Spyro: Reignited Trilogy - Recensione

Se c’è una decisione presa da Sony nei primi anni della sua avventura videoludica che proprio non riesco a mandare giù, nonostante siano passati diversi anni, è quella di aver lasciato senza troppi sbattimenti la paternità dell’IP di Spyro ad Activision. Sarà che sono da sempre un grande fan di Insomniac, oppure perché a suo tempo apprezzai molto le avventure del draghetto viola, fatto sta che tra i due abbandoni storici dell’era PS1 mi ritengo emotivamente più legato a quest’ultimo, più che al sempre compianto Crash. È proprio per questo affetto, come è logico comprendere, che l’idea di rivivere in forma assai più smagliante la trilogia iniziale non poteva lasciarmi indifferente ed è, pertanto, con estrema gioia che mi sono accaparrato la copia redazionale di Spyro: Reignited Trilogy.

Un (triplice) tuffo nel passato

Dopo essersi divisi equamente con Vicarious Visions i lavori sul brand Skylanders, nato per l’appunto come spin-off dei titoli in questione, è toccato ai ragazzi di Toys for Bob l’arduo compito di modernizzare la creatura che fu di Insomniac, grazie a questo remaster della trilogia. Come già successo per il peramele di Naughty Dog, la produzione si è limitata unicamente a svecchiare il comparto tecnico dei tre titoli, lasciandone inalterati gameplay e struttura, pertanto i veterani della serie si troveranno subito a loro agio nel ripercorrere sentieri già battuti 20 anni fa. Sui giochi in questione, per ovvi motivi, c’è ben poco da dire che non sia già stato speso in queste due decadi: nati sull’onda del successo del mai troppo lodato Mario 64, le avventure di Spyro si configurano come platform 3D, invero dalla struttura molto semplice e privi di tutti gli impreziosimenti che il genere si è visto introdurre nel corso della sua evoluzione recente. Al solito non mi produrrò in una disamina relativa al valore intrinseco dei lavoro svolto a suo tempo da Ted Price e soci (per me più che ottimo), bensì mi limiterò a giudicare la bontà dell’opera di svecchiamento. Va comunque detto che, a dispetto di quanto successo per Crash, i tre titoli in questione sono invecchiati decisamente meglio del loro illustre collega, risultando ancora oggi freschi e godibili, pur con tutti i loro limiti. Il primo Spyro è indubbiamente quello che ha finito per risentire maggiormente dello scorrere del tempo, in virtù di una struttura quanto mai lineare e priva di sobbalzi ludici: la ricerca dei draghi imprigionati da Gnasty Gnorc si protrae liscia, all’interno di livelli coloratissimi e ricci di buffi personaggi, ma collocati lungo uno stage design che, al netto di qualche piccolo guizzo, si è rivelato assai elementare. Le cose iniziano a cambiare leggermente con Spyro 2: Ripto’s Rage (da noi conosciuto anche come Gateway to Glimmer), in cui Insomniac ha iniziato a gettare le basi di quello che sarebbe poi stato il suo apice in ambito platform, ma che avrebbe visto la luce solo su PS2. Con questa seconda avventura, pur non mutando la formula ludica, iniziano a comparire alcune divagazioni all’interno dei livelli, sotto forma di missioni bonus e compiti alternativi, a cui si vanno ad aggiungere nuove abilità sbloccabili per il nostro Spyro. Assistiamo anche ad una caratterizzazione sempre più sfaccettata dei vari personaggi, con i primi sentori di quell’umorismo che avrebbe fatto la fortuna di Ratchet e Clank. Prima di arrivare alle avventure del Lombax, però, è risultato fisiologico l’avvento di Spyro 3: Year of the Dragon, in cui la presenza di quattro comprimari in grado di fornire abilità supplementari al draghetto, oltre che sviluppare un concetto di duo solo fino ad ora accennato per mezzo della presenza di Sparx, va a costituire un vero antipasto di quello che sarebbe stato il prossimo lavoro del team statunitense. Il viaggio lungo i tre giochi, dunque, finisce anche per rappresentare una sorta di documentario interattivo preparatorio di quella che sarà la crescita di Insomniac, oltre a rappresentare ancora oggi un divertente ed ancora attuale spaccato del platforming tridimensionale dell’era PS1.

