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Recensione Recensione di Crimson Alliance

Recensione di Crimson Alliance di Console Tribe

di: Giovanni "Abari" Pinizzotto

Il genere hack’n’slash fino allo scorso decennio è stato capace di conquistare il mercato, ritagliandosi una discreta fetta di sostenitori e definendo in modo chiaro e netto un nuovo modo di giocare. Le cose, però, sono cambiate e quello che una volta era un genere ben riconosciuto, oggi rappresenta un terreno di frontiera, che rende difficile l’individuazione di una tipologia di gioco che prende spunto da altri generi particolari. L’ultima fatica dei ragazzi di Certain Affinity, gruppo composto da ex-membri di Bungie, si colloca in questa strana fascia di mercato, presentandosi da subito come l’ennesimo RPG dalle forti tinte Action, dove bisogna esser rapidi con i tasti del gamepad per sterminare gli avversari e andare avanti con la trama.

Le cronache di Byzan

Le giornate scorrevano placide e felici nella ridente cittadina commerciale di Byzan, la cui fiorente economia si basava sullo sfruttamento delle risorse portuali, garantendo ai cittadini momenti di prosperità. Un regno ricco e pacifico e un re giusto, sembrano gli ingredienti migliori per chiudere la storia con il solito epilogo del “…e vissero felici e contenti”. Invece, le avversità sono in agguato e gli equilibri verranno irrimediabilmente distorti. Morto il buon sovrano, l’erede, l’avvenente principessa Asturi, si insinua sul trono, con mire decisamente ben lontane dal tipo di reggenza che era stata del padre. Con la sua ammaliante bellezza e una smisurata ambizione, plagia il potente mago, nonché consigliere del regno, Zampara, dal quale ottiene il beneficio della gioventù eterna e l’iniziazione alle arti della magia nera. Stravolta nella natura e nell’anima, i sudditi riconosceranno in lei il nemico da cui difendersi, la “Sirena delle anime”, come ben presto sarà definita, che si nutre delle anime dei figli del regno per alimentare la sua gioventù che non sfiorisce.
Narrati gli eventi, il giocatore si ritroverà all’interno di uno scenario desolato e tetro, gli anni di regno della principessa ambiziosa hanno distrutto le bellezze di Byzan, oramai irriconoscibile rispetto al passato. Una piccola compagnia, composta da tre elementi, avanza tra le lande desolate, con un destino che ha già scritto cosa sarà delle loro esistenze.
Le premesse iniziali sono buone, anche se non si ha l’impressione di essere di fronte a qualcosa di eccezionale ma piuttosto di trovarsi al cospetto di una storia che sa già di visto, malgrado calzi a pennello con il tipo di gioco offerto. L’evoluzione della trama è abbastanza scontata e prosegue in modo sciatto e decisamente prevedibile fino all’ultimo atto.

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Tre, il numero perfetto!

