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Recensione Sniper: Ghost Warrior 3

di: Luca Saati

I cecchini o si amano o si odiano. Quando si tratta di giochi multiplayer di solito questa ‘losca’ figura è associata al ‘camper’ che si apposta in un punto per tutta la partita e aspetta le sue prede. In realtà dietro alla figura del cecchino c’è molto altro: un fantasma che si nasconde, osserva il campo di battaglia e pianifica in ogni dettaglio le sue mosse. Tanti videogiochi ci hanno provato a far immedesimare i giocatori nei panni di questa figura, basti pensare a Rebellion con l’apprezzata serie Sniper Elite ambientata durante la seconda guerra mondiale. E poi c’è Sniper: Ghost Warrior di CI Games con un’ambientazione più moderna che è arrivato al suo terzo capitolo ufficiale uscito di recente su PS4 e Xbox One. Vediamo come se l’è cavata.

Brothers

Una storia di fratelli quella raccontata da Sniper: Ghost Warrior 3. Il tutto inizia con un prologo che alterna un flashback in cui troviamo i due fratelli (Jon il maggiore e Robert il più piccolo) e scene del presente in cui impersoniamo proprio il minore dei due in una missione. Ovviamente quest’ultima non si conclude nel migliore dei modi con un bel punto di domanda sul destino di Robert. Passano dei mesi e il gioco ci mette nei panni di Jon impegnato in una missione che lo coinvolge in prima persona in quanto il tutto sembra essere legato in qualche modo alla scomparsa del fratello minore.

Non andiamo oltre per non spoilerarvi troppo, ci limitiamo a dire che la storia di Sniper: Ghost Warrior 3 risulta molto classica con colpi di scena abbastanza telefonati e personaggi stereotipati ma riuscendo nel compito di intrattenere il giocatore per circa una decina di ore. Tempo di gioco a cui va aggiunto quello necessario per completare i compiti secondari se abbastanza spronati.

Open world, tanto per cambiare

Sniper: Ghost Warrior 3 sfrutta l’ormai classica ambientazione open world che tanto va di moda in questa generazione di console. Il gioco propone infatti tre diverse mappe di discrete dimensioni in cui il giocatore può muoversi con al centro di ognuna un rifugio che fa da hub in cui organizzarsi l’equipaggiamento, dormire per recuperare energia e far passare il tempo, e accedere alle missioni principali. Se in altri esponenti del genere stealth/sniper game, la struttura open world ha arricchito il gameplay dandogli una una marcia in più (Metal Gear Solid V: The Phantom Pain tanto per citarne uno), in Sniper: Ghost Warrior 3 vi renderete ben presto conto che se ne poteva fare tranquillamente a meno nonostante la presenza di quest secondarie (abbastanza ripetitive) e diversi punti d’interesse sulla mappa. Infatti per poter accedere alle missioni principali il gioco costringe a passare ogni volta all’hub di gioco, un passaggio di cui si poteva fare assolutamente a meno visto che in poco tempo finisce per far stancare il giocatore che sfrutterà sempre di più il fast travel invece di esplorare l’ambiente. Vista questa scelta da parte degli sviluppatori forse era meglio guardare e ispirarsi al concorrente diretto (Sniper Elite) proponendo una mappa per ciascuna missione principale accompagnata da una serie di quest secondarie a esso legate inserite. Insomma la struttura sandbox poteva essere più adatta a questa tipologia di gioco.

L’arte del cecchinaggio

Sniper: Ghost Warrior 3 è alla base uno shooter in prima persona piuttosto tradizionale che mischia fasi action con un solido gunplay e fasi stealth. Grande cura è stata posta nelle fasi in cui bisogna impugnare il proprio fidato fucile da cecchino grazie a una balistica molto curata che tiene conto di aspetti come il vento e la distanza da cui stiamo mirando. Ogni volta che ci si avvicina alla zona della missione conviene sempre far uso del drone per ispezionare l’area trovando punti d’interesse come alture adatte per appostarsi con il proprio fucile, vie secondarie e dispositivi per hackerare le telecamere o generatori per staccare la corrente. In alternativa al drone c’è anche una modalità esplorazione attivabile mediante il dorsale sinistro che mette in evidenza tracce e oggetti dello scenario, di seguire il nemico anche oltre le pareti una volta sbloccata l’apposita abilità o di vedere il suo cono visivo.

