Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta - Recensione

Inventare un genere capace di attraversare con successo i decenni non è certo cosa da poco, però quando una simile situazione si verifica è impossibile non togliersi il cappello in segno di rispetto. Ed è quello che, almeno metaforicamente, faccio ogni volta che mi trovo ad affrontare una delle opere ideate da Yuji Horii, ritenuto giustamente l’ideatore dei JRPG, grazie ad una saga capace di arrivare alla sua undicesima iterazione con Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta.

Un mondo da salvare. Ancora una volta

Quella di Dragon Quest è una serie che ha attraversato l’accavallarsi dei decenni senza perdere minimamente la propria identità, rifuggendo la volontà di rinnovarsi ad ogni nuovo capitolo ed optando consapevolmente di percorrere sentieri già battuti e conosciuti ad ogni sua uscita. Chi si avvicina ad una qualsiasi delle produzioni che furono all’origine della sola Enix, sa benissimo a cosa andrà incontro, nel bene e nel male, visti i minimi aggiustamenti che sono stati apportati ad una formula che perdura felicemente sin dal 1986. È proprio per questi motivi che il brand ideato da Horii può essere tranquillamente etichettato come l’espressione più pura del genere dei JRPG, del quale è riuscito a codificare e scolpire eternamente nella roccia, quasi come supremi comandamenti, gli elementi cardine. Tra questi abbiamo una storia dai contorni fiabeschi, in cui un eroe muto è chiamato a rivestire i panni del salvatore del mondo, proprio come accade in Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta, in cui andremo a vestire i panni del Lucente, un individuo dotato di misteriosi poteri sulle cui spalle graverà, per l’appunto, il destino del creato. Ad accompagnarlo nella sua avventura, invero alquanto lineare e “blindata” nell’incedere, troveremo il consueto cast di comprimari dotato ognuno di un proprio misterioso passato, oltre che di abilità peculiari la cui utilità sarà ovviamente indispensabile in battaglia. Lontana dai drammi esistenziali e dai complessi intrighi politici, la narrazione scorre fluida e leggera, non disdegnando momenti umoristici, ma non per questo senza riuscire a catturare l’attenzione del giocatore. E questa magia è possibile grazie ad un gameplay che, per quanto ampiamente sperimentato negli anni, risulta ancora una volta avvincente, fresco e così dannatamente adatto al genere che Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta incarna alla perfezione.

Stessa storia, stesso posto, stesso gameplay

Sarò un anziano nostalgico, ma per me JRPG resterà per sempre sinonimo di combattimenti a turni, pertanto non me ne vogliano tutti coloro che non vedono di buon occhio l’apparente staticità che una simile soluzione si porta in dote. Ed essendo una simile prerogativa figlia del primo capitolo di questa serie, per me è proprio difficile scindere tale soluzione ludica dalla concezione nipponica del genere ruolistico. È proprio per questo motivo che non posso non apprezzare la gestione che Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta fa dei combattimenti, in cui le azioni del party e degli avversari si alternano in maniera tutt’altro che frenetica, lasciando al giocatore il tempo di pianificare ogni singola mossa. A sparigliare un poco le carte in tavola rispetto al passato ci pensano, allora, i poteri Pimpanti, ovvero particolari status attivabili in maniera randomica dai nostri alleati, che oltre a potenziare le statistiche base potranno dare vita a particolari tecniche, attivabili sia in singolo che in cooperazione con altri membri della squadra. Interessante anche la possibilità di variare lo schieramento delle forze in campo in qualsiasi momento, utile sia per modificare l’assetto in corso d’opera, sia per rimpiazzare un alleato temporaneamente caduto. Visibili in qualsiasi momento, gli avversari ingaggiabili in combattimento potranno essere colti di sorpresa se colpiti preventivamente, così da avere un piccolo boost di vantaggio, ma occorrerà tenere bene in mente che anche loro potranno fare lo stesso, pertanto occhi bene aperti. Superare indenni gli scontri, come vuole la tradizione, ci permetterà di accumulare denaro e punti esperienza (questo avverrà per fortuna anche per le riserve), con questi ultimi legati all’aumento di livello, con conseguente sblocco automatico di nuovi tecniche. Sarà, comunque, possibile potenziare anche in maniera autonoma i nostri personaggi, attraverso un semplice albero delle abilità peculiare per ciascun membro del party. Fondamentale, inoltre, sarà il reperimento di nuovi pezzi di equipaggiamento, i quali potranno essere semplicemente acquistati oppure creati direttamente tramite la forgia portatile (accessibile presso gli accampamenti), sfruttando un simpatico minigioco che ci vedrà intenti a battere il metallo nel tentativo di riempire nel migliore dei modi alcuni indicatori. A dispetto delle molteplici sfaccettature di gameplay, comunque, l’anima di Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta è smaccatamente user friendly, visto come tenta in ogni modo di rendere scorrevole la progressione del giocatore, senza ammorbarlo inutilmente per mezzo di sfiancanti dialoghi, statistiche spesso incomprensibili o meccaniche inutilmente astruse. Lo stesso spostarsi nell’immensa mappa di gioco è reso agevole e piacevole sin dalle prime battute, grazie alla possibilità di richiamare un destriero in grado di accelerare notevolmente l’esplorazione. Lo stesso incantesimo di teletrasporto, così come una comoda imbarcazione, ci vengono consegnati dopo poche ore di gioco, lasciandoci solo il piacere di farne l’utilizzo che meglio riteniamo opportuno.

