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Recensione UNepic

di: Santi "Sp4Zio" Giuffrida

Dopo aver riscosso un discreto successo prima su PC e poi su WiiU, UNepic approda anche sugli scaffali digitali di Xbox Live e PSN nel tentativo, non del tutto arduo, di sedurre i possessori di Xbox One, PS4 e PS Vita. Ci sarà riuscito? Scopriamolo insieme.

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Un tuffo nel passato

UNepic è un titolo dall’appeal d’altri tempi, un’avventura 2D frutto di una mescolanza di generi che lo rende sin da subito appetibile. Se a prima vista sembra presentarsi come l’ennesimo “Metroidvania“, dopo averne scalfito la scorza per almeno un paio d’ore ci troviamo di fronte ad un titolo capace di offrire tanta farina del suo sacco, stracolmo di citazioni più o meno argute e situazioni e dialoghi alquanto surreali. Un action-platform sorretto dalle più classiche meccaniche di un GdR che funziona, tra quest, combattimenti all’arma bianca, magie, salti e strane creature.
Protagonista di questa strampalata avventura è Daniel, un nerd dei nostri tempi che si ritrova catapultato in un castello medievale che, tra luci ed ombre (letteralmente!), farà da sfondo all’intera vicenda, insieme ad una sceneggiatura volutamente sopra le righe.
Elementi platform e ruolistici sono quindi parte integrante del gameplay, con tanto di progressione legata alla crescita del personaggio ed una discreta diversificazione di armi ed incantesimi. Pianificare a dovere lo sviluppo delle abilità ed equipaggiare l’arma giusta nel momento giusto è praticamente imperativo. Non siate sprovveduti, di trappole subdole ce ne sono pure troppe ed alcuni nemici sono meno stupidi di quanto possiate pensare. Siamo ben lontani dall’eccessivo rammollimento del livello di difficoltà che ultimamente affligge sempre più titoli appartenenti a questo genere. Da questo punto di vista, il gioco sa essere abbastanza ostico ma senza la necessità di mentire al giocatore: siete pienamente padroni delle vostre azioni.
Per rigenerare istantaneamente la salute del protagonista potrete usare le pozioni adibite allo scopo oppure teletrasportarvi in una “stanza rigeneratrice”, dove sarà possibile salvare anche la partita in corso. Studiate bene la situazione e fate in modo che il backtracking, onnipresente, non vi rovini eccessivamente la giornata. Eh già, purtroppo il continuo andirivieni potrebbe dar la nausea a qualcuno, soprattutto se siete giocatori di primo pelo. Noi vi abbiamo avvisato. Munitevi pure di tanta pazienza, perché vi ritroverete a passare una quantità ingente di tempo nell’inventario, intenti a scartabellare tra i vari oggetti e armi. Ed è proprio per questo motivo che non comprendiamo l’impossibilità di mettere in pausa il gioco una volta entratici. Un difetto che, siamo certi, farà storcere più di un naso.

Non per tutti

Unepic sfoggia con orgoglio uno stile grafico minimale, un 2D d’altri tempi senza troppi fronzoli che sa comunque essere attraente e può contare su un comparto sonoro all’altezza della situazione, con tanto di localizzazione italiana, ad eccezione del doppiaggio.
Pad alla mano, l’opera concepita dalla mente di Francisco Téllez de Meneses è davvero mastodontica, a tratti persino labirintica, e si palesa come un chiaro omaggio alla gloriosa epoca degli 8 bit che vi regalerà un piacevole tuffo nel passato.
O si ama o si odia: se siete desiderosi di vivere un’esperienza di gioco “hardcore” dal sano gusto retrò e siete disposti a chiudere un occhio sui suoi difetti, Unepic saprà regalarvi tante ore di intrattenimento. Tutti gli altri, invece, ne stiano alla larga.