Knockout League - Recensione

Difficile scindere il concetto di boxe videoludica dalla saga di Punch-Out, visto come lo storico franchise Nintendo è riuscito a sopravvivere indenne allo scorrere delle decadi, risultando sempre fresco e divertente da giocare. Non stupisce, quindi, che i ragazzi di Grab Games abbiano pensato di ispirarsi a questo intramontabile classico nel realizzare il loro Knockout League, interessantissimo sportivo a base di pugni disponibile per PlayStation VR.

Gioco di mano, gioco di villano

Giocare a Knockout League è, almeno concettualmente parlando, molto semplice, a patto di avere a portata di mano una coppia di Move. Una volta stretti in pugno, questi andranno a costituire i nostri fidati guantoni, con i quali saremo chiamati a sconfiggere una serie di buffi avversari, ognuno dotato di peculiari ed uniche caratteristiche combattive. Prima di salire ufficialmente sul ring, però, dovremo allenarci in compagnia di Doug Johnson, il nostro fidato trainer che, nel corso di un esaustivo tutorial, ci insegnerà tutti i trucchi del mestiere, siano essi ganci, diretti, schivate o parate. Le mosse sono tutte estremamente intuitive da eseguire e da metabolizzare, ma servirà ovviamente un po’ di pratica ulteriore per impratichirsi in maniera efficace e combinare nella maniera migliore il tutto. Una volta che ci sentiremo pronti per una sfida vera e propria, potremo rapidamente iniziare a fare sul serio e tentare, così, di avere la meglio sui nove sfidanti che caratterizzano il core dell’esperienza proposta da Knockout League. Ed è a questo punto che le similitudini con il citato Punch-Out iniziano a farsi evidenti in modo assai marcato: il gameplay, difatti, ricalca in tutto e per tutto il classico Nintendo, e ci vedrà fermi in un punto preciso, dal quale dovremo prevedere, schivare o contrattaccare i colpi avversari. Calcolare la direzione del pugno, decidere se abbassarci fisicamente, oppure tentare una parata fulminea, andranno dunque a costituire l’essenza ludica della produzione Grab Games, a cui andrà ovviamente affiancata una buona dose di violenza virtuale. In fondo parliamo pur sempre di boxe, pertanto agitare con forza i nostri pugni costituirà una parte fondamentale dell’intera esperienza. E devo confessare come la soddisfazione di mandare a segno un poderoso uppercut abbia il suo bel perché.

Asciugamano, amico mio

Uno dei pregi principali di Knockout League, una volta presa confidenza con le sue meccaniche, è quindi da ritrovare senza dubbio nel suo solido gameplay, sinceramente divertente e dotato di una buona componente strategica, che riesce ad evitare la trasformazione del titolo in un caotico e insensato roteare di pugni. Pensare ed agire di conseguenza, difatti, saranno le uniche chiavi in grado di portarci alla vittoria, anche se bisogna considerare come non sempre le movenze avversarie siano di lettura immediata, fattore che finisce con il contaminare il tutto con un pizzico di trial and error, invero comunque mai troppo fastidioso. A completare il pacchetto non manca anche una serie di sfide accessorie, proposte sotto forma di minigiochi di abilità, in aggiunta ad un gradito misuratore di calorie che, una volta impostatati peso ed altezza, terrà traccia dei nostri sforzi e sarà in grado di dirci quanto abbiamo bruciato. E visto quanto poco tempo passerà prima di ritrovarsi completamente inzuppati di sudore, una simile aggiunta non può che fare piacere. Gradevolissimo il comparto grafico della produzione, che può vantare un aspetto molto pulito ed accattivante, oltre che forte di un character design divertente e scanzonato quanto basta. Peccato per la solita assenza della lingua italiana che, a causa della mancanza di qualsiasi forma di sottotitolazione, può rendere difficile la comprensione delle varie mosse presenti nel tutorial. È innegabile come qualche sforzo in più, almeno in questo senso, sarebbe stato assai gradito.

Knockout League si va brillantemente ad inserire all’interno della ludoteca sportivo/motoria del PlayStation VR, grazie ad un gameplay azzeccato e divertente, a cui si accompagna un riuscitissimo senso di coinvolgimento generale. La scelta di declinare in salsa virtuale un gameplay palesemente ispirato ad un grande classico, si è rivelata un’arma vincente per i ragazzi di Grab Games, che sono riusciti a proporre una produzione in grado di esulare dal caotico e sconclusionato roteare di pugni. E, piaccia o no, la vittoria non era certo scontata.

  • olido gameplay che alterna tatticismo ed azione

  • Graficamente piacevole

  • Si suda

  • Italiano dove sei?

  • Si suda

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