Un tratto inconfondibile

Semplicità, però, non vuol dire carenza di contenuti, visto che anche sotto questo punto di vista Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta può tranquillamente venire considerato come il migliore e più completo episodio della saga. Lo stesso cast di personaggi giocabili, per quanto non rifugga dagli stereotipi del genere, è estremamente ben caratterizzato e sfaccettato, al punto che risulterà davvero difficile non riuscire ad affezionarsi anche solo ad un elemento. Il tutto, ovviamente, è confezionato sfruttando il consueto, magistrale, lavoro di design affidato ad Akira Toriyama ed al suo Bird Studio, il cui estro è ancora una volta uno dei punti di forza dell’intera produzione, sia che amiate lo stile che ha reso grande Dragon Ball, sia che stravediate per i simpaticissimi Slime. Il comparto estetico di Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta è difatti splendido da vedere, nonostante il suo stile semplice, con le città che andremo a visitare che rappresentano un vero fiore all’occhiello del titolo. Delude in parte il sonoro che, pur potendo contare sul solito lavoro egregio di Koichi Sugiyama e dell’orchestra sinfonica di Tokyo, disillude per il modo dannatamente old school con cui finirà per uscire dalle casse del vostro televisore, così come lascerà interdetti il ripetersi sino allo sfinimento di alcuni brani non proprio memorabili (soprattutto nelle zone aperte della mappa). Stellare, invece, la longevità complessiva che grazie ad una main quest corposissima, una miriade di missioni secondarie ed un enorme quantitativo di segreti da scoprire, difficilmente vi vedrà abbandonare rapidamente Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta.

Difficile rimanere impassibili al cospetto di questo atto di amore nei confronti del panorama ruolistico nipponico che risponde al nome di Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta, vista la qualità elevata della produzione Square Enix. Restia ai cambiamenti, ma proprio per questo sicura dei propri mezzi e delle proprie potenzialità, la peculiare visione di Yuji Horii ha tutte le carte in regola per candidarsi al ruolo di migliore JRPG dell’anno, grazie ad una struttura solida ed avvincente, capace di lasciare ampiamente soddisfatti tanto i veterani del genere, quanto coloro che si avvicinano per la prima volta a simili meccaniche. Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta è un monumentale manifesto di questo peculiare modo di intendere il mondo dei giochi di ruolo, il capitolo perfetto con cui il publisher nipponico ha deciso di sublimare in maniera quasi inattaccabile un sistema ludico che in molti hanno cercato, spesso fallacemente, di imbastardire: signori, piaccia o no questa è l’anima dei JRPG, bella splendente come lo è sempre stata, sin dal lontano 1986.

  • L’espressione più pura dei JRPG

  • Longevità stellare

  • Stile da vendere

  • Sonoro non impeccabile

  • Permangono alcune rigidità storiche della serie

35 Commenti a “Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta”

1 2
  1. MmK83 on
    SkolcStrife

    Con l'eroe potrai farlo a piacere (il potere pimpante) per un po' di MP, gli altri invece aumenteranno drasticamente la percentuale con cui accadrà tramite i pannelli.

    Edit:Anzi guarda su questo ti do ragione, io preferivo il vecchio sistema di Tensione(ridatemi il mio sonaglio da battaglia!!! ) Ma così sarebbe ancora più "tradizionale" :asd:

    Una possibile idea (la butto li eh non sto dicendo che sicuramente avrebbe funzionato) sarebbe stata quella di unire la saga principale con quella del Monster Jocker.Ovvero che alcuni mostri nemici potevi usarli in cambattimento dalla tua parte invece di usare sta modalità pimpante completamente inutile.Avrebbe aperto il gioco a tante possibilità senza snaturare troppo la serie visto che ho sempre trovato nello spin off monster jocker del potenziale inespresso.

