Trials Rising - Recensione

La serie Trials, arrivata su console dieci anni fa, può essere considerata ormai una piccola istituzione che cerca di rinnovarsi ad ogni nuovo capitolo ma sempre mantenendo fermi i capisaldi del prodotto: fisica perfetta, tracciati fuori di testa e tante, ma tante, imprecazioni da parte del giocatore. Ecco a voi l’ultimo arrivato di Ubisoft RedLynx: Trials Rising.

Around the World

Come i suoi predecessori anche Trials Rising non è molto difficile da introdurre ai neofiti: il gioco vuole simulare la disciplina del trial motociclistico – che prevede il superamento di ostacoli naturali e artificiali con la moto – portandola al suo estremo massimo, con tracciati che ci mettono davanti alle imprese più deliranti.

Per darci pieno controllo sulla moto è fondamentale avere una fisica che possa rispondere correttamente ai nostri comandi, da questo punto di vista anche Trials Rising suona come un violino ai tocchi del nostro joypad: il mapping basilare vuole i grilletti riservati al freno e all’acceleratore e la levetta sinistra ad inclinare il peso del pilota. L’analogicità di entrambi gli input è fondamentale per muoversi al meglio e non serve altro per metterci in mano un sistema semplice e intuitivo ma allo stesso tempo estremamente profondo, che viene sviluppato in ogni sua sfumatura all’interno della Trials University.

Se da una parte sono scomparsi i trick da fare con la levetta destra, novità introdotta in Fusion ma evidentemente poco gradita dalla community, Trials University si propone come qualcosa di più di un semplice tutorial e ci insegna tutti i trucchi del mestiere in maniera chiara e approfondita, partendo dalle basi fino ad arrivare, livello dopo livello, a movimenti estremamente avanzati.

Al posto del listone classico questa volta abbiamo un mondo di gioco, rappresentato dalla mappa del globo con i vari tracciati, e un obiettivo sul lungo termine, quello di diventare campione assoluto. Ad ogni pista sono quindi associati diversi contratti, da sbloccare salendo di livello, che, oltre ai soliti trofei basati sui tempi, ci possono chiedere di battere un determinato fantasma o completare un livello evitando di cadere con la moto, magari aggiungendoci anche qualche acrobazia.

Dal punto di vista di quantità e qualità se parliamo di tracciati questo è in assoluto il Trials più vario e stupefacente: la scelta di non limitarsi ad uno scenario specifico, come la fantascienza in Fusion, lascia gli sviluppatori liberi di sbizzarrirsi nelle loro creazioni e l’idea di associare diverse piste ad una città o nazione specifica offre sempre nuove idee e scenari ispirati. Interessante anche l’idea di giocare ogni pista contro 4 fantasmi pescati dalla rete, mentre la modalità supercross adesso supporta fino a 8 persone.

Pur non facendo gridare al miracolo l’esperienza visiva di Trials Rising rimane di tutto rispetto: i tracciati sono sempre più ampi e pieni di effetti, il dettaglio è migliorato ulteriormente e, fatta eccezione per il solito popup al caricamento ormai tipico della serie (ma probabilmente dovuto anche al restart istantaneo), tutto scorre fluidamente e senza intoppi. L’accompagnamento sonoro offre una svariata serie di tracce dal rock all’hip hop che purtroppo dopo un po’ cominciano a ripetersi, non vi nascondiamo che ad un certo punto abbiamo preferito usare l’app di Spotify integrata nella console.

Come al solito c’è un mondo intero nell’editor di tracciati, per chi avesse voglia di metterci le mani, e nel track central, dove possiamo scaricare le creazioni degli altri utenti aumentando così all’infinito la longevità del gioco.

Ti piace questa pista? Adesso falla altre 10 volte

Fermandosi prima di questo paragrafo si parlerebbe del Trials perfetto, capace di superare anche il geniale Evolution che fu un fulmine a ciel sereno nel mondo degli Xbox Live Arcade. Purtroppo c’è qualche nuvola ad oscurare il cielo limpido di questa serie.

Nelle prime sessioni di gioco infatti si insinua sempre di più l’idea che i fantasmi degli altri giocatori, i cui avatar vediamo in maniera così esplicita prima di ogni gara, siano lì più per farci vedere il loro abbigliamento e le emoticon, invece che per aiutarci a competere nella pista. Le modifiche estetiche sono infatti distribuite equamente tra sbloccabili e lootbox che possiamo guadagnare ad ogni salto di livello e uno store interno che ci chiede un corrispettivo in moneta di gioco o direttamente in soldi veri. Se è vero che questo sistema di compravendita riguarda personalizzazioni che coinvolgono solo il fattore estetico, a parte la bici e la minimoto anche loro da acquistare separatamente, si tratta sempre di un’intera sezione che si frappone tra il giocatore e la sua voglia di iniziare la prossima pista, spezzando il ritmo naturale del titolo arcade.

L’altra conseguenza di questa scelta è che l’unico modo per andare avanti nel gioco è quello di guadagnare continuamente livelli, che sbloccano eventi ma soprattutto moto aggiuntive, necessarie per proseguire nella carriera. Non aiuta la mappa globale, che non è esattamente il modo migliore per presentare le sfide che continuano a comparire con nuove icone sui diversi tracciati: l’impressione è che si voglia allungare la progressione del giocatore che è costretto quindi a tornare sulle vecchie piste per affrontare in continuazione i contratti secondari, almeno fino al raggiungimento del 42° livello, che ci regala la terza fondamentale moto. Un grind che non serve né al giocatore navigato, che vuole vedere piste più difficili, né al nuovo giocatore, che dovrebbe cominciare a sbattere il muso su sfide più impegnative per entrare in sintonia con la natura dei Trials.

La confezione per fortuna non è in grado di intaccare pesantemente il contenuto che rimane comunque uno dei Trials più ispirati ed efficaci mai visti. I vecchi fan ci si ritroveranno al primo giro di manopola mentre grazie alla Trials University anche i nuovi fan potranno imparare i rudimenti senza problemi. Trials Rising è sicuramente un acquisto obbligato per tutti gli amanti dei giochi puramente arcade, fatti di mille tentativi e di tante soddisfazioni finali.

  • Fisica sempre al top, giocare a Trials è ancora divertentissimo

  • Tracciati sempre più ispirati e pieni d'azione

  • La Trials University aiuta novizi ed esperti a migliorarsi

  • Lootbox e store interno che cercano di intromettersi nell'esperienza

  • Progressione che può risultare lenta e fastidiosa

Rispondi

Per rispondere devi entrare o registrarti.