Captain Toad: Treasure Tracker - Recensione

Captain Toad: Treasure Tracker è il titolo di una nuova IP che vede per la prima volta, come protagonista, Toad, uno dei numerosi personaggi sorridenti con un funghetto sulla testa.
Ne avrete sicuramente sentito parlare, avrete sicuramente visto screenshots e video su internet, e tuttavia non siete pienamente decisi sull’acquisto. Le motivazioni si basano tutte sull’apparenza. Enigmi troppo semplici, gameplay ridotto all’osso, schemi troppo ridotti. Sarà davvero così?

Captain Toad: Treasure Tracker è il titolo di una nuova IP che vede per la prima volta, come protagonista, Toad, uno dei numerosi personaggi sorridenti con un funghetto sulla testa.
Ne avrete sicuramente sentito parlare, avrete sicuramente visto screenshots e video su internet, e tuttavia non siete pienamente decisi sull’acquisto. Le motivazioni si basano tutte sull’apparenza. Enigmi troppo semplici, gameplay ridotto all’osso, schemi troppo ridotti. Sarà davvero così?

Operazione Salvataggio

Non è un vero gioco ambientato nell’universo di Mario se non vi è un bel cattivo che rapisce la bella fanciulla di turno. È per questo che, già dal livello introduttivo (che funge in qualche modo da tutorial), avremo modo di perdere una Stella™ ed una possibile alleata o fidanzata o amica del cuore (non ci è dato dirlo). D’altronde non è certo per la trama che, ormai da quasi trent’anni, finiamo per giocare l’ennesimo episodio di Mario e compagnia bella. È per questo motivo che, una volta avuto il pretesto per arrivare alla fine della nostra avventura, possiamo iniziarla studiando questa tipologia di gioco, che sà di già visto, ma che tuttavia è estremamente funzionale.

Ruota quella telecamera!

Il ruolo centrale di tutta l’esperienza del gameplay è la telecamera, e per estensione, la struttura stessa dei livelli.
Sin da quello introduttivo capiamo immediatamente che il gioco non è strutturato per essere completato senza muovere continuamente la visuale.
Gli schemi sono, infatti, costruiti strategicamente affinché alcune strade vengano rivelate solo da una particolare inclinazione della telecamera. Uno dei primissimi limiti che scopriremo avere è l’impossibilità di saltare. Per questo motivo, una gemma riposta in un piccolo ripiano, risulterà impossibile da acquisire per via di questa importante mancanza. Ma, ad una rotazione di 90° della telecamera, scopriremo che il ripiano si affacciava semplicemente su di un lato, nascondendo dall’altro una comoda salita perfettamente raggiungibile.
Questo fatto di rotazione e prospettiva ricorda vagamente l’indie game FEZ, ma se quest’ultimo si basava sulla prospettiva tridimensionale e bidimensionale, Captain Toad si basa più sulle possibilità che il livello offre.
Passaggi nascosti, nonché sezioni in movimento, permettono di focalizzarsi interamente sull’osservazione del quadro stesso, così da carpirne i segreti.

Questione di tocchi

L’innovativo joypad della Wii U riesce ad espandere, senza stravolgere, l’esperienza di gioco, già di per sé ricca e funzionale. Grazie ai sensori di movimento, avremo modo di ruotare la telecamera direttamente sul piccolo schermo, permettendo di giocare senza una tv e di interagirvi in maniera efficace e divertente. Durante il gioco ci verrà chiesto di toccare alcune sezioni del livello, che risponderanno in maniera diversa. Sarà quindi importante guardare sia la tv che il joypad per poter andare avanti. Questo accadrà anche in altre sezioni di gioco, dove la visuale del joypad sarà in prima persona, mentre sulla tv resterà in terza. Questa serie di continui cambi di gameplay offre varietà e divertimento, estremamente apprezzati e mai noiosi.

Non solo tre stelle

Le classiche tre stelle, da conquistare per livello, sono ormai diventate uno standard al quale ci hanno abituato sia i giochi Nintendo che, per i più giovani, la maggior parte dei mobile games disponibili nei diversi store.
Tuttavia la struttura stessa del gioco sprona il giocatore ad analizzare e scrutare accuratamente l’area, per trovare quel qualcosa in più che va’ oltre il completamento delle stelle. Quel muro un po’ troppo sospetto, quello strano bagliore in un’area vuota, sono indizi che spingono a cercare, provare, e ripetere il livello così da trovare ogni oggetto presente nello schema. Se questo non bastasse, una volta arrivati alla fine del quadro, avremo davanti un riepilogo dove potremo constatare se avremo completato anche l’obiettivo bonus. Quest’ultimo differisce, spesso, dal collezionare semplicemente un oggetto, chiedendo invece al giocatore di concludere il livello in maniera stealth, o sconfiggendo ogni singolo nemico presente. Motivo per cui io stesso ho ripetuto almeno due volte ogni livello di gioco.

Stile grafico

Sento l’incredibile necessità di parlarvi brevemente dello stile del gioco. La presenza di colori sgargianti tipici della serie, e gli elementi di gioco, hanno spinto molti recensore a paragonare Captain Toad a Super Mario 3D World, capitolo anch’esso presente su Wii U.
Mi sento di dissentire su questa affermazione in maniera decisa, poiché nonostante l’effettiva presenza di elementi tipici della serie, questa nuova ip presenta invece uno stile minimale e geometrico, caratterizzato ancor di più dall’assenza di un completamento sui bordi del piano di gioco che, alcune volte, sembra essere stato tagliato da un coltello invisibile, e dalla struttura stessa sospesa nel vuoto. La complessità di quest’ultima è poi enfatizzata da cunicoli, entrate, ponti, e tutto ciò che può essere utile a nascondere l’intera visuale al giocatore, portandolo quindi a spostare la visuale dall’alto al basso, ed a 360°.

Conclusione

Traendo le somme, in qualità di recensore, ho sempre tentato di tenermi estraneo alle considerazioni puramente personali ed all’amore/odio che io possa provare per un determinato titolo od una determinata saga. Nintendo è sempre riuscita, in qualche modo, ad attirare la mia attenzione sulle sue ip, ed anche Captain Toad non è stato da meno. È la killer app della Wii U? No. È un must-have? Credo neanche. Allora perché dovreste valutarne l’acquisto?
Captain Toad è un’avventura dai ritmi lenti, semplice, ma non per questo meno complessa. È particolareggiata e curata, in maniera sufficiente da non essere un mero gioco di passaggio, né uno di intramezzo. Può essere amato per svariati motivi: la possibilità di essere giocato anche con poco tempo a disposizione, il fatto di essere diverso dai soliti titoli presenti sul mercato, la presenza di uno stile grafico e di personaggi ormai noti e familiari. A volte, quindi, non serve essere i migliori per poter essere apprezzati, quanto semplicemente mostrarsi per ciò che si è, senza pretendere grosse aspettative.

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