Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition - Recensione

Se dico Londra la prima cosa che mi viene in mente non è certo il Tower Bridge, men che meno Buckingham Palace o la metropolitana. No, il citare la capitale del Regno Unito serve solo a ricordarmi che fu per colpa di quella vacanza che iniziai a sperperare sonanti denari nell’acquisto di miniature di Warhammer 40.000, ennesima e costosa passione che fino a qualche anno fa ha orgogliosamente fatto parte del mio essere fieramente nerd. Ecco perché, dopo aver gioito con Fire Warrior ai tempi di PS2 e con Space Marine su PS3, non avrei mai potuto lasciarmi sfuggire l’occasione di recensire Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition.

L’orizzonte degli eventi

Già uscita qualche tempo fa esclusivamente per PC, ma approdata adesso anche in questa versione rivista e corretta su PS4, la produzione Streum On ci calerà nei panni di un Terminator dei Blood Angels, uno dei capitoli Space Marine che compongono lo sfaccettato e complesso universo creato da Games Workshop. Seguendo lo schema caro al quasi omonimo board game da cui prende il nome, Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition ci vedrà impegnati ad esplorare alcuni relitti spaziali, nel tentativo di recuperare delle preziose reliquie appartenute alla nostra fazione. Ovviamente l’obiettivo, vista la scesa in campo dei letali Terminator (invero le forze più possenti della fanteria terrestre), non sarà poi così agevole, visto che gli scafi alla deriva nelle profondità siderali sono infestate dai mortali Tiranidi, la versione in salsa Warhammer del caro e vecchio Alien di gigeriana memoria. Al comando di un gruppo composto da tre soldati (quattro se giocheremo in cooperativa online), il nostro compito sarà quello di farsi largo tra i cunicoli ed i corridoi dei vascelli abbandonati, cercando di sopravvivere alle soverchianti forze aliene. L’atmosfera che si respira in Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition è estremamente fedele all’ambientazione tecno-dark cara al franchise, al punto che i veterani del brand non tarderanno a sentirsi pericolosamente a proprio agio. Certo, la trama messa in piedi per accompagnare lo story mode non è certo memorabile, ma quello che conta, trattandosi di un FPS, dovrebbe essere la qualità intrinseca del gameplay. Ecco, è proprio qua che per Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition iniziano a intravedersi le prime crepe nello scafo.

 

L’apparenza inganna

A livello puramente concettuale, il lavoro svolto dal team è quanto mai solido ed azzeccato, capace di riportare fedelmente a portata di pad tutte le caratteristiche del gioco da tavolo. Nei panni del nostro Librarian, se giocheremo in singolo, potremo gestire ogni componente del suo armamentario di morte, che annovererà un’arma per braccio, oltre a potenti poteri psichici attivabili tramite i pulsanti del controller. Presente anche un ricco skill tree espandibile, a cui si affiancherà la possibilità di gestire in completa autonomia alcuni comportamenti dei nostri due compagni di squadra, siano essi la difesa di un punto preciso, oppure la cura di un commilitone. Il problema risiede nel loro comportamento ogni qual volta sono autonomamente chiamati a compiere movimenti che esulino dal semplice falciare le forze ostili, dato la non proprio sfavillante brillantezza della loro IA. Ovviamente la situazione cambia radicalmente non appena decideremo di giocare in compagnia di altri esseri umani, occasione in cui ognuno dei componenti della squadra potrà optare per una distinta classe, al fine di favorire una fruttuosa ed efficace cooperazione. Peccato che durante le prove il netcode si sia rivelato quanto mai disastroso, caratterizzato come è da evidenti problemi di lag e disconnessioni improvvise: da questo punto di vista, la modalità potenzialmente più divertente finisce con l’uscirne con le ossa malamente rotte. Da rivedere anche il bilanciamento della difficoltà generale della campagna, che alterna senza continuità di sosta situazioni altamente blande ad improvvisi ed insensati picchi di difficoltà, che vi faranno imprecare senza sosta in più di un’occasione. Fortunatamente, per un certo numero di volte a missione, sarà possibile attivare un apposito portale, che ci trasporterà in una zona sicura in cui sarà possibile curarsi o modificare equipaggiamento ed abilità. A completare l’offerta inedita, rispetto al lancio originale, di Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition ci pensano delle missioni bonus estrapolate da quanto giocato nella campagna principale, ma visto l’elevatissima difficoltà di queste ultime vi consiglio di arrivare all’appuntamento ben preparati. Presente anche un ricco set di personalizzazioni accessorie, con le quali sarà possibile decorare il nostro Space Marine.

Guasto al motore

Pur appoggiandosi al rodatissimo, anche in ambito console, Unreal Engine, le prestazioni offerte su PS4 non sono proprio lo stato dell’arte, principalmente a causa di un frame rate quanto mai incostante (anche su PRO), e che non aiuta di certo a districarsi nelle situazioni più concitate, in cui saremo letteralmente sommersi da ondate apparentemente infinite di avversari. Da rivedere decisamente anche lo streaming dei dati, visti gli interminabili caricamenti che affliggono l’accesso ai livelli ed il ripristino della partita in caso di game over. Promossa invece, come detto in apertura, l’atmosfera generale che si respira in Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition, capace di rendere alla perfezione la decadenza del mondo di gioco di Warhammer 40.000, al punto da far sentire indifesa e sperduta anche una letale macchina da guerra come il Terminator che andremo ad impersonare. Da segnalare, ahinoi, la consueta assenza di una qualsiasi traccia della lingua italiana.

Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition aveva tutte le carte in regola per portare a casa un risultato decisamente migliore della stiracchiata sufficienza che mi sento in dovere di attribuirgli. Purtroppo, pur presentando una struttura quanto mai intrigante e solida, la produzione Streum On non riesce a declinare correttamente sul piano ludico tutte le sue innegabili qualità. La campagna è difatti priva di mordente, oltre che afflitta da un bilanciamento quanto mai altalenante. Un comparto tecnico mediocre ed un online, teorico piatto forte del titolo, attualmente ai limiti dell’ingiocabile non permettono a Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition di compiere quel salto di qualità che un brand simile avrebbe sicuramente meritato.

  • Struttura complessa e fedele al franchise

  • Ampia personalizzazione

  • Atmosfera azzeccata

  • Difficoltà sballata

  • Tecnicamente mediocre

  • Online attualmente ingestibile

Rispondi

Per rispondere devi entrare o registrarti.