The Last Guardian - Recensione

IL 2016 si sta rivelando un anno magico, un anno in cui titoli annunciati molti anni fa e poi finiti nel dimenticatoio hanno finalmente visto la luce: i riferimenti a Final Fantasy XV e The Last Guardian sono ovvi. Se del primo ne abbiamo parlato qualche giorno fa, per il secondo abbiamo dovuto attendere un pochino di più per poterci mettere le mani sopra. Per chi non lo conoscesse, The Last Guardian è la nuova creazione di Fumito Ueda, sviluppatore che ha ideato due capolavori per PS2, ovvero ICO e Shadow of the Colossus che con il nuovo arrivato vanno a chiudere una trilogia legata da un punto di vista spirituale. Annunciato inizialmente per PS3, The Last Guardian ha vissuto uno sviluppo travagliato che ha visto Fumito Ueda fondare il team GenDESIGN e continuare i lavori sul gioco come collaboratore esterno. Il resto è storia recente con la presentazione all’E3 2015 con un emozionato Shuhei Yoshida, presidente di Sony Worldwide Studios, annunciare il gioco su PS4.

Il mio amico Trico

La storia di The Last Guardian ci viene raccontata da quel ragazzino ormai adulto che abbiamo imparato a conoscere da quando il gioco è stato annunciato. Il tutto inizia con il protagonista che si risveglia di fianco a una strana creatura mistica che non riesce ad alzarsi per le ferite. Spaesato da tutto ciò che lo circonda, il ragazzo, spinto dal suo buon cuore, decide di aiutare quella creatura, che presto battezzerà col nome Trico, procurandogli prima del cibo e poi rimuovendogli le lance che hanno trafitto il suo corpo. Quello è solo l’inizio di una nuova amicizia tra il protagonista e Trico. Le prime ore di gioco le passeremo per lo più a imparare a conoscerci con la bestia e a prenderci cura di lui fornendogli cibo e curando le sue ferite, quando necessario. Il tutto viene ovviamente alternato da una serie di enigmi e sequenze platform in cui i due protagonisti dovranno collaborare tra loro per poter avanzare in quella che è una struttura imponente meglio nota come “il nido”.

the-last-guardian
Piccole gesti come questo valgono il prezzo del biglietto

Questi primi momenti si rivelano utili per impratichirci con il sistema di controllo: il tasto triangolo per saltare, X per accovacciarsi e appendersi a una parete, O per afferrare gli oggetti e infine quadrato per effettuare una capriola o spingere all’occorrenza gli avversari. A questi comandi base troviamo anche il tasto R1 con cui interagire direttamente con Trico. L’incedere nella prima parte del gioco sarà piuttosto lento e a tratti macchinoso, tuttavia ben presto vi renderete conto che il tutto è strettamente legato al vostro rapporto con Trico. In questi momenti infatti dovrete imparare i suoi segnali fatti di piccoli gesti e sguardi, inoltre la creatura sarà diffidente nei vostri confronti. The Last Guardian in fondo è un gioco fatto di sguardi tra il ragazzino e Trico, col tempo imparerete a conoscervi e ad aumentare la fiducia tra di voi, a un certo punto si sbloccherà anche la possibilità di impartire ordini a Trico mediante la combinazione del dorsale destro e dei tasti frontali. Superati quindi questi momenti lo scorrere dell’avventura si fa più fluido, il ritmo più incalzante, e più avanti si va più la situazione migliora. The Last Guardian riesce nell’obiettivo di offrire una splendida storia d’amicizia capace di regalare emozioni in più di un’occasione, nei piccoli gesti come Trico che si avvicina in cerca di carezze o in grandi momenti quando rischia la vita pur di salvare quella del suo piccolo amico. Trico è un animale adorabile, nei suoi atteggiamenti affettuosi ricorda tanto un cane, ma non mancano strizzate d’occhio ai gatti, in particolar modo alla postura o alla sua agilità, e ovviamente ci sono anche richiami ai volatili per via delle sue fattezze.

I puzzle e le sequenze platform sono ben orchestrate e sfruttano a dovere le caratteristiche dei due protagonisti: da una parte il ragazzino può ad esempio infilarsi nei cunicoli più stretti e camminare su sottilissimi fili sospesi nel vuoto, dall’altra Trico può effettuare imponenti salti, o fare da enorme scalino così da permetterci di raggiungere posti altrimenti irraggiungibili. The Last Guardian non si fa mancare neanche dei combattimenti dove delle armature di pietra cercano di rapire il ragazzino, quest’ultimo in tali occasioni svolge il ruolo di supporto mentre Trico cerca di eliminare uno dopo l’altro i nemici. Da un punto di vista ludico, The Last Guardian si pone a metà tra ICO e Shadow of the Colossus, col primo ha in comune il focus sull’esplorazione, col secondo l’interazione con l’imponente creatura.

