Fade to Silence - Recensione

Gli sforzi dei ragazzi di Black Forest Game hanno portato alla luce un Survival degno di questo nome. A dire il vero il “portare alla luce” non è proprio il termine più adatto, vista l’ambientazione in cui il povero e sfortunato Ash dovrà cercare di sopravvivere contro l’oscurità e la corruzione. Prodotto da THQ Nordic, Fade to Silence, combina le più classiche meccaniche GDR con la spasmodica ricerca di materiale ed ingredienti necessari per una ardua e faticosa sopravvivenza in mezzo ai ghiacci.

La morte, fedele compagna di vita

La vostra avventura in questa landa fredda e desolata non può che avere inizio con la morte di Ash, l’alter-ego videoludico di cui vestirete i panni. Una strana presenza oscura ed incorporea vi sfiderà a tentare di rialzarvi ancora, ed ancora… ed ancora. Il risveglio, dopo la morte di Ash, avverrà in una grotta umida ed in seguito ad un breve tutorial sarete catapultati in un più che problematico mondo esterno, dove già in pochi minuti vi farete un’idea di quanto forse la grotta non fosse poi un postaccio dove stare. Scoprirete che il barbuto e coraggioso sopravvissuto è anche un padre di famiglia, Allie infatti vi attenderà in un grande campo in rovina, che in realtà capirete essere le macerie di quel che fu un piccolo villaggio. Nemmeno però il tempo di fare due chiacchiere con la piccola che l’inclemente temperatura polare si farà sentire. Sarete quindi costretti a vagare con i pochi abiti che indossate, ed armati di una “pericolosissima” torcia vi getterete al di fuori del campo in cerca di legna da ardere per riscaldare la piccola. Naturalmente non può essere tutto semplice, e quindi non solo dovrete esplorare un territorio vasto e desolato, ma vi renderete anche conto che la vostra memoria è stata come annullata e persa, quindi non avrete cognizione di ciò che è stato e che cosa diamine sia successo in precedenza. Le vostre ricerche, però, non si esauriranno con il ritrovamento di mera legna da ardere, ma sarà anche necessario trovare piante per creare impacchi curativi, cibo da rendere commestibile, materiali da cui estrapolare fibre per la fabbricazione di vari utensili, pietre da lavorare e chi più ne ha più ne metta. A questo aggiungiamo che farete la ben che poco amichevole conoscenza di varie creature malvage e corrotte che attenteranno alla vostra vita in più e più modi: benvenuti in Fade to SilenceA proposito, avevamo parlato di morte: ebbene sì, prima o poi morirete di stenti, od in maniera ben più brutale a causa delle creature orribili della landa. Ma non preoccupatevi, la morte è vostra amica… a quanto pare. Dopo la vostra ingloriosa dipartita vi ritroverete nella grotta in cui vi siete risvegliati, e sarete testimoni della solita scena iniziale. Questo vi farà capire che in realtà il vostro eroe avrà di certo già provato, in passato, a liberarsi dal giogo della creatura più volte. Avrete così a disposizione 3 Fiamme della Speranza che riportandovi in vita vi permetteranno di continuare la vostra ricerca della verità. Se terminerete tali Fiamme non preoccupatevi, perché ne avrete a disposizione altre ed altre ancora, anche se purtroppo in questo caso tutti i vostri avanzamenti saranno perduti e dovrete rifare tutto da capo. Ed è qua che entra in gioco il Circolo del Tormento, un espediente per rendere il gioco sempre più facile e permissivo. Tale Circolo si presenta come un classico albero della abilità di stampo GDR, in cui potrete ogni volta selezionare un Talento che vi aiuterà nelle vostre avventure: dal partire con più ingredienti, alla possibilità di utilizzare un numero di volte limitato una slitta con dei cani, per velocizzare gli spostamenti, oppure aumentare le importantissime Fiamme della Speranza ed altro ancora.

Quando i rottami diventano essenziali

Meccanica chiave di questo titolo è di sicuro il crafting, la creazione di oggetti di utilizzo ed equipaggiamento fondamentali per il proseguo della vostra avventura. La schermata dello stoico Ash viene gestita come nel più classico dei GDR, avrete quindi armi varie da creare ed utilizzare, come torce ed asce, archi e frecce, mantelli e corpetti che vi proteggeranno in maniera sempre migliore dagli orrori che andrete ad affrontare, e soprattutto dal freddo costante ed inclemente che circonda tutto quanto, ma anche sacche che vi permetteranno di trasportare un numero sempre maggiore di materiali. Nella gelida landa sarà possibile creare solo alcuni oggetti di semplice utilizzo, in maniera estemporanea, mentre per le più complesse dovrete invece trovarvi al calduccio di fronte ad un falò acceso (utilizzando la preziosissima Legna da Ardere), che troverete principalmente nel villaggio iniziale. Proseguendo con la raccolta ben presto ci sarà la possibilità di dare un nuovo volto al villaggio stesso, aggiungendo capanne e canili fino ad arrivare ad edifici ben più complessi come fucine, opifici e centri medici. Per velocizzare la costruzione di queste strutture dovrete avvalervi di altri sopravvissuti che, proseguendo nell’esplorazione della mappa di gioco, andrete ad incontrare ed affrontare. Alcuni di questi saranno ben lieti di vedere una faccia amichevole, se pur barbuta e scarmigliata, mentre altri potrebbero essere meno ben disposti e persino ostili… dopotutto la corruzione dell’anima è una brutta cosa da gestire.

