Recensione di InFamous - Recensione

Recensione di InFamous di Console Tribe

Ai videogiocatori più attenti il nome Sucker Punch
dovrà per forza dire qualcosa. Questo intraprendente gruppo di
sviluppatori fondato nel 1997 a Washington, raggiunse gli onori della
cronaca a partire dal 2002, anno dell’uscita del primo episodio di quel
piccolo capolavoro che è la trilogia di Sly Cooper, un brand che ha guadagnato nel tempo un notevole consenso di critica e pubblico per la piattaforma Playstation.

A distanza di diversi anni di silenzio professionale, durante la fiera “E3” di Los Angeles del 2007 i Sucker Punch presentarono il loro nuovo Titolo, un action-game in terza persona prodotto in esclusiva per Playstation 3 dal nome InFamous.
Dopo un poco esplicativo debut trailer diffuso in quella occasione non
si seppe più nulla di esso per circa un anno, e a dire il vero
in molti cominciarono a pensare che si trattasse tutto sommato di un
videogame di “seconda linea”, qualcosa di abbastanza interessante,
certo, ma nulla di fondamentale per la line-up della macchina Sony. Col
senno di poi, si può dire che è una fortuna per tutti che
esistano ancora di questi tempi programmatori che preferiscono lavorare
senza fare troppo rumore e con impegno sui propri progetti, profondendo
in essi tante buone idee e tutta la propria bravura, a diretto
vantaggio del videogiocatore sempre più esigente di prodotti di
alta qualità.



Inferno

E’ un giorno qualunque ad Empire City, un’immaginaria metropoli statunitense; o forse no, non è un giorno qualunque…

La routine della quotidianità viene improvvisamente stravolta da
una esplosione di immani proporzioni, esplosione che semina morte e
distruzione nel raggio di chilometri a partire dal suo epicentro e che
cambia per sempre il destino di tutti gli abitanti della metropoli. Ma
cosa è successo esattamente? E perché un uomo qualunque,
Cole MacGrath, che si trova precisamente nel luogo da cui è
originata la catastrofica deflagrazione, si risveglia quasi indenne
mentre intorno a lui nulla ha più vita? Stordito e spaventato,
Cole cerca di farsi strada tra le macerie circostanti alla ricerca
della via più breve per raggiungere il suo amico Zeke, che lo
attende all’ingresso di un ponte poco lontano da li per mettersi in
salvo. In ogni direzione si alzano colonne di fumo, esplodono tubature
e crollano gli ultimi ruderi di quelli che fino a pochi istanti prima
erano degli alti grattacieli. E Cole, che già solo a rigor di
logica dovrebbe aver perso la vita ed invece è ancora lì
sulle sue gambe, si accorge anche che qualcosa dentro di lui non
è più come prima: il suo corpo sembra essere divenuto un
vero e proprio accumulatore di energia in grado di convogliare
potentissimi flussi elettrici verso ogni cosa lo circondi, oltre ad
aver acquisito una incredibile agilità che gli permette gesti
atletici e movenze impossibili per un comune essere umano. Sempre
più turbato da questa scoperta, egli raggiunge il punto di
raccolta allestito dai primi soccorsi, e proprio in quel momento il suo
nuovo e ancora incontrollabile potere scatena una distruttiva tempesta
elettrica che getta nel panico gli astanti e trasforma agli occhi di
tutti Cole in un pericolo pubblico, di più, in una aberrazione
probabilmente collegata alla precedente catastrofe.