L’impianto ludico di The Last Guardian però non è esente da difetti. La telecamera infatti soffre tantissimo in diverse occasioni, specie negli spazi più ristretti, diventando schizofrenica. Al sistema di controllo manca anche un po’ di precisione, in particolar modo quando si è in groppa a Trico visto che il personaggio afferra le piume dell’animale quando non necessario. Per ovviare a questo problema sarebbe bastato affidare a un tasto del controller la scalata dell’animale in modo simile a quanto accadeva con i colossi di Shadow of the Colossus.

Buona la longevità, noi ci abbiamo impiegato poco più di dieci ore per completare l’avventura, tempo in linea con le produzioni di questo tipo. Rigiocando The Last Guardian inoltre è possibile sbloccare nuovi costumi strettamente legati al numero di barili da dare in pasto a Trico.

Esplorando il Nido

the-last-guardian-1
Trico è tanto bello quanto adorabile

Tecnicamente The Last Guardian alterna alti e bassi. Tra le note positive troviamo sicuramente lo splendido comparto artistico, la modellazione poligonale di Trico e dello scenario. Molto piacevole l’effetto del vento che muove le piume dell’animale e la vegetazione. Impressionanti le animazioni della creatura capaci di creare empatia grazie ai suoi comportamenti sempre credibili. D’altra parte però è impossibile non notare texture indietro di una generazione e una vegetazione poco curata. Il frame rate poi risulta molto ballerino, in particolar modo quando il gioco ci mostra in tutta la sua bellezza gli scenari. Splendido l’accompagnamento sonoro che esalta i momenti chiave dell’avventura e contribuisce a rendere la scena ancora più emozionante.

Commento finale

The Last Guardian è un’avventura in continuo crescendo, parte piano concedendo al giocatore il tempo necessario per conoscere Trico e per consentire a quest’ultimo di fidarsi del protagonista. Superata questa prima parte, il gioco di Fumito Ueda mette in mostra tutte le sue meraviglie emozionando il giocatore in più di un’occasione nei suoi piccoli gesti e nei momenti spettacolari. Non siamo dinanzi a un gioco perfetto o al capolavoro che forse molti si aspettavano dopo tutti questi anni a causa di alcuni problemi tecnici e di gameplay, tuttavia siamo sicuri che i fan di ICO e Shadow of the Colossus non resteranno delusi.

  • Il rapporto tra Trico e il ragazzo

  • Buone sequenze platform e puzzle

  • Artisticamente splendido...

  • ... ma ci sono elementi di una generazione fa

  • Frame rate ballerino

  • Telecamera e controlli non sempre precisi

 

16 Commenti a “The Last Guardian”

  1. adenosina on

    la recensione è ben equilibrata e mette in luce quelli che sono i difetti ed i pregi di un gioco simile. Rimane un gioco di nicchia ma che si può far apprezzare anche dai meno avvezzi al genere.

    Piccolo appunto, probabilmente il nome Trico non è il nome proprio della bestia ma della razza.

  2. LucaS93 on

    Ma perché dal forum non si vede il voto?

    Bella recensione  in linea con le altre che ho letto

    perché il voto è una sorpresa che dovete scoprire aprendo il sito :asd:

  3. Sid on

    L'ho appena finito. È la prima volta che per un gioco sto piangendo a dirotto

    Inviato da stocazzo utilizzando Tapatalk

  4. adenosina on

    L'ho appena finito. È la prima volta che per un gioco sto piangendo a dirotto

    Inviato da stocazzo utilizzando Tapatalk

    Cosa non è quel finale! Ci rimani di merda anche quando vedi una certa cosa  e vorresti entrare nel gioco per fermare tutto

  5. Sid on

    Mamma mia, la prima volta così male. Che poi SPOILER
    non è morto nessuno, ok

    ma ha una carica emozionale bestiale. SPOILER
    Il distacco alla fine è stato normale conseguenza, ma ero li dicendo "non lo uccidete non lo uccidete!". Oppure quando lo stavano sbranando la sua razza…mamma mia, anche se non c'era un timer avevo fretta di risolvere, infatti ogni azione la eseguivo di merda.

    Il gioco ha dei problemi soprattutto nei controlli, si vede che ha avuto una natura turbolenta; ma artisticamente distrugge totalmente gli eventuali problemi.

    Continuo a preferire nel complesso Shadow of the Colossus, ma lo preferisco a ICO. Tra i 3 è quello che mi ha coinvolto maggiormente.

    Che poi, assurdo, all'inizio quasi mi dava fastidio o me ne fottevo di Trico ma col tempo, mi sono immedesimato nel ragazzo (geniale non dargli un nome) e mi sono affezionato da morire.

    Trico secondo me è ciò che un compagno di avventura in un gioco deve essere; cazzo è così umano, così realistico.

    Tanto è vero che non sono completamente d'accordo con le critiche al fatto che ti fa aspettare dieci minuti per le azioni. Si vede che è totalmente voluto. Ho notato ciò all'inizio del gioco e alla fine: mentre all'inizio faceva le bizze, soprattutto se non gli davo da mangiare, alla fine quando il rapporto si è abbastanza evoluto le azioni le eseguiva abbastanza rapidamente. E mi è piaciuto il fatto che dipende in che punto sei attaccato del corpo certe azioni non le faceva. Per esempio: se io mi tenevo alla cima della testa lui i salti dove poteva sbattere la testa, lui non salvata; soltanto quando mi mettevo sulla schiena eseguiva l'azione.