La scelta fatta dagli sviluppatori e dal publisher prevede la formula freemium, tanto cara a parecchi giochi per PC. Il giocatore potrà, quindi, scegliere di completare l’avventura con un solo personaggio, oppure acquistare altri due protagonisti ad un prezzo di 800 Microsoft Points ciascuno. In alternativa si potrà decidere di preferire il pacchetto completo, con una spesa totale di 1200 Microsoft Points, per portarsi a casa l’intero lotto degli eroi. Al di là di quanto appena detto, l’esperienza di gioco potrà essere ulteriormente arricchita mettendo nuovamente mano al portafoglio e acquistando, per la “modica cifra” di 80 Microsoft Points, un gruzzolo di monete d’oro da spendere per l’acquisto di equipaggiamenti e oggetti nei vari mercati, disseminati lungo le aree di gioco.
Preso per buono il fatto di aver acquistato da Xbox Live il package completo, i personaggi disponibili saranno quindi tre. Gnox, un mercenario tutto muscoli e poco cervello, dotato di spada e scudo, che fa della forza bruta la sua principale arma; il classico personaggio ideale negli scontri diretti a breve distanza, goffo e sicuramente poco agile quando si tratta di muoversi e di contrastare nemici collocati in zone strategiche della mappa. Direwolf, mago incantatore dai potenti colpi, che sfrutta gli elementi naturali di acqua e fuoco durante le sue offensive; tra i tre personaggi è quello che presenta una minore resistenza agli attacchi avversari, sebbene abbia a sua disposizione le migliori armi d’offensiva, sia negli scontri corpo a corpo che in quelli a lunga distanza, dove la forza devastatrice delle magie di fuoco non avrà eguali. Infine, Moonshade è l’unica componente femminile di spicco (fatta eccezione per l’antagonista principessa Asturi) del gioco. Si configura a metà tra una spia ed un’assassina, agile e ben bilanciata nelle caratteristiche generali; dalla sua può contare sul lancio di affilatissimi e spietati pugnali, capaci di andare a segno senza tanto sforzo.
Visto il ventaglio delle scelte a disposizione, poco spazio è stato lasciato alla novità e alla sorpresa. Siamo di fronte ad uno schema classico del genere che presenta una triplice partitura, che gioca sulle solite caratteristiche, premiando talvolta uno, talvolta l’altro tra gli eroi messi a disposizione.

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Delude parecchio il fatto – magari apprezzato dai meno smaliziati del genere – che le personalizzazioni, così come i menu e le scelte dell’armamentario, siano state decisamente ridotte al minimo indispensabile. Nome del personaggio e colore delle vesti sono gli unici due campi di scelta possibili, una volta selezionato uno dei tre eroi.
Le dinamiche di gioco sono davvero semplici, ridotte ad un peregrinare per le varie aree mentre si è intenti a far strage di nemici, ad accumulare ricchezze e oggetti utili. Tributo o scopiazzatura da uno dei giochi più celebri della grande N, si nota quando si dà un’occhiata alla barra dello status salute del personaggio, rappresentato da tre grandi cuori, che fanno da eco ai vari capitoli dedicati alla leggenda di Zelda. Rimanere inermi al suolo sarà difficile, anche perché nei vari scenari sono disseminati diversi oggetti, perlopiù vasi e barili, che mandati in frantumi restituiranno preziosa energia vitale. Stranamente non sono state implementate delle pozioni curative, il che fa davvero notizia, vista la tipologia del titolo.
La difficoltà di gioco, nel complesso, è al di sotto delle aspettative e gli avversari, compresi i boss di livello, denotano una modesta I.A., facilitando chi li contrasta nell’avanzamento dell’avventura. Apprezzabile è, invece, l’introduzione di abilità particolari sbloccabili, alle quali si aggiunge un attacco supremo, accessibile dopo aver raccolto le ancore dell’anima, manufatti nascosti nei luoghi più impensabili.
Le abilità a disposizione, richiamabili con la croce direzionale, sono in tutto quattro e sono così suddivise: Torretta automatica (crea un fuoco di sbarramento per i nemici), Ascia da lancio (provoca delle molteplici esplosioni a lungo raggio), Totem curativi (ricaricano l’energia persa), Esca per mostri (distrae i nemici permettendo di portare a segno gli attacchi).
Personalmente non ho apprezzato la gestione dei mercati, luoghi dove è possibile comprare oggetti preziosi e potenziamenti per armi e armature. Il più delle volte sarà davvero frustrante non riuscire ad acquistare quanto desiderato per insufficienza di monete e, sebbene vi siano diversi modi per poterle reperire, come i forzieri nascosti, i moltiplicatori (attivabili con le combo e le uccisioni portate a segno senza subire danni) che ne aumenteranno il rilascio alla morte degli avversari e l’acquisto con i Microsoft Points, si sarà costretti a ritornare in campo per accumulare altre ricchezze e raggiungere le tanto sospirate soglie richieste. È un meccanismo premiale che sicuramente accresce l’esperienza di gioco, ma che stride con le scelte portate avanti visti gli alleggerimenti delle configurazioni, degli inventari e della crescita dell’esperienza del personaggio (praticamente nulla), votate ad un RPG semplificato che strizza l’occhio alla componente Action, adattato anche a chi non è amante del genere, ma vorrebbe, comunque, tentare un primo approccio.

