Recensione di Raving Rabbids: Travel in Time - Recensione

Recensione di Raving Rabbids: Travel in Time di Console Tribe

Partoriti da Ubisoft come folli nemici di Rayman (ammenda per chi non conosce l’uomo melanzana!), i Rabbids sono riusciti nel non semplice compito di bissare il successo del loro antagonista, lanciandosi in una più che popolare linea di party game di successo. Sulla falsariga di capostipiti del videogame mordi e fuggi quali Wario & co., i conigli psicopatici di Ubisoft sono diventati uno dei migliori esponenti della filosofia del videogame sociale ed easy di Nintendo, tanto che al pari di certi appuntamenti in salsa “musicale”, si sono presi l’onere di deliziare i fan con uscite annuali tutte (salvo giusto un paio) decisamente divertenti e ben confezionate. Se le premesse sono queste, nessuna sorpresa che anche quest’anno gli sconclusionati Rabbids siano arrivati in una nuova, chiassosa incarnazione, per l’occorrenza incentrata sui viaggi del tempo. Dopo il mezzo passo falso di Rabbids Go Home, riusciranno i coniglietti schizzati a riconquistare il cuore dei fan?

Grande Giove!

Ambientato nel 2012 (OH NO! La fine del mondo è imminente! BWAAAAAAAH!), Travel in Time propone, come sempre, un impianto narrativo assolutamente superfluo, che vede i Rabbids impegnati in uno sconclusionato viaggio nel tempo per mezzo di una… ehm… lavatrice. Dopo un lungo e divertente video introduttivo, il nostro fido coniglio si ritroverà quindi nel retro di un museo di storia che farà poi da hub all’intera esperienza di gioco. Approdati con la nostra lavatrice nelle quinte del museo, al giocatore verrà offerta la possibilità di avviare i preparativi per il suo viaggio, accedendo ad uno dei profili disponibili (leggasi: servizi igienici per il personale) che servirà sia per creare il proprio salvataggio di gioco, sia per scegliere nome, categoria d’appartenenza per il gioco online e impostazioni dell’accoppiata remote + nunchuk. Fatto ciò, le porte del museo si apriranno, ed il nostro coniglio si ritroverà ad esplorare più o meno liberamente quello che è a tutti gli effetti un ampio livello platform, con tanto di oggetti segreti, minigiochi in tutte le salse, ed ovviamente accessi per il livelli di gioco veri e propri. Questi ultimi saranno disponibili nell’ala superiore del museo attraverso ben cinque portali, che altro non fanno che dividere i mini game disponibili in altrettante categorie: Rimbalzarium, Volarium, Spararium, Corsarium e Agganciarium.

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Con Rimbalzarium la piattaforme domineranno incontrastate, in sezioni bidimensionali all’insegna della raccolta di oggetti o dalla fuga di ostacoli. Il tutto ovviamente in lotta contro il tempo. Volarium invece ci trasformerà in delle improbabili macchine volanti umane: attaccate delle ali sulle braccia, i Rabbids se le daranno di santa ragione all’interno di sezioni di volo tridimensionali in cui, raccogliendo appositi palloncini colorati, daremo il via a sfide simil “Snake” (si esatto, il giochino che spopolava sui cellulari Nokia di primissima generazione). Corsarium è invece la categoria più frenetica ed improbabile; qui, uniti ad un secondo coniglietto (giocatore o CPU) da un rotolo di carta igienica avvieremo una folle corsa ad ostacoli senza esclusione di colpi contro altri due coniglietti! Spararium è invece la tipica sezione shooter che tanto abbiamo apprezzato nelle precedenti incarnazioni nel brand e che ci vedrà, remote alla mano, sparare un folto numero di scopini per il water contro i bersagli più improbabili; sia in solitaria che in multiplayer competitivo. Agganciarium, infine, è l’unica categoria a sfruttare il Wii Motion Plus, ed è pertanto inaccessibile agli utenti sprovvisti dell’apposito “power up”. Qui, nelle vesti di esche, i Rabbids ci permetteranno di cimentarci in alcune sezioni di pesca ove la combinazione remote + nunchuk fungerà da canna con annesso mulinello. Ogni categoria, dunque, rappresenta sostanzialmente un genere di appartenenza nel cui trovare minigame di volta in volta più complessi e bizzarri, accomunati si da alcune meccaniche basilari, ma anche diversificati quel tanto che basta da renderli unici e perciò perfettamente godibili nell’ottica di un divertimento coinvolgente e ben variegato. Non bastasse poi il buon numero di sfide (come da tradizione fruibili anche in multiplayer locale), i Rabbids sbeffeggiano la storia con il loro personalissimo stile, regalandoci perle di comicità nonsense divertenti e stilose. Ogni nuovo livello, infatti, sarà ambientato in un’epoca differente dal precedente, cosa che ci permetterà di visitare tanto il passato più remoto dell’umanità (che ne dite di un minigame ambientato nel brodo primordiale???) sia epoche storiche decisamente più celebri e recenti (vestite un coniglietto da Napoleone e poi ci direte!). Se la questione delle epoche storiche vanta di per sé un certo fascino concettuale, è gradevole poi scoprire come il tutto influisca anche sul gameplay! Ogni livello offre infatti la possibilità di scegliere se modificare o meno gli eventi storici presentati dal gioco, alterando in maniera burlesca quella che è la storia universalmente nota. Se il vostro sogno è stato sempre quello di impugnare Excalibur avrete pane per i vostri denti, altrimenti potreste optare per un più… utile scopino da water. In tal senso il gioco offre sempre un doppio finale agli eventi della trama, sbloccando obiettivi in-game appositi, e garantendo persino un minimo di rigiocabilità. Da segnalare infine che, sempre in tal senso, è possibile (FINALMENTE!) giocare online con altri tre giocatori; sia in partite competitive che cooperative. Così nel caso non abbiate amici, almeno avrete di che sbizzarrirvi con la compagnia di qualche coniglio in giro per il globo. Qua la zampa!