    E' un gioco che devi accettare totalmente, anche nei suoi difetti, altrimenti non entri nell'ottica e te lo godi male.

    Oggi penso lo rinizio, mi manca Trico. Mi manca da morire. Vorrei un DLC che mi permette di non fare un cazzo in quelle vallate ma semplicemente stare con lui.

    Ho due gatti in casa, di cui uno un maschio. Porca puttana si mette sempre nelle pose di Trico e mi viene voglia di strapazzarlo. Fottuto gioco bellissimo.

    Per quanto non perfetto, è un gioco che ti da TAAANTA emozione. Entra di diritto nel gioco della generazione ( o forse dovrei dire gioco di 2 gen), non c'è bloodborne che tenga.



  6. adenosina on

    Mamma mia, la prima volta così male. Che poi SPOILER
    non è morto nessuno, ok

    ma ha una carica emozionale bestiale. SPOILER
    Il distacco alla fine è stato normale conseguenza, ma ero li dicendo "non lo uccidete non lo uccidete!". Oppure quando lo stavano sbranando la sua razza…mamma mia, anche se non c'era un timer avevo fretta di risolvere, infatti ogni azione la eseguivo di merda.

    Il gioco ha dei problemi soprattutto nei controlli, si vede che ha avuto una natura turbolenta; ma artisticamente distrugge totalmente gli eventuali problemi.

    Continuo a preferire nel complesso Shadow of the Colossus, ma lo preferisco a ICO. Tra i 3 è quello che mi ha coinvolto maggiormente.

    Che poi, assurdo, all'inizio quasi mi dava fastidio o me ne fottevo di Trico ma col tempo, mi sono immedesimato nel ragazzo (geniale non dargli un nome) e mi sono affezionato da morire.

    Trico secondo me è ciò che un compagno di avventura in un gioco deve essere; cazzo è così umano, così realistico.

    Tanto è vero che non sono completamente d'accordo con le critiche al fatto che ti fa aspettare dieci minuti per le azioni. Si vede che è totalmente voluto. Ho notato ciò all'inizio del gioco e alla fine: mentre all'inizio faceva le bizze, soprattutto se non gli davo da mangiare, alla fine quando il rapporto si è abbastanza evoluto le azioni le eseguiva abbastanza rapidamente. E mi è piaciuto il fatto che dipende in che punto sei attaccato del corpo certe azioni non le faceva. Per esempio: se io mi tenevo alla cima della testa lui i salti dove poteva sbattere la testa, lui non salvata; soltanto quando mi mettevo sulla schiena eseguiva l'azione.

    E' un gioco che devi accettare totalmente, anche nei suoi difetti, altrimenti non entri nell'ottica e te lo godi male.

    Oggi penso lo rinizio, mi manca Trico. Mi manca da morire. Vorrei un DLC che mi permette di non fare un cazzo in quelle vallate ma semplicemente stare con lui.

    Ho due gatti in casa, di cui uno un maschio. Porca puttana si mette sempre nelle pose di Trico e mi viene voglia di strapazzarlo. Fottuto gioco bellissimo.

    Per quanto non perfetto, è un gioco che ti da TAAANTA emozione. Entra di diritto nel gioco della generazione ( o forse dovrei dire gioco di 2 gen), non c'è bloodborne che tenga.

    Shadow of the colossus è molto più giocoso e sicuramente più rigiocabile come titolo. tlg invece è come dici tu più emozionale, il gioco della maturità di Ueda. I difetti sono enormemente surclassati da tutto e passano miseramente in secondo piano visto che nel 90% dei casi non influiscono sulla giocabilità e fruizione del titolo

  7. Sid on

    Si si, anche più originale e particolare, ma questo come emozioni surclassa tutto ciò che ho giocato finora.

    C'è un punto che mi ha fatto passare dal magone alle lacrime di coccodrillo ovvero:

    SPOILER

    Quando il ragazzo caccia via Trico..e lui lo guarda capendo ma con uno sguardo tristissimo. Anche lui aveva capito che ormai era finita….

     

    Sto rivedendo il finale, su YT…niente non riesco a non piangere data la mia affezione.

    Cazzo sono righe di codice, porca puttana!

  8. IsoGamerX on

    Sulla carta è un gioco che non mi sarebbe dovuto piacere…ma ai giochi del team Ico ho sempre scelto di puntare molta hype, sapendo che a grandi linee sarebbe stata ricompensata e non mi sarebbe tornata indietro una delusione (come puntualmente avviene nei giochi che superano i 3 anni di sviluppo)…che dire, capolavoro anche questa volta (che poi io inizialmente non lo volevo prendere, poi hanno abbassato il prezzo e allora è stato d'obbligo)

Rispondi

Per rispondere devi entrare o registrarti.