!==PB==!
Graphic Novel e isonometria musicata

Graficamente, Crimson Alliance non sfigura rispetto alla concorrenza. Siamo di fronte alla più classica visuale isometrica, ad una cura dei dettagli degli scenari di buon livello, che non lascia spazio alla casualità e che offre una fluidità priva di incertezze durante tutto la durata del gioco. Le aree sono vaste ma la scelta di utilizzare un avanzamento delle telecamere a scorrimento, non ha reso necessario implementare mappe e sistemi per zoomare nel dettaglio. I percorsi sono rigidi e un senso di labirintite acuta è l’ultimo dei problemi che si potrebbero presentare. Un plauso va fatto alla scelta di mischiare delle componenti da graphic novel e accostamenti musicali che fondono fiati e percussioni, rendendo suggestivi i momenti in cui il gioco lascerà spazio alla narrazione, con illustrazioni di primissimo livello, come quelle spese durante l’introduzione del titolo. Il comparto sonoro, da incantevole diventa leggermente fastidioso in occasione degli scontri, a causa di un massiccio impiego delle percussioni che quasi infastidisce. Sicuramente molto buona, infine, la scelta dei doppiatori originali.

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In compagnia è ancora meglio

Completare l’intera avventura composta da 13 livelli di gioco, non richiederà più di 7-8 ore. Tuttavia, si vorrà fortemente ritornare a giocare, anche perché usando solo uno dei personaggi a disposizione, non si avrà la possibilità di visitare tutti gli scenari possibili, essendo presenti delle aree nascoste raggiungibili grazie alle diverse abilità di ognuno degli eroi. Muri da abbattere, porte magiche da spalancare e cancelli da scassinare, saranno alcuni dei principali ostacoli da superare per arrivare dove, altrimenti, è impossibile giungere.
La cooperativa permette un’esperienza di gioco più completa e appagante rispetto alla modalità in single player, portando i giocatori a poter contare sulle diverse caratteristiche messe a disposizione e, quindi, rendendo il gruppo capace di affrontare con semplicità sia gli scontri ravvicinati che quelli a distanza, nonché di accedere alle aree nascoste di cui si parlava poco prima e risolvere gli enigmi, decisamente più abbordabili se affrontati in compagnia.
Sia in locale che online, la squadra di gioco potrà essere composta da un massimo di quattro elementi contemporaneamente. È da segnalare una fastidiosissima gestione negli innesti di nuovi giocatori che, in assenza di drop-in istantaneo si troveranno a dover attendere il completamento del livello da parte di chi sta giocando prima di potersi aggiungere al gruppo.

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Bello, ma…

Che si tratti di un titolo gradevole, divertente ma solo a tratti coinvolgente, non ci sono dubbi. “Fa il verso” ai grandi titoli del genere, primo fra tutti Diablo, ma non riesce a seguirne appieno le orme. È un tipico esempio di RPG-action semplificato, non pretenzioso ma nemmeno troppo poco curato da farlo cadere nel dimenticatoio. Il rilascio su Xbox Live e il prezzo abbordabile ne fanno una scelta da prendere in considerazione per passare qualche ora davanti allo schermo.
Gli amanti dei giochi di ruolo “tripla A” farebbero bene a tenersi alla larga, se non altro per non rischiare di essere delusi da un titolo che avrebbe potuto spingersi assolutamente oltre ma che, per scelta o per natura, è stato inevitabilmente castrato delle sue potenzialità.