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Recensione Mario & Sonic ai Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014

Dal prossimo 7 Febbraio fino al 23 dello stesso mese a Sochi (Russia) si disputeranno le olimpiadi invernali 2014. Poteva Sega non approfittare dell’evento per offrirci un altro capitolo di Mario & Sonic ai giochi olimpici? La risposta è ovviamente no. Andiamo ad analizzare il primo titolo della serie ad arrivare sulla nuova ammiraglia Nintendo.

di: Andrea "Macchiaiolo" Barbara

Dal prossimo 7 Febbraio fino al 23 dello stesso mese a Sochi (Russia) si disputeranno le olimpiadi invernali 2014. Poteva Sega non approfittare dell’evento per offrirci un altro capitolo di Mario & Sonic ai giochi olimpici? La risposta è ovviamente no. Andiamo ad analizzare il primo titolo della serie ad arrivare sulla nuova ammiraglia Nintendo.

E’ tutta questione di movimento 

Abbandonando il supporto della Balance Board, il nuovo capitolo olimpico della coppia Mario & Sonic riduce le possibilità di controllo al solo gamepad con wiimote rigorosamente Plus.
Questa sorta di passo indietro ridimensiona notevolmente il livello di coinvolgimento nelle varie discipline olimpiche invernali.
Queste spaziano dal classico Sci Alpino e di Fondo fino allo Skeleton (una sorta di slittino per i profani) e al Bob a 4. Le discipline olimpiche che potremo vedere nelle gare reali sono state inserite nella totalità nel gioco, compreso l’”appassionante” Curling, vera e propria perla della manifestazione.
Alle classiche gare sono stati affiancati eventi fantasiosi che coinvolgono il mondo di gioco dei due protagonisti, come ad esempio una gara di slitte trainate da una coppia di Pallottolo Bill (il missile occhiuto di Mario Bros). Stessa procedura è stata usata anche per i luoghi dove si svolgono le varie competizioni, infatti, oltre ai campi ufficiali, possiamo trovare locazioni provenienti dai videogiochi dei due protagonisti.
La varietà, almeno a livello visivo, è garantita. Il primo problema lo troviamo nel già citato ridotto sistema di controllo. La differenza tra guidare uno snowboard, un paio di sci, uno slittino, non esiste: il nostro compito si riduce solo ad inclinare il pad o il mote in modo da seguire l’andamento della pista. Le poche possibilità offerte da questo unico sistema di controllo trasforma quella promessa di varietà precedentemente elogiata in una piattezza piuttosto fastidiosa.
Gli eventi extra offrono invece un po’ più di divertimento, non essendo vincolati dal compito gravoso di dover replicare, almeno nella forma, i loro corrispettivi reali: ad esempio potremo fare a palle di neve armati di una sorta di aspirapolvere con l’obiettivo di mettere fuori gioco l’avversario. In questi casi controlleremo il nostro personaggio utilizzando l’analogico del gamepad o le frecce direzionali del mote che dovremo tenere in posizione orizzontale.

Un makeup freddino

Non possiamo negare che graficamente ci sia stato un passo in avanti dai precedenti capitoli, ma aggiungiamo anche “e volevamo ben vedere!”. Il salto generazionale si avverte, ma non così come avremmo voluto. I modelli dei personaggi sono ben fatti e gli elementi di contorno, come pubblico e attrezzature, sono comunque vari e ben animati. Eppure rimane l’idea di un lavoro ridotto al minimo indispensabile. I paesaggi non brillano per complessità ma scorrono fluidi e senza intoppi.
Purtroppo, la sensazione di dejà vu regna sovrana. Complici ovviamente le discipline che si ripetono di olimpiade in olimpiade, chi ha giocato al precedente capitolo invernale troverà ben poche novità oltre ad un debole restyling grafico.
Anche i personaggi che abbiamo a disposizione sono i venti già visti precedentemente, dieci provenienti dal mondo di Mario e altrettanti dal mondo di Sonic, ognuno con le loro caratteristiche e divisi in quattro gruppi che ne riassumono le qualità. Potremo scegliere di impersonare anche il nostro Mii e di agghindarlo con le attrezzature che sbloccheremo completando i vari obiettivi che il gioco ci sfida a raggiungere.
All’avvio del gioco potremo decidere se affrontare solo un medley di eventi o tutti, confrontandoci con i personaggi provenienti dal mondo di Mario o di Sonic nel tentativo di battere i loro record, oppure potremo cimentarci in un singolo evento in compagnia dei nostri amici, affrontare una sessione di quiz a base di sfide ispirati agli eventi reali o buttarci in una competizione online. Quest’ultima è forse la vera e propria novità di questo capitolo. Infatti finalmente il gioco si svincola dalla competizione esclusivamente locale e permette sfide online in cui potremo misurarci con giocatori di tutto il mondo e cercare di far guadagnare punti preziosi alla nostra nazione. Le discipline disponibili in questa modalità sono in tutto quattro: Freestyle Ski Cross, Snow Cross, Pattinaggio di velocità 1000m e Campione di Inverno. Purtroppo questa modalità non era disponibile in fase di recensione e non abbiamo potuto saggiare l’effettiva qualità offerta dal servizio.
Lo schermo del gamepad Wii U, quando non è utilizzato come secondo schermo per le sfide multiplayer, svolge la funzione di companion con cinque canali tematici: un notiziario sportivo a tema, un resoconto dei nostri progressi, una panoramica delle classifiche online, un report degli obiettivi completati e dei relativi premi vinti, oppure la situazione dei nostri amici o familiari.

Mario & Sonic ai Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014 si rivela comunque un ottimo party game per la famiglia, genere ancora non abusato su Wii U, pur non offrendo grandi novità rispetto ai precedenti capitoli se non una componente online tutta da verificare. Un’ulteriore pecca è la necessità di possedere un wiimote aggiuntivo dotato di motion plus, componente non compreso nella versione basic della console.