Raiders of the Broken Planet – Capitolo 1 - Recensione

Tutti abbiamo giocato a “Jankenpunch” nella nostra vita (italicamente: Sasso Rete Forbici). Ma quando uno sparatutto basa i suoi sistemi di combattimento corpo a corpo su questo tipo di strategia, può funzionare?

Tesoro, mi si è rotto il mondo

La storia del gioco si basa sulle avventure dei “Raiders”, mercenari che si occupano di recuperare sul pianeta un materiale energetico molto “raro”: L’Aleph. Per fare questo i Raiders si sono suddivisi in quattro fazioni, con quattro personaggi per ognuna, che a loro volta hanno un capitolo intero dedicato, il che ci fa capire che ci sono ben 16 capitoli da giocare. La vera novità di questo gioco sta nel sistema di acquisto dello stesso. Il prologo è totalmente free, mentre le altre campagne saranno vendute a 9,99 euro, interessante se si calcola il prezzo medio di un gioco sul mercato. Ogni acquisto aggiungerà delle porzioni di story mode più o meno lunghe e rigiocabili (sia online che in singolo) e ci darà accesso a nuovi personaggi con i quali sperimentare nuovi metodi per concludere i vari livelli. Il tutto condito dalla storia molto buona e mixata ottimamente fra sci-fi e far west all’occidentale, con personaggi molto simili ad eroi solitari che si trovano costretti a combattere fianco a fianco per riuscire a recuperare quanto più Aleph possibile.

Menarsi fino alla morte

Il gioco alla fine è un MOBA, quindi dovremo svolgere delle missioni per procedere nella storia. Combattere sarà il centro focale del gioco, spararsi addosso e menarsi a mani nude. E come detto nell’introduzione, il sistema di combattimento corpo a corpo si basa su un metodo “Sasso carta forbici” che non premia il giocatore più bravo, ma quello più fortunato nell’indovinare il tasto giusto da premere al momento opportuno per avere la meglio sugli avversari. Quest’ultimi non saranno solo Bot, infatti altri giocatori (e noi stessi procedendo nel gioco) potranno intervenire nella nostra partita e lavorare come elemento di disturbo. Essendo in questo caso uno scontro 4v1, colui che fa la parte del “cattivo” avrà alcuni vantaggi dalla sua parte, come le vite infinite (“i buoni” ne hanno solo 3), visione più ampia eccetera. I personaggi sono costruiti abbastanza bene, e ne potremo distinguere le classiche categorie: Tank, Healer, Cecchini e altro. Ognuno di essi inoltre è dotato di abilità speciali che ci permetteranno di superare punti davvero ostici del gioco. Infatti nonostante il basso livello di intelligenza dell’IA, i livelli saranno molto complessi da portare a termine, data la mole di avversari che ci pioverà addosso da ogni direzione (soprattutto nelle fasi finali delle missioni). Esaurite le 3 vite a disposizione il giocatore morirà ma la partita non sarà finita: compito degli altri giocatori infatti sarà quello di restare in vita mentre un countdown scorre sullo schermo. Se alla fine di questo conto alla rovescia uno dei giocatori sarà ancora vivo, tutti gli altri torneranno in vita ripristinando le 3 vite. E vi assicuro che questo compito non sarà facile, soprattutto nelle missioni online dove non sarà possibile scegliere il livello di difficoltà degli avversari. A far da sfondo a tutto questo abbiamo un sistema di accrescimento dei personaggi, che ci permetterà di affrontare le sfide proposte del gioco in maniera più semplice, dato che all’inizio sarà davvero difficile completare persino il primo livello dopo il tutorial.

Bello e bravo

Dal punto di vista stilistico Raiders of the Broken Planet non smentisce quanto già provato nel primo test effettuato un po’ di tempo fa con l’apposita beta. Infatti, nonostante i personaggi siano ben disegnati e ben caratterizzati, il numero di poligoni che li muovono non sono tantissimi. I movimenti dei combattimenti, a volte, sono troppo macchinosi (soprattutto nel corpo a corpo) e il sistema di copertura automatico non aiuta nel gameplay, dato che quando si sta morendo lo schermo che diventa sempre più rosso non ci aiuta a distinguere la via di fuga più agilmente, facendoci talvolta incastrare in coperture non richieste.

Finish

Questo Raiders of the broken planet ci aveva incuriosito sin dal suo lancio. Purtroppo alcune lacune mostrate durante la preview sono rimaste, ma il sistema di acquisto dei capitoli, la longevità del titolo e la gradevolezza dell’aspetto grafico ne fanno sicuramente un buon titolo da provare.

  • Modalità di distribuzione

  • Rigiocabilità

  • Stile

  • Jankenpunch

  • Fin troppo difficile all'inizio

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