Trovare esuli e farvi aiutare è una cosa buona? Ni

Fra le varie schermate di gestione ne avrete anche una apposita per i vostri cari sopravvissuti. Da questo pannello otterrete le informazioni utili per gestirli al meglio, nonché il loro fabbisogno di cibo, ripari ed attenzioni varie, ma avrete anche la possibilità di decidere del loro destino, cosa fargli fare, mandarli a caccia, in cerca di legname o altro, impegnarli nella costruzione degli edifici, ed infine avete anche la possibilità di farvi seguire da uno di loro nella vostra avventura. Dopotutto sopravvivere in un duro ed oscuro mondo è più bello se fatto in compagnia. Ed è per questo che Fade to Silence prevede la possibilità di affrontare tale sfida in cooperazione con un altro giocatore o, se provvisti solo di amici che amano lasciarvi morire in solitaria, di poter elevare uno dei sopravvissuti a qualcosa di più che una semplice risorsa da gestire. Scegliete al meglio però, poiché ognuno di essi ha delle peculiarità sia caratteriali che in termini di benefici in gioco da sfruttare, ed alcuni si troveranno più a loro agio al villaggio a cucinare, piuttosto che armati di accetta a combattere l’incognito al vostro fianco.

Brutte cose cattive

Come se già non bastasse il difficile compito dell’autosostentamento, il vostro coraggioso Ash dovrà fare i conti con mostri orribili che sembrano provenire dai peggiori incubi. Durante l’esplorazione dovrete stare attenti alle varie tipologie di creature malvage, caratterizzati da un ben definito set di mosse ed abilità, ognuna letale se affrontata senza la dovuta concentrazione. Non vi troverete sicuramente di fronte ad un gioco principalmente incentrato sui combattimenti, quindi questo lato non riscontra la precisione ed il dettaglio che invece il titolo vanta sul fronte survival. Dovrete fare attenzione alla classica barra della stamina, che scenderà ad ogni colpo leggero, colpo pensante e schivata che tenterete di effettuare. Purtroppo, altra piccola parte imperfetta, non potrete nemmeno affidarvi ad una meccanica di furtività, che risulta essere ben poco precisa. Anche arrivando silenziosamente alle spalle dei nemici spesso si accorgeranno comunque di voi, ed è in pratica impossibile avvicinarsi più di tanto ad animali, come i temibili cervi, che capteranno la vostra presenza fuggendo a gran balzi, rendendo così di fatto l’uso dell’arco il solo modo per procacciarvi cibo. Ma non tutto si esaurisce con l’affrontare delle strane creature, dato che vi troverete ad avere a che fare con zone corrotte da liberare e purificare, ed alcune volte dovrete affrontare dei semplici puzzle ambientali per rendere agibile un’area. Come ricompensa, però, spesso verrete in questo caso premiati con dei materiali rari da utilizzare per creare gli oggetti o le strutture migliori. Ah per non menzionare uno strano ammasso roccioso sospeso a mezz’aria con dei tentacoli che spuntano dalla parte inferiore! Arrivando a parlare del comparto grafico, beh che dire, non è di certo all’altezza della maggior parte dei titoli usciti negli ultimi mesi. Sebbene il frame rate sia piuttosto stabile, aiutato dal fatto stesso che il prodotto non è certo un concentrato di pura azione ed effetti mirabolanti, al tutto sembra che manchi qualcosa, forse proprio nella qualità delle texture e della precisione di personaggi e mostri che vi faranno compagnia nelle lunghe ore di gioco.

Conclusione, pericolo e mistero

Sebbene così presentato Fade to Silence possa sembrare un gioco molto punitivo, in realtà non lo è. Di certo vi troverete davanti un titolo ben studiato e sviluppato da Black Forest Game, dove il lato survival ed il crafting la faranno da padroni rispetto al semplice ammazza, uccidi, distruggi. Anche la trama è ottima, ci vorranno ore del vostro tempo per iniziare a capire la complessità di ciò che vi trovate fra le mani. Il lato ruolistico e relazionale con i vari sopravvissuti incontrati durante la vostra avventura non è, invece, dei migliori, con veramente poche possibilità di dialogare con essi, se non appunto dopo i primi incontri per decidere se portarli a casa vostra, come fossero dei cuccioli da salvare, oppure lasciarli crudelmente da soli a vagare nella landa. Ma sebbene questo lato non sia risultato ottimale, di certo la sua controparte gestionale è più che soddisfacente: stare attenti alle loro necessità per poi sfruttarli nei vari compiti può essere molto appagante per gli amanti del genere. In una singola frase riassumerei questo Fade to Silence con un “severo ma giusto!”

  • Un’avventura tutta da scoprire

  • Ottima gestione delle risorse

  • Un survival molto duro

  • Meccanica stealth quasi inutile

  • Combattimenti non all’altezza

  • Un survival molto duro

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