Recensioni

Recensione Raiden V

di: Simone Cantini

Se dici sala giochi, a meno di non essere un giovincello cresciuto a pane e (orripilanti) slot machine succhia soldi, le prime immagini che vengono alla mente sono le nuvole di fumo scaturite dalle bocche dei tabagisti allora minorenni e gli immancabili cabinati. Succhia soldi anche loro, ma dotati di un fascino ben maggiore. E tra questi spiccavano senza dubbio, a partire dal primo ed unico Space Invaders, gli shoot’em up, di cui Raiden V è l’ultimo, bastardissimo esponente.

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Pioggia infernale

Ad essere pignoli, più che alla tipologia ludica appena citata, l’ultima creatura dei nipponici Moss appartiene alla crudele stirpe dei bullet hell shooter, prodotti in cui al giocatore, prima ancora che il blastare qualunque cosa si muova sullo schermo, viene richiesto di evitare con rapidità la moltitudine di proiettili che è incessantemente vomitata a video. Imparare pattern e margini di manovra è un lavoro arduo e complesso, quasi assimilabile alla conta dei frame dello Street Fighter di turno. Appare subito ovvio, quindi, come Raiden V non sia certo un videogioco adatto a tutti, bensì un prodotto che mira ad un target di giocatori ben determinato e che di sicuro non si farà spaventare troppo dall’abnorme prezzo a cui viene proposto sul Marketplace (€ 49,99). E lo diciamo subito, giusto per togliersi dalla scarpa il proverbiale sassolino, che la cifra richiesta per poter tranquillamente installare Raiden V sull’hard disk della nostra Xbox One è davvero fuori mercato. I livelli produttivi della creatura di Moss, difatti, per quanto ottimi lato gameplay, non giustificano certo l’esborso e, fatto ancor più grave, non incentivano i profani del genere ad avvicinarsi a questa particolare e per certi verti arcaica, tipologia ludica. Ed è un peccato, dato che l’ossatura del gioco è quanto mai valida e sfaccettata, grazie ad un gameplay che per quanto volutamente statico, è comunque arricchito da piacevole variabili capaci di garantire una rigiocabilità di tutto rispetto. A partire dalle possibilità belliche offerte dallo shooter che, grazie a tre differenti astronavi e nove differenti bocche da fuoco, permette davvero di modellare l’esperienza attorno alle proprie caratteristiche. Queste ultime sono a loro volta suddivise in tre distinte macro modalità: avremo il classico cannone gatling, capace di garantire un elevato rateo di fuoco ed un’ampia area di azione, andando però a perdere in potenza bruta; troveremo poi un potente laser, dal raggio ristretto ma contemporaneamente devastante; chiude il cerchio un roseo fascio di fluido plasma, capace di agganciare più bersagli simultaneamente. Non mancano poi le immancabili smart bomb e caratteristiche peculiari per le singole navicelle. Ad aiutare ulteriormente il giocatore nella scalata alle classifiche globali, vero totem di ciascun amante degli shoot’em up, interviene anche il peculiare Cheer System: in pratica all’inizio di ogni partita verremo collegati ai server di gioco e condivideremo i nostri progressi con gli altri giocatori attualmente online. Al raggiungimento di determinati obiettivi, sia nostri che loro, potremo dare virtualmente il cinque, andando di fatto ad aumentare un’apposita barra in grado di scatenare un potente attacco combinato. Un’idea senza dubbio simpatica. Vorrei spendere anche qualche parola sulla storia che fa da cornice alla devastazione bellica, ma complice l’infelice scelta operata dai ragazzi di Moss di relegare le fasi narrative all’interno dell’azione di gioco, a causa della difficoltà intrinseca di Raiden V, viene difficile seguire a dovere le varie vicende. Certo, da quel poco che è possibile arguire non si tratta certo di uno storytelling da Oscar, ma spiace comunque non poter approfondire le varie vicende che fungono da collante ai vari stage.

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Sotto la superficie

Come già detto poche righe fa, l’aspetto tecnico di Raiden V non giustifica certo la cifra richiesta per l’acquisto. Ciò nonostante la produzione nipponica presenta un quadro estetico piacevole e funzionale, sorretto da un engine che, fortunatamente, riesce a garantire una fluidità ed una reattività in linea con le aspettative richieste dal genere. Anche il mecha design, per quanto già visto, mantiene comunque una sua dignità. Gradevole e dal taglio squisitamente nipponico anche la soundtrack, capace di accompagnare a dovere la furia distruttiva della nostra navicella grazie a componimenti che spaziano dal heavy più spinto a partiture maggiormente sinfoniche. Ottima la longevità complessiva che, a dispetto di uno story mode che non richiederà più di una quarantina di minuti per essere portato a termine, grazie ad un cospicuo numero di bivi narrativi e stage segreti, oltre che a numerose sfide in cui dovremo riaffrontare i vari boss sottostando a determinati requisiti, garantisce ore ed ore di divertimento. Certo è che se non siete amanti delle leaderboard l’interesse potrebbe scemare sin troppo velocemente. Fosse questo il caso, però, sareste voi ad aver scelto il gioco sbagliato.

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Raiden V mantiene in pieno le aspettative, proponendo una sfida impegnativa e stratificata dal sapore fortemente old school. Per gli appassionati di blullet hell shooter il titolo Moss è una vera manna dal cielo, sebbene sia davvero difficile chiudere un occhio dinanzi ad un prezzo di vendita ad oggi davvero troppo scellerato, non certo accompagnato da valori produttivi in grado di giustificarne l’entità. Proposto ad una ventina di Euro in meno sarebbe stato davvero un must, anche per i non avvezzi al genere. Così come è Raiden V non fa nulla per uscire dal ghetto in cui simili produzioni hanno finito con il relegarsi con il passare degli anni. Ed è un peccato, visto che così facendo lascia precluso ai più un titolo davvero valido.