Recensioni

Recensione Recensione di Facebreaker

Recensione di Facebreaker di Console Tribe

di: Redazione
Ci hanno detto che non siamo adatti per le competizioni regolamentari.
Ci hanno escluso da tutti i ring più importanti. Ci hanno offeso,
deriso. Dicevano che siamo troppo strani. Dicevano che i tipi come noi
non sanno competere regolarmente. Dicevano che siamo bravi solo nelle
risse. Dicevano che l’unica cosa che sappiamo fare è spaccare la faccia
alla gente.

Come dargli torto.





Quando si dice perdere la Faccia



Facebreaker è uno di quei titoli tenta di stravolgere i canoni
classici al genere a cui appartiene. Ogni singolo byte è studiato per
essere accattivante, per creare ironia e autoironia, per cambiare le
carte in tavola, per inventare un nuovo stile. Personaggi in stile
cartoon, velocità e frenesia. Lo scopo è quello di portare una ventata
di novità tra i titoli ispirati al mondo della Boxe. Niente controlli
complicati, nessuna simulazione, in Facebreaker tutto è immediato, arcade, minimalista.

Come una sorta di parodia di Fight Night, nel nuovo titolo EA
ci sarà una modalità carriera denominata “Braw it for All”. Un campione
che si rispetti deve avere una cintura che si rispetti, questo è
l’obiettivo da raggiungere durante questa modalità. Avanzando negli
incontri sbloccheremo nuove cinture fino ad arrivare al titolo massimo,
avanzando negli scontri e mettendo a tappeto gli avversari aumenteremo
il roster dei personaggi selezionabili. Buono è il design di ogni
contendente, tutti notevolmente diversificati e con caratteristiche
evidenti. Anche in questa fase lo stile di Facebreaker trasuda da ogni
pixel dello schermo, personaggi improbabili e improponibili in un clima
tutt’altro che “serio”, con molta probabilità l’intento era di
catturare l’attenzione di un pubblico più giovane. Il lato ironico del
gioco raggiunge il suo massimo grazie all’editor, infatti, la Boxer
Factory ci permetterà di creare combattenti a partire dallo stile dei
personaggi principali. Tramite un semplice e intuitivo menù in breve
tempo riusciremo a creare il nostro guerriero. Nonostante sia possibile
intervenire sia sul look che sulla corporatura del nostro alter ego, le
opzioni fornite dall’editor non sono numerose, con una scarsa
variabilità di modelli creabili. Davvero apprezzabile è la possibilità,
tramite la Playstation Eye e Xbox Live Vision di inserire una foto per
modellare il volto della nostra creazione. Il divertimento in questa
fase è assicurato, soprattutto nelle sfide online e offline.

Grazie allo stile puramente arcade e irriverente il titolo riesce a
colpire positivamente il giocatore. Tuttavia è nelle fasi di gioco vero
e proprio che Facebreaker incassa i primi ganci. Il gameplay è davvero
minimo e punta tutto sull’azione veloce piuttosto che sulla strategia.
I tasti per attaccare saranno tre: il gancio, il montante e un attacco
più potente che in alcune fasi scaraventerà l’avversario per terra.
Inoltre sarà possibile effettuare delle prese per lanciare l’avversario
contro le corde . Mettendo a segno i nostri colpi si caricherà una
barra, che giunta all’apice ci permetterà di causare un Facebreaker, da
cui il titolo prende il nome. Questo colpo, in grado di spaccare
letteralmente la faccia all’avversario ci permetterà di vincere
l’incontro, come un vero e proprio K.O.

Se in fase di apprendimento tutto appare notevolmente semplice e
immediato, diversamente accade quando iniziano i combattimenti veri.
Anche selezionando i livello più facile, gli avversari saranno
notevolmente difficili da abbattere. Non poche difficoltà si
incontreranno per portare a termine la modalità carriera, nonostante
non sia lunghissima in termini di longevità. I colpi dei nemici spesso
saranno troppo veloci, quasi imparabili. La curva d’apprendimento ci
costringerà ad una piena padronanza del sistema di scansate e di
parate, nel tentativo di difenderci dai colpi avversari. Impegno che
non sempre verrà ripagato dalla vittoria, il più delle volte saremo
costretti a subire senza aver modo di reagire. Quasi a fare Hara-Kiri
in poche battute di gioco, lo spirito arcade e veloce sembra sparire
inesorabilmente. La difficoltà di gioco è impostata male, mettendo a
dura prova non solo i vostri nervi ma anche il controller impiegato.

I difetti durante le partite offline vengono in parte mitigati durante
la partite in multiplayer. Con avversari umani i combattimenti saranno
più godibili e meno esasperanti. E’ qui che Facebreaker si lascia
apprezzare al meglio, con sfide veloci e frenetiche. Lo spirito arcade
emerge in tutti i combattimenti regalando duelli spensierati e
divertenti. Purtroppo alla lunga anche in multiplayer i problemi si
fanno sentire, il gameplay ridotto all’osso stancherà piuttosto in
fretta. Durante l’avanzare degli scontri il piacere ludico andrà
scemando, lasciando posto ad una sgradevole sensazione di button
mashing.