  2. MmK83 on
    The_WLF

    Sono un anzianotto, svezzato a pane e C64, ma sinceramente la mancanza dei boss interminabili è proprio l'unica cosa che non mi manca, per di più in un JRPG in cui gli scontri non hanno poi tutta questa grande dinamica e ripetere ad oltranza le solite combo di mosse non lo trovo proprio entusiasmante. Ho adorato FF VII, ma il binomio Knights of the Round/Quadra Magic mi ha segnato nel profondo: durante lo scontro con le Weapon con i compagni dell'università si lanciava l'incantesimo e andavamo a prendere un luuungo caffè… insomma, non proprio il massimo del divertimento.

    Si appunto ma erano cose che potevi fare solo alla fine o cmq dopo tot ore di gioco.Qui inizi il gioco è già ari tutti.
    Ero arrivato qui :
    [​IMG]
    Mi son detto…"ahhhhhh finalmente una boss fight come si deve!!!1111"…peccato che ero talmente livello per aver esplorato/farmato prima che l'ho ucciso usando i maghi con attacco….ATTENZIONE…fisico :rotfl:
    Daje bro…DAJE!!!

  3. The_WLF on
    MmK83

    Si appunto ma erano cose che potevi fare solo alla fine o cmq dopo tot ore di gioco.Qui inizi il gioco è già ari tutti.
    Ero arrivato qui :
    [​IMG]
    Mi son detto…"ahhhhhh finalmente una boss fight come si deve!!!1111"…peccato che era talmente livello per aver esplorato molto prima che l'ho ucciso usando i maghi con attacco….ATTENZIONE…fisico :rotfl:
    Daje bro…DAJE!!!

    Eh ma se grindi non vale…:asd:
    Cmq che il gioco è sul facile l'ho scritto, anche se comunque ci sono scontri che se non hai livellato un minimo sono decisamente più ostici. Cmq se a 30 ore sei arrivato ad avere Jade e Rab nel party hai divagato un bel po… 😀

  4. MmK83 on
    The_WLF

    Eh ma se grindi non vale…:asd:
    Cmq che il gioco è sul facile l'ho scritto, anche se comunque ci sono scontri che se non hai livellato un minimo sono decisamente più ostici. Cmq se a 30 ore sei arrivato ad avere Jade e Rab nel party hai divagato un bel po… 😀

    La vecchia scuola "clicca nel vuoto su ogni parete" (cit.) :asd:

  5. Sid on
    The_WLF

    Guarda, in parte concordo in pieno con il giudizio, ma dopo anni di recensioni il 95 mi sento di darlo solo a qualcosa che rivoluziona davvero. Fermo restando che DQ XI è ad oggi la summa dei JRPG classici, quelli di cui almeno io non ne avrei ma a sufficienza. Altro che quelle tamarrate moderne senza capo nè coda… :asd:

    Meglio Persona 5 o questo?

  6. The_WLF on
    Sid

    Meglio Persona 5 o questo?

    Eh bella domanda: vuoi più bene a mamma o a babbo? :asd:
    Sono due titoli molto differenti, per quanto abbiano diversi punti in comune. Diciamo che DQ è la più classica delle esperienze jrpg, molto conservativo e con poche divagazioni relative al gameplay, semplice come concezione ludica e narrazione. Leggero da seguire (grazie anche alla localizzazione in italiano) e con poche cose da metabolizzare.
    Persona è l'evoluzione del genere e dello stile a turni, sorretto da una storia complessa e corposa, da una messa in scena estremamente più coreografica e da un insieme di meccaniche più variegate.
    Per me è davvero difficile decidere quale sia il migliore. A livello puramente personale posso solo dire che Persona 5 non sono ancora riuscito a finirlo, visto che l'ho trovato molto più "pesante" da gestire, mentre visto il mio stato d'animo degli ultimi tempi mi ha fatto apprezzare maggiormente la leggerezza di questo DQ… 🙂

  7. SkolcStrife on
    The_WLF

    Eh bella domanda: vuoi più bene a mamma o a babbo? :asd:
    Sono due titoli molto differenti, per quanto abbiano diversi punti in comune. Diciamo che DQ è la più classica delle esperienze jrpg, molto conservativo e con poche divagazioni relative al gameplay, semplice come concezione ludica e narrazione. Leggero da seguire (grazie anche alla localizzazione in italiano) e con poche cose da metabolizzare.
    Persona è l'evoluzione del genere e dello stile a turni, sorretto da una storia complessa e corposa, da una messa in scena estremamente più coreografica e da un insieme di meccaniche più variegate.
    Per me è davvero difficile decidere quale sia il migliore. A livello puramente personale posso solo dire che Persona 5 non sono ancora riuscito a finirlo, visto che l'ho trovato molto più "pesante" da gestire, mentre visto il mio stato d'animo degli ultimi tempi mi ha fatto apprezzare maggiormente la leggerezza di questo DQ… 🙂

    Non potevi esprimere meglio il mio stesso sentore. E la domanda calza a pennello anche per me: vuoi più bene a babbo o mamma?