32 bit e non sentirli

Nonostante mi sia lasciato trasportare dai ricordi, è giunto il momento di parlare dell’aspetto più macroscopico di Spyro: Reignited Trilogy, ovvero il lavoro tecnico svolto dai ragazzi di Toys for Bob. Non nego che dei due team da sempre impegnati con Skylanders, quello in questione l’ho sempre visto come leggermente inferiore a Vicarious Vision, per lo meno da un mero punto di vista visivo. Pur essendo, difatti, il restyiling svolto veramente degno di nota, ovviamente se confrontato con il materiale originale, l’impatto complessivo l’ho trovato un pizzico meno rifinito di quello della Crash ‘Nsane Trilogy. La pulizia generale è comunque elevata, così come il rispetto degli elementi e delle inquadrature originali, anche se a mio avviso il quadro complessivo manca di quel guizzo in grado di lasciare pienamente soddisfatti, ma è probabile che sia solo una mia tara personale. Al netto del gusto. siamo pur sempre al cospetto di un remake di prima qualità, che è stato capace di riscrivere in modo convincente gli elementi a suo tempo messi su schermo da Insomniac. La punta di diamante è rappresentata, senza dubbio, dal rinnovato character design dei vari personaggi, capace di portare a nuova vita l’allora decisamente anonimo agglomerato di poligoni che li componeva (basta guardare i draghi del primo episodio per accorgersene). Ottimo anche il versante audio, forte di un nuovo doppiaggio in lingua nostrana (con battute fedeli all’originale) e di una rimasterizzazione delle tracce musicali, che hanno però mantenuto il loro mood a 32 bit. Buona anche la fluidità generale, ma devo però ammettere di come in rarissimi episodi abbia avvertito alcuni leggerissimi scatti: comunque siamo davvero a cercare il pelo nell’uovo. Discorso a parte devo fare per la telecamera, che soprattutto nel primo capitolo ho trovato non gestita al meglio in determinati frangenti, e sulla quale un minimo intervento migliorativo sarebbe stato gradito. Un piccolo appunto, inoltre, devo muoverlo alla versione scatolata di Spyro: Reignited Trilogy, che come già saprete contiene al suo interno soltanto l’avventura iniziale: visto che un bluray è in grado di ospitare tranquillamente un Uncharted o un Forza Horizon, trovo davvero difficile credere che il remake di tre giochi usciti su PS1, per quanto ben eseguito, possa finire per occupare più di 60 gigabyte di spazio. Qualche piccolo intoppo in fase di ottimizzazione?

Spyro: Reignited Trilogy porta tranquillamente a casa il risultato sperato, proponendoci un remaster di ottima fattura di tre interessanti classici dell’epoca PS1. Pur con tutti i loro limiti del periodo, difatti, i primi passi mossi dal draghetto viola nel mondo dell’entertainment videoludico risultano ancora oggi freschi e piacevoli, corroborati per l’occasione da un comparto tecnico in grado di giustificare questa operazione nostalgia. Se anche voi, come il sottoscritto, avete amato il debutto del personaggio Insomniac, difficilmente resterete delusi da Spyro: Reignited Trilogy, che saprà regalarvi un piacevole e divertente tuffo nei ricordi. A questo punto non resta che augurarci un inedito ritorno in grande stile, che sappia cancellare la pessima eredità vista in seguito all’abbandono del team capitanato da Ted Price. Capito, cara Activision?

  • Tre giochi ancora attuali

  • Lavoro di rimasterizzazione valido

  • Gestione dello spazio occupato rivedibile

15 Commenti a “Spyro: Reignited Trilogy”

  1. Deadly Fagilo on

    I due seguiti sono “sbloccabili” tramite patch mi sembra, no? Bella rece, rende l’idea del buon lavoro svolto, ma la questione dei seguiti da recuperare chiedendo il permesso ad Activision mi frena.

  2. Seba on
    Deadly Fagilo

    I due seguiti sono "sbloccabili" tramite patch mi sembra, no? Bella rece, rende l'idea del buon lavoro svolto, ma la questione dei seguiti da recuperare chiedendo il permesso ad Activision mi frena.

    c'è solo l'installer(238,77 MB).tutto da scaricare.la cosa buffa è che devi finire tutto il download per partire a giocare :razz:murderer:
    complimenti per la recensione…più avanti lo prendo sicuramente!!!

  3. fos on

    Finalmente uno che sottolinea lo spreco di spazio nello stoccaggio dei file. O sono storpi, o credono che aumentando la dimensione il Remake sembri migliore. Tertium non datur.

    La stessa "efficienza" di quello di Crash. Basta vedere la versione PC: 30GB occupati, mentre si trova un famoso – anche per il record… – RePack losless (compressioni ottimizzate – di versioni anomale – per chi ha poca banda, ma in casi come questo è per tutti…) che occupa un decimo. Ora, non dico di tirargli il collo spremendoli in 3GB, ma credo che in una dozzina ci potrebbe stare senza problemi.

    Se tanto mi da tanto: Il Repack di questo farà fatica a superare i 5GB. :asd:

    Un rapporto simile (assurdo), oltre a sprecare spazio di archiviazione, rallenta i caricamenti e può generare anche stuttering in giochi che caricano nel mentre (in streaming).
    Con gli HD loffi che si ritrovano le console, poi, di sicuro fai prima a decomprimere una compressione leggera (che pesa poco sul processore) che a leggere il triplo di dati.

    Ecco perché dicevo: Tertium non datur!

