Chaos on Deponia - Recensione

Povero Rufus, sembra proprio che la sua voglia di fuggire verso un futuro migliore sia destinata a rimanere irraggiungibile quanto la bramata Elysium. Sì, perché nonostante il rocambolesco finale del precedente episodio, Caos a Deponia sembra voler ribadire con fermezza al nostro scalcinato protagonista quanto non ci sia spazio per i sogni, per lo meno non per chi è cresciuto tra i rottami che popolano la superfice del pianeta. Eppure il richiamo di quella fantasticata città resta forte, ed il nostro eroe non è certo il tipo che si arrende così facilmente.

Tu non capisci l’universo femminile!

È passato giusto un anno da quando anche i possessori di console hanno potuto mettere le mani sul primo tassello della trilogia targata Daedalic, ma la voglia di vedere cosa ha architettato il diabolico team teutonico è ancora forte. Vuoi per l’apertissimo finale che ci aveva accompagnato 12 mesi fa, vuoi per il cast assolutamente azzeccato che ritorna in pompa magna in Caos a Deponia, un variegato campionario di strampalati individui a cui viene davvero facile affezionarsi senza riserve. E così, dopo un esilarante incipit da manuale in grado di valere quasi da solo il prezzo del biglietto, ci ritroveremo ancora una volta a controllare il tuttofare Rufus, ovviamente sempre intenzionato a raggiungere la sospesa città di Elysium, sia per poter dare la tanto agognata svolta alla propria vita, sia per impedire che l’Oragnon distrugga il pianeta di Deponia. Ovviamente in compagnia dell’affascinante Gal, anche se come vuole la tradizione le cose non saranno proprio così semplici come potrebbe sembrare. Già, perché per colpa di qualcuno che preferisce rimanere nell’ombra (vero Rufus?), l’elisea dai capelli arancioni finirà per vedere spezzata in tre parti la propria personalità, che finirà contenuta in altrettanti chip mnemonici. Prima di riprendere il viaggio dovremo quindi riguadagnarci la fiducia del terzetto, ricomporre il tutto e cercare di raggiungere la bramata Elysium, senza ovviamente rinunciare alla consueta dose di enigmi ed umorismo, in questo secondo appuntamento con le avventure grafiche punta e clicca firmate Daedalic.

Pulizie autunnali

Aspettarsi rivoluzioni significative in Caos a Deponia, visto il genere di appartenenza, sarebbe stato quanto mai assurdo. Ed infatti il team si è limitato unicamente a ripulire quanto già visto nel precedente capitolo, compiendo sicuramente notevoli passi avanti, ma anche arretrando in alcuni frangenti. A spiccare in positivo è senza dubbio il comparto grafico, ancora più pulito e colorato che in passato, che finisce per andare a costituire uno dei veri e propri punti di forza della nuova avventura di Rufus. Gli stessi ambienti di gioco sono ora più ampi, soluzione che a permesso ai ragazzi di Daedalic di aumentare il respiro e la complessità degli enigmi, ora più impegnativi e che richiederanno di pensare talvolta fuori dagli schemi, pur non perdendo la loro originalità e brillantezza. La rinnovata vastità del mondo di gioco ha visto anche l’introduzione di una mappa, utile per spostarsi rapidamente da una location all’altra, di modo da non frammentare troppo il ritmo dell’azione, adesso più serrata e priva di alcuni dei tempi morti che avevano caratterizzato il precedente lavoro. Migliorata sensibilmente anche la gestione dell’inventario, che pur rimanendo fedele al passato si è rivelato molto più reattivo e funzionale. Progressi evidenti anche sul versante sonoro, che ha visto scomparire gli scompensi audio che avevano afflitto il vecchio Deponia, restituendoci finalmente un voice over mixato alla perfezione: l’ottimo lavoro svolto in fase di doppiaggio ha ora tutto il risalto che merita. Le uniche criticità che ho ravvisato in Caos a Deponia sono, dunque, da ritrovare nella scomparsa del puntatore simil mouse che era relegato allo stick destro. Questa scelta rende in alcune situazioni più macchinosa e lenta la gestione degli hotspot e l’interazione con gli oggetti: niente di trascendentale, sia chiaro, ma il vecchio sistema si era sicuramente più comodo ed immediato. Si tratta comunque di un peccato veniale non certo in grado di sminuire questo sequel, capace di migliorare praticamente sotto ogni punto di vista, sia narrativo che ludico, la già ottima base di partenza.

Caos a Deponia è il seguito ideale di un’avventura grafica già solida e convincente ai blocchi di partenza. Il nuovo capitolo dell’epopea di Rufus riesce difatti a migliorare, senza stravolgere, una produzione curata in ogni aspetto ed in grado di mettere contemporaneamente sul piatto una storia divertente (oltre che ben scritta e recitata), un set di enigmi stuzzicanti e mai banali ed un cast di personaggi in grado di bucare letteralmente lo schermo per simpatia e caratterizzazione. Spremete le meningi se volete (ri)provare a raggiungere Elysium! In attesa del capitolo conclusivo che, mi auguro, non si farà attendere così a lungo…

  • Enigmi ben congeniati

  • Narrativa e personaggi spassosi e ben scritti

  • Doppiaggio finalmente mixato a dovere

  • Un piccolo passo indietro per quanto riguarda il sistema di puntamento

2 Commenti a “Chaos on Deponia”

  1. edgar poe01 on

    Bella recensione, quasi quasi lo prendo. Un’avventura grafica non la gioco dai tempi di quando ero un pc gamer.

  2. The_WLF on
    edgar poe01

    Bella recensione, quasi quasi lo prendo. Un'avventura grafica non la gioco dai tempi di quando ero un pc gamer.

    Ovviamente, visto che è una trilogia, ti consiglio di partire dal primo capitolo…
    Grazie per i complimenti! 🙂

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