Earthlock - Recensione

Ci sono dei giochi che hanno fatto la storia degli JRPG: la saga di Final Fantasy, quella di Dragon Quest e non solo hanno segnato in maniera inequivocabile il modo di costruire un gioco di ruolo, dandogli dei canoni impossibili da ignorare quando si vuole creare un gioco di questo genere. Earthlock è un evidente omaggio a questo genere, vediamo quanto riuscito.

Blanda

Ive è una provetta pilota che si sveglia pronta ad un grande giorno: dovrà finalmente sostenere l’esame da pilota che le permetterà di fare quello che più le piace, ovvero volare. Ma suo padre, come al solito la osteggia, così lei decide di fare di testa sua volando lo stesso…. Amon è uno “scavatore”, ovvero un “tombarolo”, che con suo zio Benjo (uno squalo martello antropomorfo) si reca in un tempio antico per recuperare un manufatto che, vendendolo, gli permetterà di acquistare le medicine necessarie a curare la malattia di suo zio. Questo è l’inizio abbastanza “vecchio” della storia di gioco, che purtroppo non avrà mai guizzi narrativi rendendo molto standard la storia, richiamandosi fin troppo agli stereotipi del genere. I vari personaggi che incontreremo durante la nostra storia e che si aggiungeranno al nostro party, sono fin troppo evidentemente ispirati ad altri personaggi storici di questo genere, in una ambientazione che ci porta da lande deserte a grandi giardini. Durante il nostro viaggiare incontreremo delle statue che ci permetteranno di salvare e dopo qualche ora di gioco, anche di teletrasportarci in una piccola isola dove potremo svolgere varie attività che ci permetteranno di far crescere le nostre armi, munizioni, creare pozioni e soprattutto Talenti. Quest’ultimi ci permetteranno, grazie ad un “puzzle di crescita” di potenziare il nostro personaggio e dotarlo di nuove abilità, incastrando i “talenti” come se fossero, per l’appunto, pezzi di puzzle. Un sistema molto simpatico e innovativo che mi ha stupito per la sua “plasticità” e capacità di adattamento ai nostri gusti e desideri.

Tecnicamente

Nella sua prima versione uscita per PC, Ps4 e Xbox One Earthlock soffriva di cali di framerate anche abbastanza imbarazzanti, vista la semplicità dei livelli e la mole abbastanza esigua di poligoni da muovere. Per fortuna su questa versione per Nintendo Switch il problema è stato risolto, rendendo il tutto finalmente fluido e senza impuntamenti. Ispirato ai vecchi JRPG , la telecamera sarà per la maggior parte delle volte fissa, e solo durante i viaggi nella mappa potremo guardarci intorno per scoprire cosa ci circonda, raccogliere oggetti e affrontare i nemici, che sono sempre visibili. Ritengo quest’ultimo punto un pregio: infatti il sistema di combattimenti casuali non mi ha mai entusiasmato del tutto, in quanto in molti JRPG mi capitava di finire una quest difficilissima con poca energia e poche pozioni di guarigione, e per poter raggiungere il punto di salvataggio dovevo comunque affrontare nemici che seppur deboli, potevano mettere a rischio la mia fatica per via di un combattimento improvvido. Ma tornando al gioco, il sistema di combattimento è a turni, ed ogni personaggio sarà dotato di due “stance” che cambieranno lo stile di combattimento che utilizzano: Amon ad esempio è un abile ladro che combatte con coltelli da lancio, ma cambiando Stance, diventerà un vero e proprio granatiere, alzando di molto il livello tattico del gioco. Purtroppo i boss ci lasceranno sempre sensazione di frustrazione, in quanto anche se arriveremo da loro con livelli altissimi, ci capiterà spessissimo di morire anche se avremo studiato una tattica perfetta per sconfiggerli (tattica che inoltre ci verrà suggerita, dopo la prima morte, da un personaggio che ci seguirà per tutto il gioco), forse perché tutti sono dotati di attacchi ad area molto potenti, o forse perché fin troppo difficili da sconfiggere.

Conclusioni

Earthlock è un fin troppo chiaro omaggio ai JRPG storici, incatenandosi a quegli stilemi che hanno fatto si la storia del genere, ma che ormai odorano di stantio. Non per questo al gioco manca il divertimento, infatti dopo qualche ora di gioco ci troveremo ancora a lottare per sconfiggere quel dannato boss che proprio non vuol saperne di andare giù.

  • Tattica dei combattimenti

  • Richiamo ai Jrpg

  • Storia troppo leggera

  • Stereotipi a go go

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