Drone Striker - Recensione

Dici Time Crisis o House of the Dead e subito ti vengono in mente i tamarrissimi cabinati, con tanto di plasticose pistole al seguito, che tanti denari riuscirono a succhiarci negli anni ruggenti delle sale giochi nostrane. Quello degli on-rail shooter, difatti, è un genere che è sempre stato in grado di attirare un grandissimo numero di giocatori nelle sue incarnazioni arcade, ed è proprio questa schiera di appassionati che sembra aver maggiormente trovato conforto nella realtà virtuale casalinga, fertile terreno per produzioni analoghe, che da oggi possono contare anche sulla fugace presenza di Drone Striker.

Skynet anyone?

Quel poco che so della trama del titolo sviluppato da UserJoy Technology e distribuito da Winking Entertainment, lo devo alle poche righe contenute all’interno della cartella stampa che ha accompagnato il codice review: al solito ci troviamo proiettati in un futuro in cui le intelligenze artificiali sviluppate dall’uomo si sono rivoltate contro il proprio creatore, mettendo a ferro e fuoco la superficie terrestre, nel tentativo di sbarazzarsi della nostra sgradita presenza. È qua che entriamo in scena noi, nei panni virtuali di un anonimo membro delle forze speciali, il cui compito sarà quello di farsi strada lungo i tre livelli che compongono la campagna di Drone Striker, per arrivare a far detonare l’edificio al cui interno si trova il nucleo digitale della minaccia robotica. Ovviamente ciascuna delle sezioni sarà ricolma di mezzi meccanizzati, il cui unico obiettivo sarà quello di ridurci in briciole, che potremo fronteggiare armati della nostra fida arma, uno scudo energetico, alcune bombe e sulla capacità di attivare per un breve lasso di tempo il consueto bullet time. A vederlo da fuori, dunque, Drone Striker sembra proprio non fare nulla per emergere dal mare magnum delle produzioni analoghe, risparmiandosi sia guizzi puramente creativi che ludici. Fortunatamente, pur al netto della sua ridotta longevità, il titolo UserJoy Technology  si è rivelato davvero divertente, oltre che modellato attorno a meccaniche solide.

Pallottole cinesi

Trattandosi di un on-rail shooter il movimento del nostro avatar sarà automatico, e si arresterà soltanto in occasione dell’arrivo di un numero massiccio di nemici. Pertanto per avere una visione d’insieme degli ambienti di gioco, oltre che per intercettare al meglio le forze avversarie, dovremo ricorrere allo spostamento della nostra testa. Il sistema, oltre a prevenire i consueti sintomi da motion sickness, si è rivelato come sempre ben implementato, consentendoci quindi di interagire in modo efficace con gli ambienti. Le funzioni belliche, invece, potranno essere gestite in tre differenti modi, sfruttando pad, Move oppure il PlayStation Aim. Qualunque sia la scelta fatta, il lavoro svolto dal team si è rivelato davvero soddisfacente: Il device scelto ci consentirà, dunque, di orientare la nostra arma nella direzione prescelta, le cui risposte si sono rivelate sempre precise e puntuali. La mitragliatrice in nostro possesso sarà dotata di due distinte modalità di fuoco: una continua (con proiettili infiniti e nessuna necessità di ricaricare) e veloce, ma meno potente, ed una più lenta e devastante, tramite la quale è possibile agganciare i vari bersagli e lanciare loro contro una salva di missili. A chiudere il cerchio delle possibilità offensive ci pensano alcune granate, in grado di causare ingenti danni alle forze robotiche. Sebbene non siano, purtroppo, previste ulteriori bocche da fuoco, i livelli saranno costellati di power up, tramite i quali sarà possibile ampliare il numero di missili a nostra disposizione, quello delle granate, oppure la nostra velocità di sparo. Pur al netto di ciò, però, è innegabile come l’arsenale ridotto sia un difetto non certo trascurabile per Drone Striker. Così come non è da sottovalutare in negativo la risicata longevità generale: giocati a livello di difficoltà normale (il difficile si sblocca dopo la prima run), i tre livelli della campagna non porteranno via più di un’ora e mezza. Certo, si tratta di una durata in linea con simili produzioni, ma visto il divertimento che gli scontri a fuoco sono in grado di regalare, la voglia di averne di più si fa sentire con un po’ troppa insistenza. Certo, nulla ci vieta di riprovare il tutto, anche solo per tentare di scalare le classifiche online, ma la consistenza effettiva dell’offerta si attesta su livelli davvero ridotti. Per fortuna il tutto è proposto ad un prezzo tutto sommato contenuto. Buone notizie, invece, ci giungono dal comparto tecnico di Drone Striker, che riesce a proporre un colpo d’occhio molto pulito e funzionale, un discreto character design (non aspettatevi comunque niente di epocale) ed una fluidità eccellente.

Drone Striker è uno shooter semplice ma davvero divertente, che soffre però il peso di una longevità ed una complessità di gameplay davvero ridotte all’osso. Se è vero che la lunghezza della campagna si attesta su livelli standard per simili produzioni, risulta davvero inspiegabile e poco giustificata la presenza di una sola arma utilizzabile. Certo, è indubbio come il tutto venga proposto ad un prezzo decisamente abbordabile, ma a due anni precisi dall’uscita di PSVR sarebbe stato lecito aspettarsi qualche piccola concessione ludica in più. I ragazzi di UserJoy Technology , comunque, hanno dimostrato di saperci fare, pertanto non resta che auspicarsi un riscatto in concomitanza del loro prossimo lavoro.

  • Shooter onesto e divertente

  • Visivamente gradevole

  • Longevità ridotta

  • Una sola arma disponibile

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