Non chiamatelo tetris - Recensione

Per chi non conoscesse questo titolo, nato dalla mente della Q Entertainment di Tetsuya Mizuguchi, Lumines è una evoluzione di Tetris, dove lo scopo principale è costruire blocchi da quattro quadratini dello stesso colore.

Non pensiamo di azzardare troppo quando affermiamo che Lumines rappresentò per la PSP uno dei rari gioielli all’interno di un parco titoli composto per la maggior parte da conversioni da PS2. Alla stessa maniera siamo fermamente convinti che qualunque sarà l’offerta per PS Vita che il futuro riserverà a questa nuova console, Lumines: Electronic Symphony rimarrà un must-have.
Per chi non conoscesse questo titolo, nato dalla mente della Q Entertainment di Tetsuya Mizuguchi, è sostanzialmente una evoluzione di Tetris, dove lo scopo principale è costruire blocchi da quattro quadratini dello stesso colore. Una linea attraverserà poi lo schermo ed eliminerà dalla composizione quanto assemblato correttamente. La peculiarità è che tutto, velocità di caduta dei blocchi, velocità e frequenza della timeline è gestito in base al variare del ritmo dettato dalla musica di sottofondo.
Poco è cambiato rispetto a quanto si è già visto di Lumines in tutte le sue incarnazioni: qualche modalità nuova (nulla di eclatante sia chiaro, ottima l’introduzione dell’esperienza che sblocca avatar e sfondi), controlli touch un po’ forzati, per non dire inutili e messi solo per giustificarne la presenza, (Lumines VA giocato con il D-pad). Fortunatamente una cosa è rimasta immutata: la tanta, tanta classe che da sempre lo ha contraddistinto. 
È rimasto un gusto raffinato nello scegliere le canzoni che fanno da sottofondo al gioco, perchè tutto il resto lo crea il giocatore con i suoi movimenti, senza accorgersene.
Si parte da remix di classici del passato (bellissimo quello con il riff di “Bette Davis Eyes” di Kim Carnes) per arrivare ai Chemical Brothers (Hey Boy, Hey Girl).
Tranne qualche caso è una soundtrack sublime, a cui fa da complemento una grafica sgargiante che rende divinamente nell’OLED di Vita.
Originale, per concludere, l’idea di quel grandissimo blocco da distruggere entro 24 ore unendo le forze di tutti i giocatori del mondo.
Un acquisto sicuramente obbligato, ora come tra qualche anno. Soldi spesi benissimo.

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