Recensione di Amped 3 - Recensione

Recensione di Amped 3 di Console Tribe

Fin dalla sua
prima release Amped è sinonimo di snowboard su Xbox, da sempre distinto
dagli altri titoli di questo sport per l’elevato grado di realismo.
L’esordio ufficiale su 360 si ha con il terzo capitolo. Amped3 ha
quindi la grossa responsabilità di essere il sequel di un capolavoro
indiscusso; purtroppo senza dubbio non ne è all’altezza, anzi,
confrontandolo con il secondo episodio non si riescono a trovare punti
comuni oltre al subject stesso del gioco.
Evidentemente il cambio
di Software House (da Microsoft Game Studios a Take Two sezione 2K
Sports) e sviluppatori ha stravolto l’essenza del gioco e i suoi
cardini, spostando l’attenzione dalla simulazione vera e propria ad un
arcade di basso livello.


IL GIOCO

I
menù e i video di presentazione rispecchiano in toto la piega presa da
questa ultima release: se prima potevamo ammirare video di trick
spettacolari sia in background ai menù sia in video da sbloccare, ora
vediamo solo disegni e animazioni in stile cartone animato che se a una
prima analisi possono sembrare simpatici, dopo poco, molto poco,
finiscono per stancare: fortuna che si possono saltare.

Un aspetto
interessante è che a differenza delle precedenti versioni il cui scopo
principale era quello di surfare fra le montagne sbloccando livelli in
modo essenzialmente videoludico, questa versione si presenta come una
storia divertente e spiritosa da vivere in prima persona col proprio
personaggio fatto ad hoc. Potete girare fra gli impianti dei vari
comprensori come fareste una domenica qualsiasi con il vostro skipass
in tasca, scegliendo dalla cartina le piste più interessanti. Altro
aspetto interessante è la presenza di altri rider, sciatori e
spettatori sparsi qua e là sui tracciati; anche questa chicca però è
stata sporcata dall’assenza di collisioni !

Su Amped2 a volte
potevano capitare situazioni al limite delle leggi della fisica, come
improbabili risalite a monte che comunque rimanevano sporadiche; questo
errorino che poteva essere corretto nella nuova release è invece stato
accentuato a dismisura!
Tornando a ciò che di buono c’è in questo
titolo troviamo l’eccezionale realismo delle diverse tipologie di neve:
le piste saranno battute a regola d’arte per surfate veloci e pieghe
con il guanto che sfiora la neve; in fuoripista galleggerete sulla neve
fresca e soffice delle migliori domeniche impennando e curvando da veri
freerider; tutte le altre situazioni intermedie sono realizzate con
precisione e fedeltà spettacolari.
Ed eccoci alla nota più
dolente, più deludente e più amara che potessimo immaginare: i trick,
le evoluzioni. E’ in questo ambito che il cambio di Software House e di
sviluppatori ha sortito i maggiori danni! Come detto in precedenza la
saga di Amped si era da sempre distinta per il realismo con il quale i
rider realizzavano i vari trick, lasciando a SSX la realizzazione
puramente arcade di questo fantastico sport; portare a termine
un’evoluzione richiedeva una certa precisione e cadere con la tavola
storta dopo uno spin/flip incompleto voleva dire cadere. Ogni trick
doveva essere eseguito alla perfezione calcolando i tempi di rotazione
e i punti di atterraggio…nulla era lasciato al caso! In Amped3 tutta
questa perfezione è stata buttata nel cestino per far spazio a una
semplicità disarmante. Il nostro Alter Ego atterra sempre(o quasi) in
piedi, i trick una volta impostati vengono completati senza possibilità
di interazione permettendo assurdità quali la divisione di un double
flip in 2 movimenti separati, come se fosse possibile fermare la
rotazione in volo per poi riprenderla. La stessa disarmante semplicità
la troviamo nella percorrenza delle rail che vengono “agganciate” e
percorse automaticamente dal rider, lasciando poco o niente a noi
videosnowboarder. Questo può essere un pregio per rendere il gioco più
accessibile, più bambinesco se vogliamo, che, però, per nulla si addice
al nome “AMPED”.
Una sottile critica va mossa anche al sistema di
assegnazione dei punteggi: ci sono snowboarder che scendono con il
piede sinistro avanti(REGULAR) e snowboarder che scendono con il piede
destro avanti(GOOFY); è evidente che se un trick viene eseguito in
Goofy da un regular, la difficoltà aumenta e quindi il trick stesso
deve essere valutato maggiormente. Purtroppo, anche in questo caso,
Amped2 prendeva in considerazione questo aspetto, Amped3 no.
Il
gioco come detto segue un preciso storyboard fatto da numerose missioni
che pur quanto fantasiose ricordano moltissimo quelle dei suoi
predecessori come il passaggio fra gli anelli o i trick per i fotografi
dove troviamo forse l’evoluzione più significativa, rappresentata dalla
visuale che si sposta, da dietro al rider, all’obiettivo del fotografo;
anche qui però è immediata la critica: la visuale del fotografo
sicuramente esalta l’evoluzione che state compiendo, ma non vi aiuterà
certo a capire il punto di atterraggio, quindi potreste trovarvi a
testa in giù a 2 cm dalla neve!
Probabilmente dopo essersi accorti
del sacrilegio compiuto, gli sviluppatori della 2k sports hanno pensato
di aggiungere alcune modalità simpatiche come la discesa con lo
slittino o con la motoslitta, ma queste feature non hanno fatto altro
che rendere ancora più arcade il gioco! La modalità slittino ha come
scopo ultimo il massimo dolore del personaggio, cosa che proprio non è
tipica di AMPED!


Musica

In
questo non ha deluso le attese! Già Amped2 aveva una ricca colonna
sonora che udite udite è stata MIGLIORATA in Amped3 che offre circa 300
canzoni dei più svariati generi.


Xbox Live

Sulla
copertina è presente il logo Xbox Live! ma questo non deve
ingannare…infatti il servizio live è presente solamente per classifiche
online. Quindi non aspettatevi di surfare con i vostri amici come
facevate con Amped2! Il perché andatelo a chiedere a chi è stato capace
di annichilire un titolo tanto blasonato e tanto atteso.


Conclusioni

Graficamente
Amped3 soddisfa abbastanza, non è niente di spettacolare che lascia a
bocca aperta, ma piace e offre paesaggi suggestivi che sembra di
toccare con mano. L’esperienza di gioco è ampia e garantita da sette
montagne con piste, piene di salti e ringhiere, e backcountry tra
alberi e pietre; è inoltre possibile creare dei park personalizzati con
un editor di semplice utilizzo.
In conclusione questo gioco delude
molto le nostre aspettative, avendo il grave onere di essere il
successore di un capolavoro indiscusso! Tuttavia se volete passare un
po’ di tempo surfando senza congelarvi il sedere tra un salto e
l’altro,immaginando di eseguire un Rodeo 720, è un gioco da acquistare,
sperando magari in una patch per il gioco in Live…anche se più che una
patch ci vorrebbe amped 3.5.

Tutto quanto…aspettando Amped4.