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Recensione Mark McMorris Infinite Air

di: Bartdream

L’ industria videoludica non è stata mai veramente sconvolta dall’avvento di giochi sportivi dedicati a sport invernali. Ne sono un triste esempio i fallaci tentativi, ormai risalenti a diverse ere geologiche fa, di software house come Sony e Microsoft Studios con i loro Cool Boarders e Amped.

L’unico vero titolo in grado di scuotere profondamente la critica e il pubblico è stato SSX, titolo in esclusiva per Xbox, che agli albori degli anni 2000 è riusctio nell’ardua impresa di far appassionare i videogiocatori ad un genere di nicchia e ad uno sport che si stava sempre più affermando sulle piste da sci, grazie ad uno stile scanzonato ed arcade.

Mark McMorris Infinite Air si propone come un nuovo titolo  che prova a  simulare in maniera piuttosto realistica una delle più affascinanti caratteristiche di questo sport, la multidisciplinarietà, fallendo però purtroppo nell’intrattenere e nel divertire.

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Il titolo simulativo per lo Snowboard.. 

Come tutti i giochi altamente simulativi anche nello sviluppo di Mark McMorris Infinite Air è stata prestata molta attenzione alla fisica dello sport. Ogni aspetto della discesa come il momentum del salto, gli angoli e le rampe giocano un ruolo importante nel risultato finale dei trick, determinando efficacemente il successo dell’ azione intrapresa.

Prendendo forse spunto da giochi come Skate, il mindset da tenere per affrontare correttamente i trick è quello di completare correttamente i tutorial, comprendere le meccaniche base per effettuare le combo, e fare molta pratica. E proprio il tutorial risulta essere uno dei momenti più frustranti dell’esperienza di Mark McMorris Infinite Air. All’avvio del gioco, senza molti fronzoli, ci si trova catapultati in una esperienza guidata che prova a spiegare i trick base del gioco (girare, effettuare salti, grab, ecc..). Ma il problema che ho riscontrato è che questo tutorial risulta avere un livello di difficoltà decisamente troppo elevato. Dopo aver spiegato i comandi base necessari alla discesa infatti, la sfida diventa praticamente impossibile: gli esercizi propedeutici ad effettuare i primi flip sono spiegati in maniera davvero inefficace, ad esempio non menzionando il fatto che il flip deve essere preparato PRIMA di effettuare il salto. Solamente dopo aver skippato l’ esercizio ed aver effettuato svariate ore di gioco sono riuscito a completare con successo alcune delle figure proposte.

Il gameplay prevede quindi una complessa fase di preparazione dei salti relegando la fase di volo ad un ruolo marginale di grab e stop. Servono diverse ore per abituarsi alle meccaniche, lasciando quindi l’amaro in bocca ai giocatori con poca pazienza o passione per questo sport.

Una volta completato il tutorial-senza-fronzoli ci si ritrova improvvisamente su una discesa di una montagna. Senza alcuna spiegazione, spauriti, perduti e soli. Solo dopo diverse discese a vuoto, e svariato tempo perso a girovagare sulla neve, navigando in maniera casuale nei menù, ci si rende conto che un obiettivo è previsto nel gioco e che si tratta di una serie di 24 sfide con 5 obiettivi ciascuna.

Le sfide sono divertenti, ci sono tutte le principali discipline di questo sport come ad esempio il Big Air. Ma ancora una volta è la difficoltà estrema di alcuni obiettivi a rendere il gioco frustrante. La sensazione è che durante lo sviluppo del titolo i programmatori si siano resi conto che il tempo necessario per completare le 24 sfide lo avrebbe reso molto limitato, ed abbiano quindi deciso di inserire un’ ulteriore serie di obiettivi dividendoli tra fattibili ed impossibili. Decisione infelice, perché se è vero che aumentare il livello di una sfida è sicuramente una cosa pregevole, renderlo impossibile crea solo frustrazione.

 

Completando gli obiettivi delle sfide verranno sbloccati rider, accessori, tavole e vestiti per il nostro personaggio.

Ad eccezione delle sfide, il titolo non ha molto altro da offrire. La montagna su cui si svolgono le nostre avventure è un ambiente limitato, senza  sfide nascoste o tesori da collezionare, rimanendo così solamente una infinita distesa bianca da ripetere fino alla noia. Cosa di cui probabilmente la stessa software house si è resa conto in fase di sviluppo, regalandoci una delle poche note positive del gioco: il tool di creazione e modifica delle montagne. È infatti data la possibilità a tutti gli utenti di creare delle proprie piste utilizzando un semplice e intuitivo sistema di drag & drop che permette di inserire ad esempio rampe e rail. Una volta salvate le nostre pista si ha dunque data la possibilità di pubblicarle, così da renderle disponibili online anche ad altri giocatori, che potranno quindi sfidarsi sulla nostra creazione.

 

Il verdetto

L’eccessiva attenzione al realismo e alla componente prettamente simulativa è forse la principale pecca del gioco. I salti che in titoli di grande successo erano la cosa più divertente da fare, diventano qui un lusso da dover evitare per riuscire a portare a casa una tranche iniziata bene.

La decisione di rendere tutto estremamente difficile rende Mark McMorris Infinite Air dedicato esclusivamente agli amanti della simulazione e dello snowboard.