  4. The_WLF on

    @fos per come la vedo io si tratta solo di un trucchetto buono solo a spingere il digitale. Se come detto da @Seba sul disco c'è solo l'installer in stile COD (io ho lavorato su di un codice DD), direi che inizia ad essere chiara la mossa di Activision.

  5. The_WLF on
    Seba

    Cmq leggo solo la ver. One bisogna scaricare tutti e 3 i titoli.su ps4 il 1° è su disco.

    Boh, mi pare strana la cosa, cmq alla fine della fiera cambia poco. Quei 60 giga e rotti mi puzzano troppo…

  6. fos on

    Comunque, anche i dati da passare al server non sono gratis…
    Si vede come un po' di compressione venga applicata (42GB da scaricare) per limitare… Ma la differenza rimane troppa.

    Avranno fatto un episodio alla volta senza lungimiranza. Anche pensandola così, il pacco non può diventare un decimo.
    Metti che i video (non so quanti ce ne siano, ma penso pochi) e l'audio sono già compressi (quindi non comprimibili senza perdita, i formati loseless esistono per "il puro", tipo FLAC WavePack ecc…), di conseguenza il rapporto aumenta. Metti che in Crash ci fossero un giga di dati non comprimibilI, sarebbero 29 GB che diventano 2.

    Mi sebra evidente la scarsa (nulla) ottimizzazione sulla condivisione degli asset (soprattutto texture).
    Per capirci, è il contrario dell'ottimizzazione solita dei titoli Nintendo. Mario Odyssey, una volta estratto… pesa circa 5.5GB.
    Vogliamo fare il paragone con la varietà e condivisione degli asset?
    Pensa anche a Mario Galaxy-2, scevro pesa 1.29GB.

    La differenza tra i picchi…

  7. Seba on
    The_WLF

    Intendevo che mi pare strana la disparità tra le due versioni… 🙂

    Su One è cosi.su ps confermi che si può giocare subito il primo capitolo?

  8. Seba on
    fos

    Comunque, anche i dati da passare al server non sono gratis…
    Si vede come un po' di compressione venga applicata (42GB da scaricare) per limitare… Ma la differenza rimane troppa.

    Avranno fatto un episodio alla volta senza lungimiranza. Anche pensandola così, il pacco non può diventare un decimo.
    Metti che i video (non so quanti ce ne siano, ma penso pochi) e l'audio sono già compressi (quindi non comprimibili senza perdita, i formati loseless esistono per "il puro", tipo FLAC WavePack ecc…), di conseguenza il rapporto aumenta. Metti che in Crash ci fossero un giga di dati non comprimibilI, sarebbero 29 GB che diventano 2.

    Mi sebra evidente la scarsa (nulla) ottimizzazione sulla condivisione degli asset (soprattutto texture).
    Per capirci, è il contrario dell'ottimizzazione solita dei titoli Nintendo. Mario Odyssey, una volta estratto… pesa circa 5.5GB.
    Vogliamo fare il paragone con la varietà e condivisione degli asset?
    Pensa anche a Mario Galaxy-2, scevro pesa 1.29GB.

    La differenza tra i picchi…

    Basta pensare anche a zelda,OW senza bariere invisibili((GOW) che pesa più o meno 13gb.
    Ovviamente c'è da dire che nei giochi nintendo non ci sono tracce audio come in altri giochi….non è il caso di Spyro.

  9. The_WLF on
    Seba

    Su One è cosi.su ps confermi che si può giocare subito il primo capitolo?

    Ho provato la versione One…
    Cmq mi diceva un amico che l'ha preso digitale su PS4 che il primo capitolo era giocabile interamente solo al termine del download completo.

  10. fos on
    Seba

    Basta pensare anche a zelda,OW senza bariere invisibili((GOW) che pesa più o meno 13gb.
    Ovviamente c'è da dire che nei giochi nintendo non ci sono tracce audio come in altri giochi….non è il caso di Spyro.

    Sì, anche l'ultimo Zelda è un bell'esempio. 🙂
    Tracce del parlato, dici, o ti riferisci a quando usavano i midi?

    Cioè, sto blando remake (non nel senso che fa pena, eh, anzi, pare fatto bene, ma lo stile non contempla texture ultra definite, non servono) occupa quando l'ultimo Assassin's Creed, che integra il parlato di 8 idiomi (circa 2GB per ognuno = 16GB solo per loro), e dove se ne fanno e sentono di chiacchierate. Senza nemmeno accennare ad un paragone su tutto il resto.

    Tanto per aggiungere paragoni… :asd:

  11. Deadly Fagilo on
    Seba

    c'è solo l'installer(238,77 MB).tutto da scaricare.la cosa buffa è che devi finire tutto il download per partire a giocare :razz:murderer:
    complimenti per la recensione…più avanti lo prendo sicuramente!!!

    Ah, a questo punto aspetto uno sconto sullo store e lo prendo direttamente da lì.
    Resta una brutta mossa, o un caso di grave incompetenza, non sono tanto esperto per poter dire quale sia precisamente la situazione.

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