Recensione di Red Faction: Guerrilla - Recensione

Recensione di Red Faction: Guerrilla di Console Tribe

Circa 40 anni dopo gli eventi del primo Red Faction,
l’Earth Defensive Force (EDF) ha invertito la sua corrente di
pensiero, trasformandosi da fazione rivoluzionaria ad istituzione
dispotica, riducendo i poveri minatori che lavorano l’aspro suolo
di Marte in schiavi senza alcun diritto civile e politico. Di certo non
un buon comitato d’accoglienza per Alec Mason, tornato su Marte dopo la
morte di sua madre e costretto a vedere il fratello, da poco ritrovato,
a morire tra le sue braccia a causa di un attacco dell’EDF. Lo
stesso Alec sfugge ad un’esecuzione sommaria per miracolo,
vedendosi salvare la vita dai rivoluzionari della Red Faction nella
quale anche lui entra giocoforza a far parte.

Questo è l’incipit di una trama discretamente interessante
(seppur ricca di clichè) raccontata tramite sequenze realizzate
con lo stesso motore di gioco che, a dire il vero, non fanno gridare al
miracolo in quanto a regia e spettacolarità. Mettiamoci anche
che il nostro alter ego non brilla certo per carisma e che i personaggi
di contorno vivono nel più totale anonimato ed intuirete che
difficilmente la storia raccontata rimarrà impressa a lungo
nella vostra memoria.

Dopo pochi minuti ci ritroveremo subito a familiarizzare col sistema di
controllo che si rivela quello di un classico sparatutto in terza
persona: avremo a disposizione un pratico inventario richiamabile
tramite la pressione del pulsante dorsale destro, un sistema rapido di
copertura con il dorsale sinistro ed i due trigger adibiti agli
attacchi principali; una configurazione pressoché ottimale che
vi metterà a vostro agio praticamente da subito.





Free Roaming e distruzione!



Red Faction: Guerrilla ha un’impostazione tipicamente free
roaming che mette a disposizione un territorio vastissimo da esplorare,
impostando lo schema delle missioni tramite un sistema di conquista del
territorio: l’EDF controlla infatti le sei regioni principali del
mondo di gioco, starà a noi ridurre al minimo la sua influenza
su ognuna di esse distruggendo edifici chiave, liberando prigionieri e
mantenendo il controllo di posizioni specifiche. Una volta ridotto al
minimo il controllo degli oppressori su un determinato territorio
verrà sbloccata una missione “finale” che, una volta
completata, decreterà il passaggio di tale sezione sotto il
controllo permanente della Red Faction. Una scelta tattica interessante
ma che purtroppo rivela dopo poche ore di gioco l’assoluta
linearità dell’incedere, rendendosi alla lunga abbastanza
ripetitiva nonostante la buona caratterizzazione delle missioni
principali. Le side-quest proposte si limitano ad impegnarci in
semplici sfide a tempo (dedicate tutte alla onnipresente distruzione)
che si rivelano discretamente divertenti ma che ovviamente non
aggiungono granché all’esperienza single player. Per
aggirarsi nel vasto mondo di gioco il team di sviluppo ci propone vari
mezzi di trasporto, per la maggior parte veicoli da lavoro come
autocarri, camion, fuoristrada fino ad arrivare a dei poderosi Mech per
i lavori più “faticosi”; purtroppo il sistema di
guida si presenta drasticamente semplificato e non diversifica
minimamente la guida di un mezzo pesantissimo da uno più agile,
facendo apparire il tutto alquanto artificioso e raffazzonato.

L’impianto free roaming si dimostra fin da subito fine a
sé stesso, in quanto sull’aspro suolo di Marte non si
trova alcuna attività che possa intrattenerci fuori dalla
campagna principale se non alcune missioni secondarie; il girovagare
senza soluzione di continuità non porta quindi divertimento
alcuno anche a causa della ripetitività delle ambientazioni.

Riguardo l’arsenale possiamo ritenerci pienamente soddisfatti, il
nostro inventario potrà infatti contenere fino a 4 strumenti di
distruzione che spazieranno dal nostro fedele martello da fabbro alle
granate a detonazione remota, da fucili d’assalto, lanciagranate
e pistole ad un devastante disgregatore molecolare in grado di
distruggere intere costruzioni in pochi secondi. Disporremo inoltre di
diversi upgrade acquistabili nelle apposite basi in cambio di
ingranaggi meccanici reperibili dopo aver fatto crollare determinate
strutture sparse per le location. Ogni territorio ci metterà a
disposizione una base dove potremo trovare l’apposito laboratorio per
gli upgrade, un box per fare scorta di munizioni e personaggi che ci
assegneranno le missioni principali.

La vera protagonista di Red Faction: Guerrilla è però la distruzione. Il motore proprietario di Volition, il GeoMod 2.0,
ha permesso di realizzare cose mai viste prima nel campo della fisica
in un videogame. A cominciare dall’interazione con lo scenario,
potremo distruggere praticamente ogni cosa vediamo sullo schermo ed il
risultato delle nostre malefatte sarà veramente sorprendente: le
esplosioni e i conseguenti crolli delle strutture sono a dir poco
eccezionali; ogni collisione, urto e deflagrazione è calcolata
in tempo reale ed offre uno spettacolo veramente notevole, impreziosito
da effetti particellari di ottima fattura.

Una svolta del genere offre innumerevoli soluzioni per giochi di
prossimo sviluppo che potrebbero beneficiare dell’estrema
versatilità del motore GeoMod che ha finalmente mostrato le sue straordinarie capacità.