  8. mibrun1 on

    non avendo molto tempo ( e a dir la verità poca voglia ultimamente ) lo prenderò più avanti, verso Natale credo.
    Mi fido completamente della recensione, più e più volte mi sono trovato d’accordo con “The WLF ” 😀

  9. Sid on
    The_WLF

    Eh bella domanda: vuoi più bene a mamma o a babbo? :asd:
    Sono due titoli molto differenti, per quanto abbiano diversi punti in comune. Diciamo che DQ è la più classica delle esperienze jrpg, molto conservativo e con poche divagazioni relative al gameplay, semplice come concezione ludica e narrazione. Leggero da seguire (grazie anche alla localizzazione in italiano) e con poche cose da metabolizzare.
    Persona è l'evoluzione del genere e dello stile a turni, sorretto da una storia complessa e corposa, da una messa in scena estremamente più coreografica e da un insieme di meccaniche più variegate.
    Per me è davvero difficile decidere quale sia il migliore. A livello puramente personale posso solo dire che Persona 5 non sono ancora riuscito a finirlo, visto che l'ho trovato molto più "pesante" da gestire, mentre visto il mio stato d'animo degli ultimi tempi mi ha fatto apprezzare maggiormente la leggerezza di questo DQ… 🙂

    Sostanzialmente…stesso livello.

    Non siete contenti che in questa gen avete avuto due capolavori assoluti dei jrpg…e per di più a turni? Io si

  10. stefano.pet on
    mibrun1

    non avendo molto tempo ( e a dir la verità poca voglia ultimamente ) lo prenderò più avanti, verso Natale credo.
    Mi fido completamente della recensione, più e più volte mi sono trovato d'accordo con @The_WLF 😀

    Penso che farò come te. Al momento c'è troppa roba e poco tempo. Più o meno mi sto tenendo in linea con quello che volevo giocare subito, ma sicuramente Assassin's creed non lo finirò prima dell'uscita di Red dead. Aggiungere anche DQ sarebbe fare un mappazzone inutile. Però è il primo gioco della lista dei recuperi.

  11. KojimaSan on

    Scusate, ci sono ancora gli Slime grigi che stanno immobili e valutano la situazione?:asd:
    Devo stare una settimana forzatamente a casa e mi serve un gioco. Me lo consigliate? Io l'ultimo che ho fatto è stato l'8 per la ps2.

  12. SkolcStrife on
    KojimaSan

    Scusate, ci sono ancora gli Slime grigi che stanno immobili e valutano la situazione?:asd:
    Devo stare una settimana forzatamente a casa e mi serve un gioco. Me lo consigliate? Io l'ultimo che ho fatto è stato l'8 per la ps2.

    Se sei fortunato e non scappano sì XD
    Comunque io personalmente te lo straconsiglio,e per me è pure superiore all'8 che fin'ora è stato sempre uno dei miei JRPG preferiti di riferimento/paragone.Se ti leggi qualche commento che abbiamo fatto,magari ti fai un'idea di cosa può essere o non essere per te un difetto.

  13. The_WLF on
    KojimaSan

    Scusate, ci sono ancora gli Slime grigi che stanno immobili e valutano la situazione?:asd:
    Devo stare una settimana forzatamente a casa e mi serve un gioco. Me lo consigliate? Io l'ultimo che ho fatto è stato l'8 per la ps2.

    Vai con dio fratello!!

  14. KojimaSan on
    SkolcStrife

    Se sei fortunato e non scappano sì XD
    Comunque io personalmente te lo straconsiglio,e per me è pure superiore all'8 che fin'ora è stato sempre uno dei miei JRPG preferiti di riferimento/paragone.Se ti leggi qualche commento che abbiamo fatto,magari ti fai un'idea di cosa può essere o non essere per te un difetto.

    The_WLF

    Vai con dio fratello!!

    Voi due avete il potere di convincermi a giocare Afro Samurai 2:asd:
    Comunque se faccio in tempo lo prendo tra 3/4 d'ora al massimo.

  15. The_WLF on
    KojimaSan

    Voi due avete il potere di convincermi a giocare Afro Samurai 2:asd:
    Comunque se faccio in tempo lo prendo tra 3/4 d'ora al massimo.

    Ci faccia sapere…:D

1 2

Rispondi

Per rispondere devi entrare o registrarti.