Fatta quindi un’attenta analisi della zona si passa all’azione. Sniper: Ghost Warrior 3 offre diversi metodi d’approccio permettendovi di agire come il Rambo della situazione, o eliminando i nemici uno dopo l’altro con il fucile da cecchino, o di andare alle loro spalle e affidarsi al coltello o addirittura aggirare i nemici passando per cunicoli o accessi secondari senza spargere una goccia di sangue. Il merito di questa varietà di approcci è di un buon lavoro svolto dai ragazzi di CI Games in termini di level design. A cozzare è solo una scarsa interazione ambientale che limita di molto la fantasia del giocatore non permettendogli di distruggere neanche una finestra per magari crearsi un nuovo percorso. Altro problema è il posizionamento dei checkpoint non sempre corretto che costringe a rifare porzioni di gioco abbastanza grandi in caso di game over, che può avvenire in alcuni casi anche venendo semplicemente scoperti, portando un po’ di frustrazione alla lunga, inserire un salvataggio manuale magari avrebbe aiutato in tal senso. Buona invece l’intelligenza artificiale, specie al livello Difficile che abbiamo selezionato per il nostro playthrough, con i soldati avversari piuttosto aggressivi e sempre allerta.

In Sniper: Ghost Warrior 3 troviamo anche elementi di crafting e un piccolo albero delle abilità. Quest’ultimo è diviso in tre parti (…), ognuno con a disposizione i propri punti da spendere. L’albero delle abilità permette di personalizzare molto l’esperienza di gioco: se ad esempio sfruttate le doti da cecchino del protagonista avrete a disposizione più punti nell’apposito albero, e lo stesso vale per gli altri due rami dedicati all’esplorazione e all’assalto. La parte crafting invece consente di raccogliere materiali utili per costruirsi nuovi proiettili e gadget che in alternativa potrete acquistare con l’apposita moneta in game. Quest’ultima consente anche di sbloccare nuove bocche da fuoco e potenziamenti vari. Guardando un attimo alle armi, ad essere sinceri ci aspettavamo qualcosina in più in termini di bocche da fuoco secondarie visto che mancano minimitragliette da usare al posto delle pistole, tanto per citare una mancanza.

CryWarrior

CI Games si è affidato al CryEngine, il potente motore di Crytek che sembra essere l’unica a sfruttarlo come si deve. Tecnicamente Sniper: Ghost Warrior 3 si presenta in un discreto stato di forma con piacevoli effetti particellari, d’illuminazione e atmosferici. Dello stesso livello anche la modellazione poligonale e la texturizzazione. Qualche problema non manca come cali di frame rate,compenetrazioni poligonali, caricamento delle texture non sempre rapidissimo e un caricamento iniziale della durata di diversi minuti e che spunta anche quando si deve cambiare la mappa. Buono invece il comparto sonoro con una colonna sonora che ci è rimasta impressa per diversi giorni nella nostra mente e un buon doppiaggio in inglese (i testi sono in italiano).

Commento finale

Sniper: Ghost Warrior 3 è un po’ un’occasione sprecata da parte di CI Games che manca quel salto di qualità che questa avrebbe probabilmente meritato. Se siete alla ricerca di un’esperienza dedicata al cecchinaggio, sicuramente Sniper: Ghost Warrior 3 saprà togliervi qualche soddisfazione a patto di tenere ben presente i problemi che affliggono il gioco dovuti a una struttura open world sfruttata non nel migliore dei modi.

[box_voto pro=”Diversi metodi d’approccio^Si cecchina che è un piacere^Ma anche lo stealth classico funziona^” contro=”Si poteva fare a meno dell’open world in favore del sandbox^Missioni secondarie ripetitive^Checkpoint posizionati male^caricamenti lunghi^”