Come se non bastasse la situazione volge nel contempo verso un
ulteriore peggioramento, per via del fatto che l’esplosione che ha
devastato Empire City sembra aver generato degli effetti collaterali
sulla psiche di tantissimi cittadini, trasformando taluni di essi in
elementi pericolosi ed estremamente aggressivi, inclini ai peggiori
istinti animaleschi di sopruso e assassinio dei più deboli. Per
tale motivo le autorità governative decidono di mettere in
quarantena l’intera città, temendo che tali manifestazioni di
violenza siano la conseguenza di un qualche virus sconosciuto. Il
territorio urbano viene così improvvisamente trasformato in una
gigantesca gabbia isolata dall’esterno e abbandonata a se stessa, nella
quale non c’è più traccia di diritti civili né di
alcuna forma di legge, e dove dalle macerie della civiltà emerge
ora solo il brutale predominio dei violenti sugli indifesi.

Quale è la spiegazione a tutto quello che sta accadendo? Come
potrà fuggire Cole dall’inferno di Empire City, abbandonato
dagli amici che lo temono per i suoi nuovi poteri e braccato da
bestiali bande criminali che vedono in lui solo un ostacolo per il
controllo totale del territorio? O come potrà egli da solo
riportare in città la calma e la normalità di un tempo?
Sta a noi scoprirlo, vestendo i panni di un uomo che si ritrova suo
malgrado dotato di una forza che non ha mai richiesto, e che sente di
essere tutto, tranne che un supereroe.

E’ in tale contesto che ha origine la storia di InFamous,
e c’è da dire che fin dai primi minuti di gioco si possono
distinguere alcune soluzioni stilistiche interessanti adottate dagli
autori per lo sviluppo della trama. Intanto è degno di nota il
particolarissimo stile fumettistico scelto per la narrazione delle
sequenze di intermezzo, esplicative delle vicende chiave che legano tra
loro i vari momenti di gioco; pregevole anche l’impiego dell’efficace
tecnica narrativa di non mettere anzitempo il giocatore a conoscenza di
alcun particolare della storia, ma piuttosto di incanalarlo e
coinvolgerlo progressivamente all’interno della trama assieme al
protagonista Cole McGrath. Intendiamoci, la storia che regge le vicende
del personaggio principale non ha niente di particolarmente originale
sotto il profilo della sceneggiatura, né si può dire che
essa sia imprevedibile o per nulla scontata in alcuni momenti;
tuttavia, come vedremo, grazie alla sua eccellente struttura di gioco InFamous
riesce a trasmettere continuamente al videogiocatore lo spasmodico
desiderio di sapere “cosa succederà dopo”, fornendo sempre
l’incentivo a tardare il più possibile lo spegnimento della
propria console per dedicarsi ad altro, o per andare a dormire.
Certamente un buon biglietto da visita per un buon gioco del genere
action-adventure che si rispetti.




Il Potere e la Responsabilità


E’ davvero una fortuna che il nostro protagonista si ritrovi suo
malgrado dotato di poteri così distruttivi, perché in un
luogo pericoloso come Empire City questi potrebbero tornare molto, ma
molto utili. La particolarità di InFamous
risiede nel fatto che la scelta dei modi e degli scopi per cui si
decide di utilizzare le capacità sovrannaturali di Cole è
lasciata a chi tiene in mano il joypad, e questo aspetto apparentemente
semplice del gameplay porta in realtà con sè una serie di
implicazioni fondamentali sia nello sviluppo della storia che
nell’esplicazione della stessa natura caratteriale del personaggio
principale.

Ma andiamo per ordine.