Anime Fight Night



Il concept art che sta dietro i personaggi di Facebreaker è davvero
eccezionale. non solo nella realizzazione tecnica, ma soprattutto nelle
scelte artistiche sui generis il titolo dà il meglio di sé,
sorprendendo il giocatore.

Ogni combattente ha un look che lo contraddistingue così come lo stile
di combattimento. I contendenti appaiono tutti ben caratterizzati e
soprattutto “fuori dalle righe”. Sconvolgendo il concetto classico di
boxer, i programmatori hanno sfornato un campionario di guerrieri
davvero fuori dal comune. Un roster che lascia il segno, vuoi per il
vestiario che per le fattezze fisiche, ognuno di loro colpirà
l’attenzione del giocatore. Nel totale è innegabile che lo stile
imposto al gioco sia ben rappresentato da tutti i personaggi.

La cura e l’attenzione data al design dei boxer è accompagnata da una
buona realizzazione tecnica. Il lavoro svolto seppure non impeccabile è
comunque di tutto rispetto. Lo scheletro di texture che compone i
combattenti è ben realizzato, anche quando le fattezze di quest’ultimi
non sono propriamente nella norma. Stessa cosa vale per i poligoni che
li rivestono, anche qui il bagaglio tecnico si fa sentire e il
risultato finale è di buon livello. Per questo nel complesso i
personaggi risultano notevolmente curati. Il motore grafico del gioco
deriva direttamente da quello usato per Fight Night.
Il cambiamento di rotta è evidente, ma personaggi troppo reali
avrebbero snaturato il titolo. Grafica adeguatamente supportata da
ottime animazioni, i movimenti sono fluidi anche nelle fasi più
funanboliche. Nel complesso il motore grafico si comporta bene, salvo
qualche dettaglio trascurabile. Infatti alcuni effetti speciali
appaiono trasandati e fuori tono rispetto al resto del comparto tecnico.

Come sempre EA
ci regala una colonna sonora degna di nota, pezzi volutamente veloci e
frenetici danno il giusto ritmo all’incontro. I brani tutti
orecchiabili difficilmente stancheranno il giocatore durante i match.
Ottima la scelta di poter riprodurre, come una sorta di player, le
tracce preferite piuttosto che altre. A stonare è la poca profondità
del cast che da voce ai boxer, quasi inesistente. Da un titolo del
genere ci si aspettava di più, voci possenti e fuori dal comune per i
combattenti più insoliti mai visti sul ring. Una trovata goliardica
sarebbe stata sicuramente apprezzata.





Rissa Online



L’esperienza online come in quasi tutti i titoli di nuova generazione
offre svariate ore di gioco aggiuntive. Disputare via rete i
combattimenti offre un sapore di sfida più equilibrato rispetto alla
compagine offline. Come al solito potremo cimentarci in partite
amichevoli o classificate, fino a partecipare a veri e propri tornei. I
server messi a disposizione da Electronic Arts
svolgono il loro ruolo egregiamente. Difficile che si verifichino cali
di frame rate improvvisi o fastidiosi momenti di lag. Pur essendo
gestiti alla perfezione, i combattimenti in rete, figli di un gameplay
approssimativo e monotono, non riusciranno comunque a soddisfare e
appassionare totalmente il giocatore.

Vista la sempre più viva moda di ‘giocare al di là del gioco’, EA
ha pensato bene di mettere a disposizione tutta una serie di servizi
online con l’unico intento di dare un po’ di sale a un titolo che
risulterebbe vagamente insipido. A disposizione del giocatore è
presente un portale dove inserire le foto scattate con la webcam e
persino inserire i momenti salienti dei match disputati. Pur non
offrendo molto dal punto di vista di gioco, il servizio è comunque da
tenere in considerazione.





Gong di fine match



Per concludere il nuovo prodotto targato Electronics Arts offre
ben poco rispetto a titoli più autorevoli. Lo stile e il look
accattivante non bastano. Le idee di base di certo non erano le
peggiori, eppure qualcosa in fase di produzione è andato storto. I
punti migliori del gioco si manifestano in tutto quello che è
accessorio al semplice giocare. Figli di una difficoltà troppa elevata,
gli scontri in singolo diventeranno ben presto frustanti. Il sistema di
gioco migliora durante il multiplayer, sia via rete sia con amici in
carne ed ossa, ma anche in quel caso i limiti di Facebreaker si fanno
sentire. Apprezzabile è il lavoro fatto sul comparto tecnico. Il design
e la realizzazione grafica dei combattenti è di buon livello, grazie
anche ad animazioni credibili il gioco appare fluido. Nel complesso
Facebreaker è un titolo che difficilmente riuscirà ad aggiudicarsi la
cintura da campione. Al massimo quella dei pantaloni.

PRO

  • Look Accattivante;
  • utilizzo della Ps Eye e Xbox Live Vision.

CONTRO

  • Gameplay Riduttivo;
  • frustrante in alcuni frangenti.