della compagnia di Stanford e decidendo in autonomia rivalità, cinture, personaggi da pushare e depushare.

Ritroviamo poi il Multiplayer e la nuova modalità Torri, dove dovremo sfidare via via avversari sempre più forti ed in modalità sempre più complesse per vincere il premio finale che diventa sempre più consistente guadagnando punteggi molto alti nei match utilizzando mosse sempre diverse e mai banali. Il roster più grande di sempre (con ben 200 lottatori) è comunque estensibile tramite la modalità “Crea” che ci permetterà sia di modificare le superstar già presenti che di inventarne totalmente da zero. Inoltre potremo accedere ad un database di creazioni fatte da altri utenti dove si trova già materiale interessante, come wrestler leggendari non presenti fra quelli del gioco

Count Out

Se dal punto di vista delle modalità troviamo tantissime novità, dal punto di vista del gameplay invece restiamo praticamente allo stesso punto dell’anno scorso, con qualche limatura che migliora sensibilmente il tutto. Punto focale dei combattimenti permangono sempre le contromosse, ma in WWE 2K19 il momento di pressione del tasto dedicato sarà leggermente più ampio se paragonato agli anni precedenti, rendendo meno complesso difenderci dagli attacchi dei nostri avversari. Tuttavia esse resteranno sempre limitate, quindi dovremo dosarne bene l’utilizzo.

Durante gli scontri inoltre, si caricheranno due nuovi aiuti che ci serviranno per rimettere in piedi un incontro che si stava mettendo male: i payback, due “gettoni” colorati rispettivamente di giallo e di rosso. Mentre il primo avrà un tempo di ricarica molto rapido e ci permetterà, ad esempio, di guadagnare una contromossa o ancora di uscire velocemente da un conteggio o da una sottomissione, il secondo ci consentirà di avere una finisher in più o ancora un “update” all’adrenalina del nostro lottatore. Una gradita novità che rende il gameplay ancor più variegato e tecnico. L’IA per quanto migliorata non è ancora perfetta e a volte perderà un “tempo di gioco” che invece potrebbe servirgli per batterci facendo taunt inutili.

Mr. Perfect

Anche dal punto di vista grafico sono stati fatti dei piccoli passi in avanti. I lottatori sono dei cloni delle loro controparti reali e, se lasciamo correre la fantasia, sarà facile perdersi e pensare di trovarci all’interno di una Arena WWE. Le intro delle Superstar sono state riprodotte in maniera maniacale, così come i loro moveset e finisher. Permane qualche problema di compenetrazione poligonale dovuta soprattutto alla differenza di stazza dei lottatori e la gestione della vibrazione delle corde non è sempre ottimale. I minigiochi delle mosse di sottomissione o per recuperare la cintura o il Money In The Bank sono molto divertenti e complessi. L’audio di gioco è sempre all’altezza, con il commento in inglese mai ripetitivo. Unico problema visivo è la sostanziale differenza fra la qualità dei personaggi del roster principale e quelli creati.

Spear!

Quest’anno giocare a WWE 2k19 è stato un vero piacere. Sicuramente gli sviluppatori si sono impegnati al massimo per offrire all’utenza mondiale un gioco all’altezza della loro passione. Alcune sbavature potranno essere migliorate nel tempo, ma gli appassionati allo sport spettacolo più bello del mondo non potranno fare a meno di giocarci.

  • Tante modalità di gioco

  • Personaggi molto vicini alla realtà

  • Ottimo inserimento dei Payback

  • Compenetrazione poligonale

  • Differenza fra giocatori Creati e Nativi

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