Il nostro Cole è un personaggio inizialmente neutro: non vi
è in lui alcuna propensione a capire se le nuove abilità
di cui è dotato debbano essere impiegate per aiutare la
cittadinanza in difficoltà, o se piuttosto possa approfittare di
esse per godere di prevedibili, enormi vantaggi. Questa scelta spetta
interamente al videogiocatore e alla sua attitudine a voler vivere
l’esperienza di gioco impersonando i panni di un vero eroe oppure di un
“InFame” malvagio. Le conseguenze dei nostri gesti avranno dei riflessi
immediati sul procedimento degli eventi e sul modo in cui i cittadini
(e i criminali) di Empire City reagiranno nei nostri confronti.
C’è di più: gli stessi poteri sovrannaturali di Cole non
resteranno immutati, ma potranno essere ampliati e perfezionati nel
corso del gioco, differenziandosi ulteriormente in base alla
identità di “buono” o “cattivo” che intenderemo costruire
attorno al protagonista; una trovata questa che nella sua
semplicità riesce in un colpo solo a raddoppiare il fattore di
rigiocabilità del titolo, incentivando il videogiocatore ad
affrontare nuovamente la storia alla base di InFamous
per almeno una seconda volta, assumendo un comportamento completamente
diverso rispetto allo sviluppo narrativo precedente e ricevendo come
ricompensa un finale inedito. La progressiva caratterizzazione di Cole
(la quale viene definita nel gioco, molto filosoficamente, “Karma”),
avviene in due momenti distinti del sistema di gameplay: nelle azioni
intraprese verso i criminali e i cittadini, a seconda del fatto che ci
preoccuperemo o meno di non far mai del male ai secondi, e nell’ambito
di “bivi” narrativi nei quali dovremo decidere se comportarci in modo
più o meno responsabile per il superamento di un ostacolo.
Qualunque tipo di azione intraprenderemo durante l’esplorazione di
Empire City, questa ci procurerà, (o ci toglierà, nel
caso di azioni malvagie come l’uccisione deliberata di innocenti), un
certo numero di punti di esperienza, i quali accumulati in numero
sufficiente porteranno al duplice risultato di sbloccare nuove tecniche
di combattimento per il protagonista e di incrementare la nostra
reputazione di eroe o di pericoloso balordo agli occhi degli abitanti
di Empire City. Quest’ultimo aspetto non è un particolare fine a
se stesso, se è vero che molte missioni secondarie, attivabili
in diversi punti della città e presentateci sotto forma di
commissioni o incarichi particolari come la scorta di una persona , il
recupero di un oggetto, il pedinamento di un qualche “corriere” e cosi
via, potranno essere affrontate solamente nel momento in cui avremo
guadagnato un determinato “status” eroico, positivo o negativo che sia.


Sempre a proposito delle capacità di Cole, è bene notare
che tutta l’eccezionale potenza elettrica che egli è in grado di
disperdere sotto forma di attacchi più o meno spettacolari
contro i nemici, va in qualche modo periodicamente reintegrata,
poichè il protagonista non può rischiare di giungere
all’interno di situazioni di combattimento particolarmente impegnative
essendo “scarico” al pari di una batteria usata. Ecco quindi che Cole
potrà riassorbire in qualunque momento tutta
l’elettricità di cui necessita “risucchiandola” da molteplici
fonti come cabine telefoniche, generatori, batterie delle automobili e
in generale qualunque oggetto funzionante a corrente elettrica sparso
per la città, prima di lanciarsi all’assalto delle bande di
cosiddetti “Mietitori” che infestano Empire City. Ma chi sono costoro?
Difficile a dirsi fin dal principio della storia, poichè se
all’inizio essi ci verranno presentati semplicemente come dei balordi
riunitisi in bande per il predominio del territorio urbano gettato nel
caos dalla misteriosa esplosione iniziale, scopriremo in un secondo
momento che fanno parte essi stessi del mistero che il nostro Cole
dovrà dipanare, e che tra le loro fila militano terrificanti
aberrazioni umanoidi dotate pressochè delle stesse,
sovrannaturali, capacità offensive del personaggio principale.

Che noi si decida di seguire linearmente la struttura delle missioni
principali, o ci si prenda tutto il tempo che serve per far “crescere”
le abilità di Cole tramite il raggiungimento di obbiettivi
secondari, una cosa colpirà immediatamente la nostra attenzione:
la città.