Riguardo gli scontri con le forze EDF possiamo dire che questi si
rivelano discretamente stimolanti, non tanto per l’intelligenza
artificiale dei nemici quanto per il loro numero e per la
possibilità di imbastire divertenti trappole esplosive con le
granate a detonazione remota: ad esempio sarà possibile
imbottire un ponte di esplosivo ed aspettare che gli sventurati soldati
ci passino sopra per farlo crollare in mille pezzi. Seppur la nostra
energia si rigeneri automaticamente, il nemico attaccherà in
gran numero con diversi tipi di armi costringendoci a sfruttare
adeguatamente il sistema di coperture, che si rivela però un
po’ macchinoso nelle situazioni più caotiche, rendendo
difficoltoso lo spostamento da un riparo all’altro. Coperture che
anche i nemici utilizzeranno seppur in maniera assolutamente statica,
basterà infatti aggirare la loro posizione per annientarli senza
troppi problemi; inoltre i soldati EDF non fanno alcun utilizzo di
granate ma possono contare su postazioni di fuoco fisse montate anche
sui loro veicoli. Peccato infine per l’assenza di un sistema di
puntamento avanzato (come ad esempio quello di Gears of War) che rende a volte difficoltoso inquadrare i bersagli più distanti.

Riguardo la longevità possiamo dire che la campagna principale
sarà completabile nell’arco di 15 ore abbondanti,
considerando anche tutte le missioni secondarie; per una “partita
veloce”, invece, ne basteranno tranquillamente 10 per giungere ai
titoli di coda.





Destruction Derby



Il titolo Volition ci offre un corposo comparto
multiplayer, che si è dimostrato ampiamente il fulcro
dell’intera produzione. Si divide in locale ed online. La
modalità in locale permette di sfidare fino a 4 giocatori umani
alternativamente (quindi niente divisione dello schermo, sarà
necessario scambiarvi il pad di round in round) in divertenti sfide a
tempo in cui verrà richiesto di distruggere quante più
strutture possibili avendo a disposizione particolari strumenti o un
limitato numero di munizioni. Sorprendentemente abbiamo trovato questa
inedita modalità veramente divertente ed appagante.

Il comparto online si è rivelato una gradita sorpresa e
comprende ben 6 modalità come i classici deathmatch in singolo e
a squadre, cattura la bandiera e due divertenti varianti battezzate “Re
della Collina” e “Assedio” che introducono la presenza di un attrezzo
chiamato “Reconstructor”, in grado di ricostruire istantaneamente le
strutture amiche distrutte; nella prima verranno designati tre punti
chiave da conquistare costruendoci sopra i propri impianti, mentre
nella seconda una squadra attaccherà cercando di distruggere le
costruzioni avversarie mentre l’altra sarà chiamata a
difendere. Infine troviamo la modalità “Demolizione” dove due
squadre contrapposte dovranno proteggere il proprio Leader mentre
quest’ultimo tenta di distruggere quante più costruzioni
possibili. Interessante anche la scelta di introdurre, disseminandoli
per la mappa, dei particolari zaini che forniscono abilità
speciali come spiccare alti balzi oppure avere il potere di distruggere
gli edifici correndoci contro.

Le partite supportano fino a 16 giocatori e si svolgono nella totale
assenza di lag. Il tutto rende il comparto multigiocatore molto
più di un semplice valore aggiunto.





Da Marte con ardore



Il comparto tecnico del titolo vive di (pochi) alti e (molti) bassi. La
mole di oggetti mossi su schermo è notevole e la presenza di una
fisica tanto elaborata ha costretto gli sviluppatori a scendere a
compromessi per quanto riguarda il livello di dettaglio e la
qualità delle texture. Gli scenari si dimostrano terribilmente
spogli e ripetitivi fino all’inverosimile per tutta la durata
della campagna. Come già detto le texture non fanno certo
gridare al miracolo ed il più delle volte si presentano in bassa
risoluzione. I modelli poligonali sono sufficientemente dettagliati ma
purtroppo si nota un marcato aliasing ed una linea dell’orizzonte
abbastanza limitata, mascherata con furbizia da una costante foschia
sullo sfondo. Nonostante queste pesanti lacune la visione
d’insieme è tutto sommato gradevole ed il frame rate
mostra raramente dei cali se non nelle situazioni più caotiche,
mantenendosi comunque su livelli più che dignitosi. Il comparto
animazioni si dimostra accettabile seppur non eccelso, le animazioni
sono fluide ma poco convincenti in alcuni tratti, inoltre i modelli
poligonali di veicoli e personaggi (compreso il nostro) tendono
occasionalmente ad incastrarsi in alcune parti dello scenario. Il
sonoro fa il suo onesto lavoro seppur non brilli né per
l’originalità della colonna sonora né tantomeno per il
doppiaggio in lingua inglese, piuttosto anonimo nel suo complesso;
tuttavia nel caos della distruzione non sentirete altro che il
frastuono delle esplosioni e le raffiche di proiettili.





Would you join the faction?



Red Faction: Guerrilla si è dimostrato un buon titolo,
divertente anche se un po’ ripetitivo in single player con un impianto
free roaming assolutamente fine a se stesso che non aggiunge
granché all’esperienza di gioco. Tuttavia
l’eccezionale comparto multiplayer, vero cuore pulsante della
produzione Volition, riesce a salvare dall’anonimato totale questo titolo. Difficilmente ricorderemo questo nuovo capitolo della serie Red Faction in futuro se non per la straordinaria implementazione del motore fisico GeoMod 2.0,
che ha mostrato una gestione della fisica veramente impressionante e
che ci fa ben sperare per le produzioni che verranno. Il consiglio
d’acquisto va a tutti i fan della saga, agli appassionati di
sparatutto in terza persona e agli affamati di distruzione più
totale, che in questo gioco troveranno sicuramente di che divertirsi.