Darksiders II: Deathinitive Edition - Recensione

Al netto di una produzione esclusiva di primo ordine, capace di annoverare tra le proprie fila alcuni dei titoli più interessanti dell’attuale panorama videoludico, è innegabile come Nintendo Switch sia divenuta la console di riferimento quando si parla di riproposizioni di giochi già visti in passato su altri lidi. All’imminente The Witcher 3 e al celebrato Dark Souls, tanto per citarne qualcuno, si è da pochissimo affiancato Darksiders II: Deathinitive Edition, la versione rimasterizzata del classico già riaffacciatosi qualche anno fa su PS4 e Xbox One.

A volte ritornano

La storia di Morte, soprattutto per tutti coloro che hanno già apprezzato le vicende del fratello Guerra, è oramai una questione oramai risaputa, così come è già stato ampiamente giocato in tutte le salse il plot che fa da sfondo al gameplay della produzione. Pertanto sarebbe superfluo, trattandosi dell’ennesimo remaster, spendere più di una sparuta manciata di parole in merito al setting dell’avventura: mi limiterò a scrivere di come il cavaliere dell’apocalisse muova i propri passi in contemporanea a quelli del fratello citato, già protagonista del primo Darksiders (ovviamente già disponibile anche su Switch), nel tentativo di liberarlo in seguito alla condanna inflittagli dagli dei per aver seminato il caos nel regno dei mortali. Questo non è altro che lo spunto utile a dare il via ad un’avventura che, strizzando ancora una volta l’occhio a Zelda e Soul Reaver, ci catapulterà in un mondo in cui combattimenti frenetici, esplorazione ed enigmi ambientali saranno alle basi delle nostre azioni. E sotto questo punto di vista, Darksiders II: Deathinitive Edition non può fare altro che confermare quanto già di buono avesse in serbo la release originale, forte di un gameplay solido (per quanto derivativo), calato all’interno di un universo ben caratterizzato e capace di tenerci impegnati per una ventina di ore. Trattandosi di un remaster, come sempre più siamo abituati a vedere, il titolo si arricchisce anche di tutti i DLC rilasciati a suo tempo, così da aumentare ulteriormente il tempo necessario all’effettivo completamento.

La morte si fa bella

Se sul versante contenutistico sono praticamente nulli gli appunti che si possono muovere a Darksiders II: Deathinitive Edition, discorso leggermente differente deve essere fatto relativamente alla qualità del porting. Iniziamo, però, con le buone notizie, che vedono la resa tecnico/visiva della produzione superare con successo gli scogli che ogni conversione comporta: soprattutto in modalità portatile, difatti, Darksiders II: Deathinitive Edition colpisce per la qualità grafica generale, a cui si accompagna una fluidità del motore di gioco eccellente. Morte si muove sempre con estrema scioltezza tra i vari ambienti, anche quando la scena è invasa da una moltitudine importante di nemici, e gli effetti a schermo si sprecano. A controbilanciare in parte ciò, però, troviamo una certa pigrizia riscontrabile in una non perfetta gestione della camera virtuale che, soprattutto negli spazi più angusti, rende talvolta difficoltoso orientarsi. Il sentore di porting a tratti svogliato è acuito anche dalla mappatura dei comandi non proprio ottimale, che non tiene conto dell’estrema vicinanza dei dorsali sinistri, elemento che rende per certi aspetti macchinosa l’esecuzione di alcune delle mosse di lotta più gettonate. Qualche perplessità è destata anche da un’ottimizzazione dei caricamenti rivedibile, che ci costringerà ad attese importanti ogni volta che ci troveremo a cambiare location (interminabile, tra l’altro, il caricamento iniziale), e non risparmierà alcuni fastidiosi freeze di un paio di secondi in occasione dell’accesso ad aree attigue. Si tratta comunque, Joy-Con alla mano, di difetti tutto sommato marginali, oltre che risolvibili tramite un update, che non minano in modo massiccio la bontà di un titolo ancora oggi estremamente godibile e divertente.

Pur senza comprensibili stravolgimenti alla formula originale, come era logico aspettarsi, Darksiders II: Deathinitive Edition si affaccia anche su Switch in forma decisamente smagliante, forte di un’offerta ludica importante e divertente, che arriva ampliata dall’aggiunta dei DLC usciti fino ad oggi. A tutto il pacchetto si affiancano prestazioni tecniche interessanti, che hanno in una non proprio perfetta gestione della camera, una mappatura dei comandi per certi versi inadatta ai Joy-Con, e nei tempi di caricamento rivedibili, gli unici momenti di criticità. Al netto di tutto ciò, è comunque innegabile come avere anche a portata di tasca la devastante potenza di Morte rappresenti un bonus da non sottovalutare.

  • L’avventura di Morte è sempre godibile

  • Tecnicamente solido

  • Telecamera e mappatura dei tasti a tratti rivedibili

  • Caricamenti lunghi

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