Empire City è VIVA, letteralmente. In ogni angolo della sua
decadente struttura urbana, nugoli di gente di ogni tipo si assiepano
sui marciapiedi passeggiando, ricercando del cibo nei cassonetti
dell’immondizia, e maledicendoci o osannandoci ad ogni passaggio in
virtù della nostra reputazione; automobili mal ridotte
sfrecciano per le larghe strade cittadine, e le insegne luminose dei
negozi e dei cartelloni pubblicitari costellano le mura di ogni
palazzo… Ogni cosa è lì a ricordarci che siamo
all’interno di una comunità che sta disperatamente cercando di
sopravvivere al proprio destino, e la bravura degli sviluppatori si
misura anche nella trasmissione di questa vibrante sensazione di essere
realmente circondati da altri esseri viventi, sensazione che il
videogiocatore percepisce apertamente durante il gioco in ogni istante.




L’Eroe solitario


Se la definizione di “sand-box” rende in parte giustizia alla
descrizione del genere videoludico più vicino alle
peculiarità di InFamous,
nonchè ai suoi pregi di titolo che permette all’utente la
più assoluta libertà di movimento e la
non-linearità delle situazioni di gioco, ciò non basta
tuttavia ad inquadrare quell’intangibile fattore di perfetto equilibrio
raggiunto nella produzione dei Sucker Punch dalla combinazione
di un eccellente gameplay, un livello di difficoltà estremamente
bilanciato e una tensione narrativa in continuo sviluppo, il tutto
sorretto da un buonissimo comparto visivo e una realizzazione tecnica
quasi allo stato dell’arte. E’ innegabile infatti l’estrema cura nei
particolari della maggior parte delle texture e dei modelli
tridimensionali presenti nel videogioco, e anche della scelta di una
palette di colori spenti e “metallici” in perfetta armonia con la
lugubre atmosfera della rovinosa metropoli Empire City, la quale
apparirà sempre più bella anche dopo tante ore trascorse
a fare arrampicare Cole con movenze feline su per tetti, lampioni,
sopraelevate e cornicioni di altissimi edifici, mentre osserviamo in
lontananza i diversi cromatismi dello sky-line cittadino.

Difetti? Certamente, non esiste un solo videogioco al mondo che non ne abbia. Nel caso specifico di InFamous,
una delle poche cose che potrebbe non piacere al videogiocatore
perfezionista è l’alterna qualità delle animazioni del
protagonista, le quali in alcuni, (rari), momenti sembrano non
sufficientemente convincenti rispetto al modo in cui Cole interagisce
con lo scenario circostante; capiterà anche di notare di tanto
in tanto il famigerato effetto “pop-up” derivante dall’improvvisa
comparsa e scomparsa di elementi grafici all’orizzonte. Si potrebbe poi
obbiettare della presenza di un sottofondo sonoro troppo simile a
quello della massa dei giochi action di ultima generazione e privo
della statura artistica posseduta invece dal resto dei comparti
relativi alla grafica e al motore 3D del titolo. Piuttosto anonimo
infine il doppiaggio in italiano, che ha se non altro il pregio di
utilizzare delle voci discretamente impostate e prive di fastidiose
inflessioni dialettali.

Si tratta ad ogni modo di dettagli; InFamous
si presenta complessivamente ai nostri occhi come un lavoro di
altissimo profilo artistico, un vero e proprio esercizio di stile
pienamente riuscito dal punto di vista del gameplay e dotato di una
cura e un’attenzione tale in ambito grafico che rende bellissimo anche
solo il vedere in movimento il piccolo mondo virtuale di Empire City.

A meno che i videogame di genere action in terza persona non siano di
vostro gradimento, non esistono buone ragioni per snobbare il nuovo
capolavoro dei Sucker Punch,
e il consiglio spassionato di chi scrive è quello di comprare
senza remora alcuna questo gioco: nel peggiore dei casi potreste
trovarlo solo dannatamente divertente, nel migliore invece, potrebbe
diventare per molte settimane in assoluto il vostro gioco preferito per
Playstation 3.