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Just BWAAAAAAAH!

E se non bastassero le cinque categorie di cui sopra (per un totale di 23 livelli di gioco) a contentare la vostra voglia di giocazzeggio ecco che, come già accennato, il museo si dimostrerà essere non solo un pratico e simpatico hub ricco di goodies; ma addirittura un gioco nel gioco, con tanto di obiettivi da sbloccare per rimpinguare la galleria delle immagini o il vestiario del nostro coniglino. Diviso in un buon numero di settori, il museo è decisamente la novità del gioco, grazie soprattutto alle migliaia di possibilità che esso offre tra collezionabili, giochini perdi-tempo e segreti più o meno simpatici. Oltre alle succitate stanze, quindi, capiterà spesso di ritrovarsi a ca**eggiare facendo qualche tiro a canestro, o magari spaccando apposite vetrine di preziosi in una corsa contro il tempo, o ancora saltellando quattro passi in amicizia in una simpatica versione “conigliesca” di Just Dance. Le possibilità sono tantissime, tutte ben congegnate e divertenti, perfettamente incastonate nell’atmosfera di gioco e tali da non costituire una mera aggiunta alle corpose attività principali, ma un vero e proprio svago aggiuntivo, con cui poter ulteriormente condividere l’esperienza party offerta dai folli conigli Ubisoft. A coronare l’esperienza tutta, poi, ci pensano dei controlli semplici ed intuitivi, tanto che Ubisoft ha ben pensato di non dare alcun tutorial all’utente (!!!), ma lasciare che questi si sbizzarrisca scoprendo i controlli da solo attraverso alcuni “consigli” sparsi in giro per il museo. Eppure in questo ben di Coniglio ci scappa – come sempre – una magagna. In primis è evidente che nonostante l’offerta, il titolo sia un po’ sottotono nel numero di attività proposte, soprattutto se si considera che (museo escluso) i livelli principali sono solo 23, numero di molto inferiore già solo ai titoli appartenenti al passato della serie; per non parlare poi di illustri concorrenti come Wii Party. Inoltre, sebbene il sistema di controllo funzioni a dovere, quando entra in gioco il Wii Motion Plus le carte in tavola sembrano cambiare drasticamente. I giochi della serie Agganciarium, infatti, sono assolutamente i più ostici nella gestione dei controlli, e ciò non solo perché il Motion Plus rende il controller più preciso, ma anche perché il sistema di controllo è palesemente calibrato male, e non vi è alcuna possibilità di porre rimedio manualmente a tale inadeguatezza. Certo, niente che renda il tutto ingiocabile, tuttavia Ubisoft si era decisamente comportata meglio in passato ed anche solo una breve sessione di calibrazione del controller pre-partita avrebbe certamente messo una pezza ai difetti dello sviluppo.

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Poop-Art

Tecnicamente parlando, il gioco non si discosta poi molto da quello che è lo stile tipico della serie, sia per ciò che concerne la modellazione dei Rabbids e dei vari (crono) comprimari, sia per quanto riguarda le palette cromatiche, palesemente ispirate al mondo dei cartoon. A ben vedere, il gioco gronda come non mai dello stile dei folli coniglietti Ubisoft; stile che è ben palesato sia dagli ambienti temporali, sia da tutti gli elementi di contorno, come animazioni, musiche, ed oggetti di scena (carta igienica, water e polli a go-go!). Il gioco è quindi molto gradevole da vedere, e si fa apprezzare persino nel corso delle cut-scene che introducono ai livelli, dove la simpatia e la follia dei Rabbids pare capace di regnare in qualsiasi contesto (temporale e non). Unico neo in tal senso è la sola colonna sonora del gioco, poco più che un accompagnamento all’esperienza di gioco e nulla più.

“Il flusso canalizzatore… sta flussando!”

Raving Rabbids: Travel in Time è un gioco carismatico e divertente, che non mancherà di appassionare sia chi ama da sempre i folli roditori Ubisoft, sia chi è alle prime armi con il brand francese. Tuttavia, a dispetto della concorrenza, ci saremmo aspettati un prodotto più ricco e completo, che non facesse della sola simpatia dei suoi protagonisti i suoi punti di forza. Certo, i minigame sono divertenti come sempre, e l’idea dei viaggi nel tempo restituisce un feeling inedito per la serie, tuttavia ci pare ovvio che 23 livelli (più le attività sparse per il museo), non sono paragonabili alle ultime produzioni viste in questo genere, Wii Party su tutti. Se poi si considera che il titolo, come tutti gli esponenti del settore, soffre nella sua componente single player, allora ci pare ovvio pensare che si sarebbe potuto fare di più. Certo l’inedita introduzione del multiplayer online in qualche modo compensa allo scarso numero di livelli, tuttavia ci pare comunque troppo poco. In ogni caso il titolo resta godibile e divertente, sia che lo si affronti da soli che in compagnia, sebbene in questo caso lo spasso sia ovviamente maggiore che in solitaria. Detto ciò, è sempre un piacere vedere che i Rabbids, per quanto scemi e sconclusionati, godono comunque di ottima salute!

“Vengono da lontano, da una galattica civiltà, su una macchina lampo… I Predatori del Tempo…”

(I Cavalieri del Re – “I Predatori del Tempo”)