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Recensione Ride 3

di: Donato Marchisiello

Le due ruote sono da sempre una delle passioni più smodate del popolo italico che, tra grandi emozioni e tragedie incancellabili, ha sempre respirato a pieni polmoni quest’universo tanto affascinante quanto pericoloso e crudele. Ride 3, terzo capitolo dell’apprezzata saga motociclistica made in Milestone, è il protagonista assoluto di questa recensione e, al contempo, figlio concreto della visione che l’italianissima software house ha del mondo a doppio pneumatico. Per chi non dovesse conoscere la saga, il suo primo capitolo ha visto la luce nel 2015 e, nonostante non brillò particolarmente sia agli occhi degli utenti che della critica specializzata, pose sicuramente le basi per una solida evoluzione sia tecnica che contenutistica in un settore che, tolte alcune produzioni legate a precise competizioni reali (come MotoGP, ad esempio), ha visto nel corso degli anni pochi titoli tentare il concept di Gran Turismo ed adattarlo al mondo del motociclismo.

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Il terzo capitolo della saga motociclistica, fin dalle battute iniziali, mostra alcune migliorie apportate rispetto al secondo capitolo della serie. Il lavoro profuso da Milestone è sicuramente ravvisabile e, concretamente, denota l’olio di gomito utilizzato per “raddrizzare” alcuni minus del secondo episodio. Senza mezzi termini, Ride 3 riesce a scrollarsi un po’ di dosso il fantasma di “Gran Turismo”, vicino non per contenuti ma per concept, riuscendo al contempo a compiere forse un primo, timido passo alla concretizzazione di una sua autonoma identità. Iniziamo subito col sottolineare il primo miglioramento visibile per tutti coloro che hanno giocato agli altri capitoli: in Ride 3 la maneggevolezza della moto ha compiuto un passo in avanti, mostrando un grado di sensibilità più ampio rispetto ai capitoli precedenti, falcidiati da una “zona morta” delineata ed un “input lag” piuttosto evidente seppur si ragionasse in termini di millisecondi.

In aggiunta, nonostante ci siano ovviamente tutta una serie di strumenti per modificare la difficoltà del gioco e renderlo accessibile anche ai meno avvezzi, le impostazioni iniziali saranno di per sé ottime per tutti i tipi di giocatori, sia per i neofiti e più inesperti ma anche per i “professionisti” che magari necessitano di qualche oretta per riscaldarsi. Da un punto di vista meramente contenutistico, il gioco offre al solito una grande quantità di moto (270, 70 in più rispetto al precedente capitolo) e attività di varia natura. Al contempo, Ride 3 porterà con se un vasto numero di circuiti licenziati, i quali saranno integrati anche nella modalità carriera. Parlando di quest’ultima, nonostante il titolo Milestone aspiri ad essere una simulazione di corse (ed in larga misura lo è), l’impostazione generale e la progressività della suddetta ricordano molto da vicino i più classici coin-op e giochi arcade.

Infatti, saremo chiamati ad affrontare una serie di gare che al termine, in base alla prestazione profusa, ci frutteranno un quantitativo di Stelle, le quali avranno l’utilità di sbloccare un pacchetto di corse successivo, solitamente costituito da competizioni normali, gare di velocità, campionati ecc. In aggiunta, potremo frequentare tutta una serie di “scuole di guida” opzionali, le quali fungeranno da tutorial e ci accompagneranno persino nell’apprendimento delle tecniche di guida più avanzate. Nonostante questa linearità sia prescelta per lasciare campo libero al cuore del gioco, non avrebbe guastato un minimo di lavoro di contorno aggiuntivo, come ad esempio filmati o pseudo intrecci narrativi atti a rendere più interessante e vario il progredire con la carriera (un pò come succede nella serie di Forza Horizon), il quale è a tutti gli effetti un “repetita” fino ai massimi livelli e, tolta qualche piccola rimodulazione, presenterà sostanzialmente una formula molto vicina alle passate edizioni.

Tecnicamente parlando, Ride 3 offre un discreto livello qualitativo generale anche se afflitto da qualche problematica. La prima riguarda le modalità di visualizzazione: per quanto concerne la versione PS4 del gioco infatti, testata dettagliatamente su di una performante versione PRO della console Sony, avremo facoltà di scegliere fra una modalità che prediligerà le performance ed un’altra che sarà totalmente incentrata sulla qualità estetica. Nel primo caso, nonostante il gioco mantenga stabilmente i 60 frame al secondo, la qualità grafica generale subisce un contraccolpo al ribasso e assume quasi l’aspetto di un gioco old-gen. Se invece si opta per la modalità che premia invece il lato visual, la quale farà salire la risoluzione del titolo ad un 4K dinamico, la situazione migliorerà enormemente anche se, al contempo, bisognerà “accontentarsi” di un frame bloccato a 30 FPS.

Prediligendo la modalità dedicata ad un maggiore dettaglio grafico, potremo saggiare il lavoro certosino svolto dagli sviluppatori nel dettagliare le moto alla perfezione, autentico fiore all’occhiello del titolo. Purtroppo, se i mezzi raggiungono un livello qualitativo molto elevato, lo stesso non si può dichiarare della resa di tutto il resto. Infatti, gli ambienti di gioco si presenteranno sempre non particolarmente dettagliati, sfoggiando alle volte texture carenti soprattutto ai bordi dei circuiti come già occorso ai capitoli precedenti della serie. Qualsiasi sia la modalità prescelta, Ride 3 soffrirà comunque di lunghi caricamenti per accedere alla vera e propria sezione ludica, i quali affliggeranno anche le competizioni più piccole e veloci.

Nonostante Ride 3 non sia privo di difetti e pecche, rappresenta a tutti gli effetti un (piccolo) passo in avanti della serie. Ad un lavoro certosino profuso nel bilanciamento tra simulazione e arcade, ad un ottimo lavoro compiuto nel migliorare il controllo dei veicoli ed una quantità di contenuti sempre in espansione, si aggiungono alcune incertezze di carattere tecnico e grafico che vanno a minare il salto di qualità che ci si aspetta da uno titolo sviluppato da Milestone. Se a ciò si unisce una modalità carriera ampia ma tendenzialmente piatta e con solo qualche piccolo ritocco rispetto al passato, si comprende che Ride 3 risulti essere un buon gioco che però non giustifica probabilmente l’acquisto per chi ha già ampiamente completato il secondo capitolo.