Danger Zone - Recensione

C’era una volta un gioco dove potevi divertirti a distruggere le auto degli avversari durante una gara di corsa, dove la parte più bella del gioco non era vincere, ma distruggere e scatenare gli incidenti più spettacolari del mondo del videogame: Burnout. E Danger Zone ne ripropone una delle modalità più divertenti, la crash zone.

Crash

Scopo di questo gioco e distruggere quante più auto possibili durante gli incidenti che andremo a provocare. Più auto distruggeremo, più alto sarà il punteggio che andremo ad acquisire e potremo scalare così una classifica online, oltre a sbloccare nuovi livelli. Durante il gioco avremo vari tipi di incroci, ponti, sottopassaggi, e dovremo sfruttare i vari bonus (fra i quali uno che fa letteralmente esplodere la nostra auto più e più volte per creare quanta più distruzione possibile) per poter vincere. Al contrario di Burnout però, una nuova “etica” ha investito questo gioco, che perde l’ambientazione da strada e viene spostato di peso all’interno di una arena di test virtuale (simile a quelle dei crash test) e le auto totalmente prive di pilota. Visti i tempi che corrono, comunque, questa scelta degli sviluppatori non ci stupisce, anche se ci addolora.

Indie

Graficamente il gioco è un indie, nonostante il logo “Unreal Engine” sbandierato in fase di caricamento. I modelli delle auto è molto limitato, e troveremo tantissime volte le stesse auto ripetute. Come detto, il “plus” di potenza viene dato dall’esplosione della nostra auto che aumenta il fattore danni. Le esplosioni sono ben fatte, con effetti particellari molto buoni e colori e rumori davvero realistici.

BUM

Il gioco, purtroppo, è tutto qui. Un continuo ripetersi di esplosioni, passa al livello successivo, fallo 3 o 4 volte per capirne la meccanica, fai il punteggio, ripeti. Come potete capire quindi, dopo pochi livelli il fattore noia comincia a farsi sentire, in quanto a parte la posizione degli incroci e delle macchine, i livelli sono sempre esteticamente uguali. Ed il fatto che per superare i livelli basta raggiungere un punteggio minimo (bronzo, argento e oro) non aiuta, perché dopo un po’, nonostante le classifiche online, vi salirà una grande voglia di cambiare gioco.

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