The Crew 2 - Recensione

Quando Ubisoft lanciò The Crew nel Dicembre del 2014 qualcosa andò storto. Il titolo aveva sicuramente un grande potenziale, ma fu solo dopo diversi mesi che riuscì a conquistare la community grazie ad aggiornamenti gratuiti ed espansioni a pagamento in grado di migliorare in ogni aspetto il gioco. Proprio per questo si poteva essere piuttosto fiduciosi su The Crew 2, Ubisoft e il team di Ivory Tower dovrebbero aver imparato molto dall’esperienza del primo episodio, e invece no perché anche questa volta qualcosa è andato storto.

Live Xtreme Series

Da un punto di vista narrativo, The Crew 2 abbandona le premesse seriose della storia di vendetta e criminalità organizzata del primo episodio in favore di un qualcosa di più semplice e leggero. Tutto ruota attorno al Live Xtreme Series, uno show televisivo dedicato al mondo delle corse. Per l’occasione le strade degli Stati Uniti d’America sono state trasformate in un parco giochi in cui possiamo trovare una serie di eventi a cui prendere parte e acquisire così un numero sempre maggiore di follower utili a sbloccare nuove tipologie di competizioni. La varietà non manca, in The Crew 2 abbiamo infatti 4 tipologie di sport: Freestyle, Street Race, Pro Racing e Off-Road. Ognuna include a sua volta differenti tipi di competizioni: si passa dalle gare su strada classiche, al motocross, drift, formula, trick aerei, gare su acqua e molto altro ancora.

Se i monster truck, le gare off-road e le due ruote le abbiamo già ammirate nelle espansioni del primo episodio, l’inclusione degli aerei e delle barche sono una vera e propria novità in The Crew 2. Passare dalla guida su strada a quella aerea, o da quest’ultima a quella su acqua è semplicissimo visto che basta la semplice pressione di un paio di tasti. In generale l’unione di tutte queste discipline riesce a garantire un discreto numero di ore di divertimento grazie a un gameplay spiccatamente arcade che rende ogni gara semplice ed intuitiva. Non tutto è perfetto, c’è qualche problema con la fisica visto che i veicoli sembrano in alcuni casi un po’ tutti uguali e non riescono a trasmettere il giusto senso di unicità. Se in quest’ultimo aspetto ci si può chiudere un occhio visto che stiamo parlando di un racing arcade, dove la fisica fallisce il suo compito è nella gestione dei salti e degli impatti a tratti casuale. Problematiche che abbiamo avvertito specialmente nelle gare off-road e con le imbarcazioni che spesso siamo stati costretti a ripetere per aver perso inspiegabilmente il controllo del veicolo. Infine anche l’intelligenza artificiale non si impegna più di tanto per spronare il giocatore visto che tutto sembra gestito dal classico effetto elastico: non importa quanto veloci sarete, gli avversari saranno sempre lì a tallonarvi; d’altra parte invece un incidente che vi farà finire in fondo alla classifica sarà subito un lontano ricordo visto che recupererete il distacco dopo pochi istanti.

Il sistema di progressione riprende quello del precedente episodio con potenziamenti per i veicoli di diversa rarità ottenibili alla fine di ogni gara. Alcuni pezzi di ricambio conferiscono anche una serie di abilità passive che permettono ad esempio di ricaricare più velocemente il turbo o di sfruttare meglio la scia degli avversari. La personalizzazione estetica è molto tradizionale permettendo di acquistare alettoni, paraurti, cofani e altri pezzi oltre a modificare la vernice e la livrea utilizzando anche quella creata dalla community. Dimenticatevi la personalizzazione estrema del precedente episodio che permetteva di trasformare una Porsche in un mezzo per l’off-road visto che in The Crew 2 ogni veicolo appartiene a una specifica disciplina.

Living in America

Se dal punto di vista della varietà di contenuti The Crew 2 ha pochi rivali, i problemi arrivano quando si guarda al numero di contenuti. Uno degli elementi più riusciti del primo episodio riguardava l’impressionante numero di eventi attivabili durante la semplice esplorazione della mappa rendendo il viaggio coast to coast un vero e proprio piacere. Dimenticatevi tutto in The Crew 2 perché il numero di attività è stato sensibilmente ridotto rendendo quindi l’esplorazione della mappa quasi inutile e portando così il giocatore ad affidarsi al classico fast travel per accedere alle varie gare. Ben presto The Crew 2 si esaurirà costringendo il giocatore a ripetere ossessivamente eventi già affrontati in precedenza per potenziare i propri veicoli. Al lancio insomma il racing di Ubisoft si presenta abbastanza monco con un piano di aggiornamenti già programmato che arricchiranno l’esperienza di gioco: si parte a Settembre con l’introduzione degli hovercraft e nuovi eventi a tema, fino ad arrivare alla modalità PvP in arrivo a Dicembre. Insomma The Crew 2 al momento è solo all’inizio del suo ciclo vitale, eppure al momento ci sembra davvero troppo poco per fiondarsi negli Stati Uniti allestiti per il Live Xtreme Series.

Tecnicamente ci sono alti e bassi su Xbox One S. Sicuramente bisogna tenere conto del fatto che una mappa così estesa impone per forza di cose dei limiti tecnici. Ecco dunque che la densità del traffico è impostata al minim, alcuni dettagli sullo sfondo sono poco curati con tanto di effetto pop-up, il framerate è bloccato sui 30 fps. Tuttavia i caricamenti del fast travel non ci sono mai sembrati eccessivamente lunghi. Nota positiva per la varietà di scenari: nelle gare più lunghe diventa una vera e propria gioia per gli occhi passare da una città dai colori più freddi e raggiungere boschi rigogliosi, montagne innevate, fiumiciattoli e o città di mare dai colori più caldi. Soddisfacente la modellazione poligonale dei veicoli.

Commento finale

Di solito Ubisoft ha dimostrato di saperci fare con i secondi episodi dei suoi franchise, e invece con The Crew 2 ripete i medesimi errori del primo capitolo. La varietà dei contenuti e lo stile spiccatamente arcade infatti non bastano a salvare il racing game sviluppato da Ivory Tower. Il viaggio di The Crew 2 è solo all’inizio visto che sono già in programma un corposo numero di aggiornamenti in grado di arricchire l’esperienza di gioco, tuttavia ad oggi diventa difficile consigliare l’acquisto del titolo Ubisoft. Probabilmente era meglio rinviare la data di lancio e uscire questo Inverno con un gioco più completo sotto tutti i punti di vista, perché siamo sicuri che tra qualche mese ci troveremmo dinanzi un racing game di ben altra caratura.

  • Varietà di contenuti impressionante...

  • Mondo di gioco enorme...

  • Il supporto post-lancio promette bene...

  • ... ma la quantità lascia a desiderare

  • ... ma piuttosto vuoto

  • ... ma al momento il gioco sembra incompleto

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